Autore:
Stefano Cordara


ANCHE IN ITALIA
Avevamo già parlato tempo fa di questa moto francese, e la cosa aveva suscitato parecchio interesse. Tanto che, come auspicato a suo tempo, qualcuno in Italia ha pensato bene di importarla. Quel qualcuno è il signor Crepaldi che con i suoi soci ha già creato la Vun. Vun e Wakan, quindi, vivranno sotto lo stesso tetto, a Milano. Due moto che si caratterizzano per l'essenzialità "Abbiamo deciso di importarla perché ci piace e si integra perfettamente nella nostra idea di moto" Dice Crepaldi raggiunto telefonicamente. "È essenziale leggera raffinata. E, soprattutto, non è una special"

PICCOLA SERIE Non chiamatela special, perché il signor Joel Domergue, "patron" della Wakan, potrebbe anche prenderla male. Lui le due ruote ha iniziato a costruirle addirittura a 15 anni, quando si fece in casa la prima bicicletta.

COBRA A DUE RUOTE Un vero "malato" tanto che dopo gli, ovvii, studi di ingegneria, Domergue fondò nel 1993 la Scorpa, Casa motociclistica apprezzata al punto da finire nell'orbita Yamaha. Così monsieur Joel ha potuto concentrarsi sul suo sogno, applicare alla moto un concetto che a suo tempo diede origine ad una rappresentante non meno esclusiva delle quattro ruote, la Shelby Cobra, un oggetto di culto tra i palati fini. Se inserire un motorone americano strapieno di coppia in un telaio europeo superleggero ha dato buoni frutti con le auto, perché non dovrebbe essere lo stesso con le moto? Ecco quindi prendere forma l'idea di questo ingegnere francese.


PIU' CHE NUDA
Non chiamatela special dicevamo, perché la Wakan, è una moto costruita in piccola serie, proprio come all'inizio furono le Buell, proprio come adesso sono le Bimota. E proprio come le moto dell'ingegner Eirk, la Wakan è ridotta all'essenziale, con un telaio ultracompatto e un vestitino così corto che se fosse una donna arriverebbe la buoncostume.

UN MARE DI COPPIA Il motore, un V2 a 45°, da 1640 cc, quattro valvole per cilindro ad aste e bilancieri, realizzato dalla S&S (specializzata anche in motori speciali per Harley) è caratterizzato dall'essere perfettamente quadro (alesaggio e corsa identici 101,4 mm x 101,4 mm) ed è capace di 115 cv a 6.250 giri con una coppia mostruosa di ben 155,9 Nm a soli 4.250 giri, un coppione da record in grado di spingere la Wakan a oltre 250 all'ora (per chi resiste...)


PESO PIUMA
Anche perché le motoretta pesa poco, solo 177 kg con i liquidi e serbatoio vuoto, distribuiti per il 52% sull'anteriore come sulle moto supersportive. Il telaio è realizzato secondo lo schema Backbone, un monotrave superiore che scavalca il motore, una vera e propria spina dorsale che congiunge cannotto a perno del forcellone in alluminio.

CORTA CORTA Per non distanziarsi troppo dalla Buell, la Wakan ha misure radicali: alla rivale concede solo un grado di inclinazione cannotto (22°) e qualche millimetro di interasse (1370 mm) e proprio come sulla Buellanche sulla Wakan c'è un po' di Italia rappresentata dalla forcella Ceriani da 46 mm e dalle ruote Marchesini in alluminio forgiato. Un solo disco all'avantreno ma la misura è record, ben 340 mm, e la pinza è a sei pistoncini, mentre il posteriore è da 220 mm. Non mancano soluzioni originali come il filtro dell'aria che spunta da sopra il serbatoio con le due farfalle a vista come nelle Hot rod, o la strumentazione/faro integrata e ultracompatta che è stata addirittura brevettata.


ROBA DA RICCHI La produzione
della Wakan 100 Roadster stradale inizierà quest'anno e l'importatore italiano conta di piazzarne una quindicina di pezzi ad un prezzo di 34.000 € chiavi in mano. Se foste interessati ora esiste anche un sito italiano www.wakan.it



SOTTO LA LENTE: GUARDALA IN FORMATO GIGANTE






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