Autore:
Alessandro Codognesi

DISTINGUERSI In un momento del mercato moto come quello che sta passando l’Italia (ma anche tutti gli altri), la cosa più naturale e spontanea è incrociare le braccia aspettando che passi la bufera. Ma questa, evidentemente, non dev’essere esattamente stata l’idea di Roland Sands, vista la creatura da lui prodotta ed esposta a EICMA allo stand Yamaha: lo Yamaha TMax Hyper Modified by Roland Sands, terzo di una trilogia iniziata con Marcus Walz, un prodotto tremendamente affascinante per stile e concetti. A dirla tutta, chi potrebbe giurare di averci visto subito un TMax dietro quelle forme aliene? Guarda il video di Roland Sands.

PARTO DA QUI L’idea di Roland Sands parte dall’immagine di un telaio TMax a nudo, da cui è stato immediatamente folgorato. Da qui, è nata l’ambizione di far nascere lo Yamaha TMax Hyper Modified by Roland Sands. Per dare al modello un’immagine “pure racing”, sono state aggiunte delle griglie al telaio, per rendere il look più hot rod, più americano. Tutto il codone è stato ricostruito e la sella è rivestita in similpelle trattata. Sono poi stati aggiunti riser, manubrio dritto e condotto per il radiatore, totalmente made in Roland Sands. Dopo aver tolto le plastiche, c’era bisogno di un appoggio per i piedi, così il condotto è stato duplicato e funge da pedana. Il parafango anteriore è rubato alla Yamaha YZF-R6, mentre molti particolari sono nuovi, come il carter motore con tanto di cinghia a vista. Tutto questo ha richiesto solo quattro settimane di lavoro al gruppo di Roland Sands.

PAROLA DI SANDS A detta di Sands, occuparsi di questo progetto è stato parecchio stressante, molto più che la classica modifica a una moto. La complicazione maggiore è stata del non volere modificare il design di TMax in quello di una moto tradizionale, ma di mantenere l’impostazione “step-trough” (con trave centrale ribassato) da scooter. A detta di Sands, poi, durante alcuni giri di prova da lui effettuati la gente impazziva al solo vederlo. Non fatichiamo a credergli!


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