Autore:
Paolo Sardi

SECONDA GIOVINEZZA Dopo trentacinque anni di onorato servizio di solito si va definitivamente in pensione ma la Yamaha SR400 si appresta invece a vivere una seconda giovinezza. Amatissima in Germania  e nei Paesi dell’Europa del Nord oltre che in Giappone, la monocilindrica di Iwata è spesso oggetto delle trasformazioni più disparate ma a molti piace anche così, al naturale, per la sua linea classica e, appunto, senza tempo.

UN COLPO E VIA All’Eicma la Yamaha SR400 torna dunque a fare parlare di sé. Ora che le moto di gusto vintage vanno tanto di moda, tenerla in naftalina sarebbe stato un delitto bello e buono. Così a Iwata hanno pensato bene di dotare il suo sempreverde monocilindrico a due valvole d’iniezione elettronica e catalizzatore e di ributtarlo nella mischia così com’era, con il solo avviamento a pedale, anche se chiaramente l'operazione è semplificata rispetto a una volta proprio grazie all’elettronica.

OCCHI LUCIDI Anche il resto è in grado di fare venire i lucciconi ai nostalgici del genere, a partire dalle sospensioni semplicissime per arrivare al freno posteriore a tamburo, passando per il telaio che, per lasciare la linea più pulita, funge anche da serbatoio dell’olio. Snella e in forma perfetta, con in suo serbatoio da 12 litri e con le ruote da 18”, la Yamaha SR400 torna in listino a 5.990 euro f.c..


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