Autore:
Paolo Sardi

A RAFFICA Si sono spenti da poco i riflettori dell’Eicma e ad altre latitudini già spuntano novità che non hanno calcato la passerella milanese. Al Motorcycle Live di Birmingham, per esempio, debutta la nuova Suzuki Inazuma 250, una piccola naked bicilindrica che nel corso del 2012 arriverà anche sul mercato italiano. Il suo prezzo resta ancora da definire ma c’è da scommettere che a Hamamatsu puntino a ritagliarsi una bella fetta del mercato delle quarto di litro.

A ME GLI OCCHI A prescindere da quello che sarà il listino, la Suzuki Inazuma 250 ha comunque le carte in regola per raccogliere consensi, a partire da un look moderno e filante. L’estetica s’ispira in modo abbastanza chiaro all’ipertrofica B-King, addolcendone però i tratti e rinunciando chiaramente ai suoi eccessi. I principali protagonisti della scena sono il serbatoio (da 13,3 litri) e i convogliatori, la cui linea trova continuità nelle forme del parafango anteriore. Anche il faro ha un bel potere ipnotico, inserito in un cupolino che lo protende in avanti come uno sprinter che si butta sul traguardo. Sul fronte opposto catturano lo sguardo il codino, che punta deciso verso l’alto, e i due terminali di scarico, che danno un aspetto importante alla vista posteriore.

IL SUGGERITORE A dar fiato alle trombe c’è - come detto - un motore bicilindrico a quattro tempi a iniezione elettronica e raffreddato a liquido. I dati di potenza e di coppia non sono ancora noti ma le prime voci che trapelano dalla Casa parlano di un’erogazione piena e regolare. Il cambio è a sei marce, dotato anche di un suggeritore di cambiata luminoso che indica quando passare alla marcia successiva con due diverse logiche selezionabili dal pilota: Normal, per una guida più disinvolta, e Eco, per cambiate anticipate, che aiutino a tagliare i consumi. La spia può comunque essere disattivata, se si preferisce andare a orecchio oppure dare un’occhiata furtiva al contagiri analogico. Per il resto la strumentazione comprende una nutrita serie di spie e un display multifunzione, che fa anche da computer di bordo, indicando consumi e intervalli di manutenzione.

UNA TIPA FACILE Oltre a questo “aiutino”, a mettere a proprio agio i neofiti c’è però soprattutto una sella posta a soli 780 mm da terra, che consente di poggiare saldamente i piedi a terra anche a chi non ha zampe da fenicottero. Sul fronte della manovrabilità promettono bene anche le ruote da 17” gommate 140/70 al posteriore e 110/80 all’anteriore. Quanto al telaio, la Suzuki Inazuma 250 punta sul classico, con una struttura a doppia culla in tubi d’acciaio, mentre un tocco moderno viene dall’accoppiata di freni a disco e dal monoammortizzatore.


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