Autore:
Alessandro Codognesi

SEI UN MITO Yamaha R1 è un nome che, per qualunque appassionato di moto sportive, rievoca una storia fatta di prestazioni esagerate. Che, però, bisogna dirlo, negli ultimi anni sono state un po’ superate dalle carenate europee. BMW e Aprilia sono diventate primedonne in questo segmento, ormai diventato una nicchia ma pur sempre importante per Case. A Iwata però non sono rimasti con le mani in mano. In questi anni hanno lavorato sotto copertura e oggi, all’EICMA 2014, presentano la nuova Yamaha YZF-R1 2015. Che con il passato ha in comune il nome e poco più. 200 cavalli, 199 chili in ordine di marcia e un pacchetto elettronico da far invidia all’Enterprise di Star Trek. E sarà disponibile anche versione YZF-R1M, dedicata alla pista. 

PUR SEMPRE CROSSPLANE Solo sul motore della nuova Yamaha YZF-R1 si potrebbero spendere un milione di parole ma cercherò di essere conciso. Il cuore pulsante è un 4 cilindri da 998 cc che utilizza come in passato un albero motore crossplane (quindi a scoppi irregolari 270°-180°-90°-180°). Cambiano tuttavia le misure di alesaggio e corsa (più superquadre: 79,0mm x 50,9 mm, con rapporto di compressione 13,0:1) e quindi cambia l’albero motore, con momento d’inerzia ridotto del 20%, cambiano la testa e le valvole (quelle di aspirazione sono ora in titanio), ottimizzate per aumentare il flusso in entrata. Poi ci sono la camera di combustione pentagonale, soluzione derivata dalle corse e che ottimizza la miscelazione, bielle in titanio (più leggere del 40%), pistoni forgiati in alluminio, fasce elastiche particolarmente leggere, distribuzione a bilancieri (per aumentare l’alzata delle valvole), airbox maggiorato del 23%, iniettori bidirezionali per dosare meglio la quantità di carburante iniettata, scarico in titanio, frizione anti-saltellamento più leggera (-19%), coppa dell’olio in magnesio. Insomma un motore pronto-gara, che avrà nella reattività di risposta la sua carta vincente. Oltre che nelle prestazioni: Yamaha dichiara 200 cavalli.

6 VIE Come detto, l’elettronica della nuova Yamaha YZF-R1 gioca il ruolo di protagonista. A Iwata tengono a sottolineare come sia il pacchetto elettronico più avanzato mai visto su una moto di serie. A partire dalla piattaforma inerziale: si chiama IMU ed è una piattaforma a 6 assi, con tre sensori giroscopici che misurano rollio, beccheggio e imbardata, e tre sensori di gravità che inviano dati sull'accelerazione nelle direzioni avanti/dietro, destra/sinistra e alto/basso. Analizzando questi dati 125 volte al secondo tramite un sistema CAN, interviene sul volume dell’iniezione elettronica, sulla fasatura d’accensione e sull’apertura del corpo farfallato.

NOMI ELETTRONICI Tutto questo fa funzionare una badilata di controlli che equipaggiano la Yamaha YZF-R1: si parla di Traction Control System (TCS) che lavora in modo diverso a seconda dell’angolo di piega, di Slide Control System (SCS) che permette di limitare i movimenti laterali della ruota posteriore e lavora a braccetto con il TCS, si parla di Lift Control System (LIF) che, di fatto, è un’anti-impennata, di Launch Control System (LCS), per partenze a cannone, di Quick Shift System (QSS), il cambio elettronico, di Power Mode Selection (PWR), di fatto le mappature motore (4 diverse). Tutto è memorizzabile tramite i Yamaha Ride Control system (YRC), che consistono in veri e propri riding mode (4 pre-impostati) con cui gestire tutti i parametri appena descritti. In optional il Communication Control Unit (CCU), un’interfaccia con funzione di data logging per sentirsi veri e propri piloti, mentre per tutti c’è la nuova strumentazione TFT a colori settabile, volendo via wi-fi, in modalità Street o Track. Vi basta, amici nerd?

QUI TELAIO Il telaio è stato riprogettato da zero ed è una struttura Deltabox in alluminio che frutta il motore come elemento stressato. Alcune sue misure sono identiche allo scorso modello (24° di inclinazione del cannotto e 102 mm di avancorsa), ma l’interasse è più compatto: 1.405 mm (-10 mm). Anche il forcellone della nuova R1 è inedito ed è in alluminio con capriata di rinforzo. Degna di nota è l’immissione forzata dell’aria attraverso il cannotto, proprio come in MotoGP. Il reparto sospensioni consta di una forcella Kayaba con steli da 43 mm e mono posteriore completamente regolabili. L’impianto frenante vanta due dischi anteriori da 320 mm lavorati da nuove pinze radiali monoblocco, tutto tenuto sott’occhio dall’ABS con frenata unificata Unified Brak System (UBS). Dulcis in fundo, sono nuovi anche i cerchi, ora in magnesio e più leggeri di 900 grammi in totale, e il serbatoio è in alluminio (-1,6 chili). In totale, la moto pesa solo 199 chili in ordine di marcia (179 a secco).

QUANDO E QUANTO La nuova R1 sarà disponibile da marzo 2015 a un prezzo ancora da definire nelle due colorazioni Racing Blue e Racing Red. Sarà disponibile anche la YZF-R1M, versione dedicata alla pista e in serie limitata. Di serie, infatti, ci sono gomme slick sviluppate ad hoc da Bridgestone, largo uso di carbonio, per esempio a livello della carena, e le sospensioni semi-attive sviluppate da Ohlins (Electronic Racing Suspension, ERS). Sarà disponibile nell’unica colorazione Silver Blue Carbon.


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