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Stefano Cordara Twitter @corda90

ARRIVA SUL SERIO Le foto rubate viste su internet non mentivano: forte del successo ottenuto con le Tiger 800, Triumph ha deciso di calcare la mano e di andare a dare fastidio direttamente a sua maestà GS con una nuova proposta a tre cilindri.

TIGER L’ESPLORATRICE Moto che si chiamerà ancora Tiger di nome, ma che di cognome farà Explorer. La gamma Tiger per il 2012 sarà quindi quantomai ricca, visto che oltre alle 800 e alla nuova 1200, Triumph ha deciso di mantenere in gamma anche la 1050, ormai destinata quasi più al ruolo di sport touring che di crossover vera e propria.

ALL’ATTACCO DELLE MAXI La nuova 1200 arriva quindi sul mercato con l'intenzione di replicare quanto di buono fatto dalle sorelle minori, di cui replica la ricetta anche esteticamente. Il family feeling con le “tigerine” è infatti evidente, a partire dal gruppo ottico sdoppiato per finire con la parte posteriore con il silenziatore alto sul lato destro e le due voluminose maniglie per il passeggero.

MOTORE TUTTO NUOVO Sebbene sembri derivato dall'attuale 1050, il motore è in realtà un progetto tutto nuovo, partito, a quanto dicono gli uomini Triumph, da un foglio bianco. In realtà le similitudini di layout con l’attuale motore 1050 sono evidenti (almeno per quel che riguarda la distribuzione degli organi) anche se sulla Tiger i cilindri sono ben piú verticali rispetto a quelli della Speed.

1200 CON TANTA BIRRA 1.200 i centimetri cubi, per una potenza stimata (non dichiarata ufficialmente) di circa 140 cv, il nuovo Triple non si fa mancare niente: ride by wire e traction control di serie, trasmissione a cardano (la seconda volta su una Triumph dopo il debutto sulla Rocket III) con un sistema anti beccheggio molto simile al Paralever di BMW, si capisce come la Tiger Explorer 1200 voglia piazzarsi a metà tra le due moto più apprezzate del momento: BMW GS e Ducati Multistrada. Con la prima condivide l’impostazione da maxi enduro, il cardano, le ruote da 17/19; con la seconda i congegni elettronici, e la grande potenza del motore.

UN PO’ DI TUTTO Con queste premesse la Tiger Explorer dà un colpo al cerchio e uno alla botte: il cardano piacerà infatti ai turisti che non amano molto viaggiare con il grasso per la catena nel bauletto, mentre le prestazioni sono in grado di soddisfare anche gli smanettoni con manubrio alto. Insomma, un bel mix con cui Triumph mira al bersaglio grosso, puntando anche su una dotazione molto completa (tutto di serie, compreso l'ABS), e sul piacere di guida offerto dal tre cilindri in linea.

GIÀ VISTA DAL VIVO Abbiamo potuto vedere dal vivo la Tiger Explorer 1200 a Londra, durante una anteprima che Triumph ha riservato a pochi giornalisti specializzati europei. La moto esposta era ancora di preserie in alcuni particolari, come ad esempio i fregi estetici e il cupolino ancora in plexiglass opaco, ma mostrava già un tasso di finiture piuttosto elevato. Devo dire che la definizione di “Tigerona” calza a pennello alla Explorer, la moto è infatti importante per dimensioni e peso anche se ha una sella ben posizionata, bassa e snella quanto basta da consentire anche al mio metro e 73 di mettere bene entrambi i piedi a terra; la posizione di guida è comoda, il manubrio molto largo e piuttosto distanziato dal piano sella, mentre il cupolino promette una ottima protezione.

IN LEGA E SOLO IN LEGA Bello il look dei cerchi in lega, soprattutto il posteriore che ha un taglio decisamente sportivo, più sportivo che off road. Da segnalare, per gli amanti del genere, che al momento non è prevista la disponibilità delle ruote a raggi nemmeno come optional, cosa che lascia facilmente intuire come per la Tiger Explorer 1200 Triumph abbia pensato a un utilizzo spostato decisamente verso i grandi viaggi asfaltati.

TUTTO DI SERIE Tra le altre dotazioni da segnalare forcella e monoammortizzatore regolabili, quest’ultimo mediante il classico pomello di regolazione remota, il già citato ABS di serie e la strumentazione con computer di bordo gestibile dal manubrio sinistro (una prima per Triumph che fino a oggi gestiva i comandi del cockpit direttamente dal cruscotto). Il prezzo non è stato ancora definito, ma in Trumph dicono che sarà inferiore a quello delle concorrenti dirette.  


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