Autore:
Giovanni Zamagni

CAPOLINEA Fine stagione, tempo di bilanci e pagelle. Un voto ai protagonisti della MotoGP, per un 2007 che verrà ricordato come l'anno di Casey Stoner, la stagione della Ducati e delle Bridgestone. Per qualcuno, è finita l'era Rossi ed è iniziata quella di Stoner, 22enne australiano, piuttosto timido nella vita di tutti i giorni, aggressivo e determinato in pista. Difficile dire se il successo di Casey possa essere il primo di una lunga serie; certo è che quest'anno Stoner è stato fantastico, non ha sbagliato nulla, non ha messo in mostra punti deboli. Ma ripetersi, si sa, è molto più difficile che affermarsi, quindi nel 2008 l'australiano della Ducati - così come la Casa di Borgo Panigale - è atteso a una stagione decisamente complicata. E l'era Rossi non è finita, perché Valentino rimane un grandissimo pilota, l'unico in grado di infastidire Stoner, nonostante una Yamaha decisamente inferiore e poco competitiva. Ecco quindi i voti, non prima però di una considerazione fondamentale: tutti, dal primo all'ultimo, meritano rispetto e il nostro, il mio personale ringraziamento per quello che sanno fare e per tutte le emozioni che ci regalano.



CASEY STONER - voto 10 e lode
- La leggenda narra che a fine 2006,a Valencia, appena entrato nel box Ducati, inciampò in una carenatura appoggiata in un angolo, rompendola. Solo una leggenda, probabilmente, sempre smentita dagli uomini della "rossa", ma che serve per capire come veniva considerato, nell'ambiente, l'australiano: un pilota velocissimo, ma sempre a terra. E l'inizio con la Desmosedici era stato tutt'altro che entusiasmante, tanto che Stoner sembrava dover far la fine di tutti i precedenti compagni di squadra di Capirossi, bastonati di santa ragione da Loris. Invece, inaspettatamente, Casey ha trovato il modo per domare la Ducati e, vincendo al debutto in Qatar, ha acquistato sempre maggiore sicurezza nei propri mezzi. In tutto, ha conquistato 10 successi ed è salito sul podio, complessivamente, 14 volte, guidando sotto tono solamente in due occasioni: al Mugello e a Motegi, quando ha vinto il mondiale. Durante l'anno è cresciuto anche come personalità, arrivando perfino a criticare Rossi, senza nessun timore reverenziale.


DANIEL PEDROSA - 7
- Ha vinto due gare e ha chiuso al secondo posto in classifica generale, ma Daniel Pedrosa non ha convinto fino in fondo. All'inizio dell'anno la sua Honda non era troppo competitiva, ma alla fine la RC212V andava forte quanto, se non più della Ducati. E' bravo, guida bene, sbaglia pochissimo, ma, siamo sinceri, non entusiasma. E nel corpo a corpo perde, per il momento, dieci volte su dieci.
 

VALENTINO ROSSI - 7 - In una intervista alla Gazzetta dello Sport, Rossi ha valutato con un otto il suo 2007. Un voto un pelo generoso a mio giudizio, ma Valentino ha comunque guidato sempre da grande campione quale è. In tutto l'anno ha commesso un errore (grave) in Germania, cadendo all'inizio della gara, e uno meno importante in prova a Valencia, quando si è fratturato la mano destra in tre punti. Nonostante questo, però, il secondo posto nel mondiale sarebbe stato sicuramente suo se la Yamaha non si fosse rotta, e dopo Casey è comunque Valentino il pilota che ha vinto più gare (quattro), nonostante una moto tutt'altro che competitiva. Come se non bastasse, durante l'estate il pesarese ha dovuto sopportare di tutto, messo alla gogna da gran parte dell'opinione pubblica per la questione fiscale. Un attacco mediatico che avrebbe steso un toro, non Valentino Rossi.



JOHN HOPKINS - 6,5 - Ha chiuso la sua avventura alla Suzuki con un buon terzo posto, quarto podio di una stagione sicuramente positiva. Rispetto al passato, l'americano è maturato molto ed è decisamente più costante, tanto che non ha preso punti solo a Jerez. Gli manca però sempre qualcosa e quando c'è l'occasione - come in Francia - non la sfrutta al 100%. In Kawasaki, potrà fare buone cose.


MARCO MELANDRI - 5 -
Inutile nasconderlo: ci si aspettava molto di più da Melandri. E' vero: la sua Honda non è mai stata troppo competitiva, le Bridgestone hanno faticato ad adattarsi alla RC212V e Marco è andato subito in depressione per le promesse non mantenute dagli uomini della HRC. Ma è anche vero che il pilota del team Gresini ha passato più tempo a lamentarsi che a cercare una soluzione.


CRIS VERMEULEN - 6 -
Ha vinto una gara (a Le Mans) iniziata con la pista asciutta e finita con la pioggia; ha ottenuto uno stupendo secondo posto a Laguna Seca, ma non ha lasciato il segno. Troppo incostante, troppo anonimo, troppo poco di tutto. E' sicuramente un buon pilota, ma i fuoriclasse, per il momento, sono un'altra cosa.


LORIS CAPIROSSI - 5 -
Ha salvato la stagione con una vittoria a Motegi, determinata, però, solo dalle circostanze climatiche, e ha ottenuto un ottimo secondo posto in Australia; ma il confronto con il compagno di squadra è impietoso. Loris ha detto di non essersi mai adattato alla GP7, dall'erogazione troppo brusca; vedendolo in pista, però, se paragonato a Casey, faceva venire un po' di malinconia. Ma Capirossi è un vero lottatore, un tipo che non si arrende mai e il positivo debutto a Valencia sulla Suzuki, la moto che guiderà nel 2008, ha detto che Loris è ancora un pilota capace di dare del gas. Ci attendiamo un pronto riscatto.


NICKY HAYDEN - 5 -
E' il secondo campione del mondo che non riesce a vincere nemmeno una gara l'anno successivo alla conquista del titolo. Un dato che conferma, in qualche modo, che l'iride 2006 è stato più casuale che meritato, anche se in qualche occasione, come ad Assen e a Phillip Island, Nicky ha dimostrato di essere uno che sa il fatto suo. Non è un fuoriclasse, ma un buon pilota sicuramente sì. Ed è uno sportivo nel vero senso della parola, uno che non cerca mai scuse: qualità che non servono per andare forte in moto, ma che ne fanno un grande uomo.




RANDY DE PUNIET - 7
- Cade un po' troppo e proprio per questo motivo la Kawasaki gli ha preferito West per il 2008, ma Randy De Puniet è sicuramente un pilota veloce. Con le gomme morbide da tempo fa spesso la differenza e nel finale di stagione è cresciuto anche in gara.



ALEX BARROS - 10 - Il voto è alla carriera (non certo alla stagione), al personaggio, all'uomo Barros, capace di correre ad alti livelli per 18 anni.Bravo Alex, la tua correttezza, la tua signorilità, la tua passione, mancheranno al motomondiale.


DUCATI - 10 - In alcuni circuiti e all'inizio dell'anno, perfino imbarazzante tanto era più veloce delle rivali in rettilineo e il modo con il quale Stoner superava Rossi sul dritto di Shanghai era qualcosa di straordinario, roba da rendere orgogliosi tutti gli italiani. L'elettronica della GP7 è un'altra tecnologia che fa gridare al miracolo, anche se poi per farla andare forte ci è voluto uno come Stoner, che  se ne fregava dei continui scuotimenti, soprattutto in uscita di curva. In soli cinque anni, a Borgo Panigale sono arrivati al mondiale: tanto di cappello all'ingegnere Filippo Preziosi (voto 100 e lode) e ai suoi uomini.


HONDA - 8 - All'inizio dell'anno, la RC212V era una moto senza carenatura e senza scarichi e non andava avanti. Alla fine della stagione, aveva carenatura e scarico e andava fortissimo. L'HRC non ha mai smesso di lavorare e i risultati si sono visti.


YAMAHA - 4 - Un disastro assoluto. Per la verità, all'inizio della stagione, la M1 sembrava una moto equilibrata e competitiva più o meno su tutte le piste, solamente inferiore in potenza assoluta alla Ducati. Ma nel corso dell'anno, la Honda è progredita moltissimo, mentre la Yamaha non è riuscita a migliorare, nonostante il motore a valvole pneumatiche. Una novità introdotta dopo la pausa estiva, ma che non ha portato grandi vantaggi, con il quattro cilindri che si è pure rotto a Misano. A Valencia, invece, si è spaccata la vecchia versione, a conferma che in Giappone dovranno passare l'inverno a lavorare giorno e notte per recuperare lo svantaggio. Rossi merita una moto ben più competitiva.

SUZUKI - 7 - Ha fatto vedere un buon potenziale più o meno su tutte le piste: è una moto che non eccelle in nessun aspetto, ma è molto, molto equilibrata.

KAWASAKI - 8 - La Kawasaki è la Casa che ha lavorato di più durante la stagione, portando particolari nuovi in ogni GP. Il motore è un quattro cilindri in linea come quello della Yamaha, ma la Kawa è decisamente più veloce e competitiva.

ELETTRONICA - 3 - Ormai sono d'accordo anche i piloti: bisognerebbe eliminare il controllo di trazione. Altrimenti, addio derapate, impennate, moto di traverso, sorpassi da cardiopalma e piloti in grado di fare la differenza. Alla fine, a vincere sono sempre i più forti, ma l'elettronica ha livellato, e parecchio, i valori.


GOMME - 2 - Diciamo la verità: quest'anno si è parlato troppo di gomme e pochissimo di piloti. Colpa della Bridgestone (voto 10 e lode), troppo competitiva, e della Michelin (voto 4) troppo poco competitiva. L'augurio è che nel 2008 ci sia più equilibrio tra i due colossi mondiali.






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