Autore:
Andrea Rapelli

WE ARE FAMILY La famiglia Bonnie si allarga: dopo la Street Twin e la T120 ecco arrivare la Triumph Bonneville Bobber, sorella (quasi) gemella che non le manda certo a dire. Merito della sella monoposto quasi sospesa, della ruota posteriore quasi completamente scoperta e delle proporzioni, ispirate al filone nato negli USA nel secondo dopoguerra. Ma andiamo con ordine.

LIKE A BOBBER Se la parte frontale della moto somiglia alla ben nota T120, dal motore in poi la Bonneville Bobber è tutt'altra cosa. Infatti, è stato necessario rifare la parte superiore del telaio, che ospita un forcellone oscillante a gabbia, molto simile a quello delle bobber di una volta, e un nuovo monoammortizzatore, posizionato quasi orizzontalmente. Il serbatoio perde le guancette in gomma mentre il manubrio dritto - con specchietti montati alle estremità - incattivisce l'insieme.

IN DIRETTA Qui dal reveal di Londra, da dove sto scrivendo, la Bobber mi ha fatto proprio una bella impressione. Il forcellone è una vera opera d'arte: con il mono così nascosto, sembra proprio di essere al cospetto di una moto Anni '40. Mi piacciono gli scarichi, in acciaio spazzolato, che terminano a fetta di salame. Ma anche il parafango posteriore, che copre - discretamente - quasi tutta la ruota. A proposito di gomme, la Bonneville Bobber monta pneumatici radiali (da 19" davanti e da 16" dietro, da 18"-17" sulla T120) sviluppati appositamente da Avon Tyres. Sarà interessante vedere come cambia il comportamento su strada.

SOLUZIONI RAFFINATE Mi piace come i progettisti sono riusciti a nascondere la batteria, alloggiata in una stilosa scatola (visibile) e la meccanica pulita, senza troppi cavi in vista. Anche il sound è notevole: accarezza i timpani, ma senza tentare di romperveli ad ogni sgasata. Meno spiegabile, invece, la presenza di un solo disco freno anteriore: la T120 ne ha due.

REGOLABILE La sella (690 mm l'altezza da terra), rigorosamente monoposto e con telaio in alluminio, è regolabile: scorre in senso longitudinale su un binario che si dirama dal telaio e può basculare in avanti. Ciò permette di ritagliarsi la posizione di guida preferita, caricando più o meno le braccia. Anche il tachimetro si può ruotare, premendo un apposito sblocco: l'angolo di visuale corretto del quadro strumenti è garantito. 

LAVORO DI FINO I tecnici di Hinckley hanno dovuto rivedere anche le sospensioni, mentre il bicilindrico parallelo con manovellismo a 270° della T120 ha ricevuto una curva di erogazione che privilegia i bassi giri, un nuovo airbox con due filtri e, ovviamente, scarico specifico. Ancora sconosciuta la potenza, che dovrebbe comunque rimanere intorno agli 80 cavalli della Bonnie T120. Invariata l'elettronica, con acceleratore ride by wire, due mappe (Road e Rain), controllo di trazione disinseribile, frizione assistita e ABS.

CUCITEVELA Last but not least, le personalizzazioni: più di 150 parti speciali, dalle selle agli ammortizzatori, dagli scarichi Vance&Hines ai bagagli, per arrivare fino ai manubri. Già perché - come ho potuto vedere con i miei occhi - è disponibile anche un manubrio alto, stile Easy Rider. Forse, fa un pochino troppo Harley...

ARRIVA A DICEMBRE La Triumph Bonneville Bobber arriverà in concessionaria a dicembre, in quattro colori (Irostone, Morello Red, Competition Green, Jet Black). Per conoscere il prezzo, però, bisognerà attendere la passerella di Eicma, dove l'inglesona farà il suo debutto in società.


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