Autore:
Alessandro Codognesi

SI AMPLIA LA GAMMA Quest’anno Suzuki al Salone di Colonia ha presentato numerose novità. Tra queste c’è anche la nuova Suzuki GSX-S1000F, una sport touring che pesta i piedi a moto come la Kawasaki Z1000SX e compagnia bella. La meccanica e l'ergonomia sono le stesse della sorella naked, la nuova GSX-S1000, ma il target è parecchio differente. Anche solo guardandola è abbastanza chiaro: l'ampia carenatura e la forma a cuneo la eleggono a sport touring. 

BOMBARDONE Come per la sorella naked, punto focale della Suzuki GSX-S1000F è il motore. Quattro cilindri, DOHC, da 999 cc è il motore della GSX-R1000 delle stagioni 2005/2008. La vecchia unità offre due vantaggi: ha la corsa più lunga (59 mm) e quindi meglio si adatta alla guida in strada; inoltre la sua scatola del cambio ha consentito di progettare un telaio particolarmente leggero. Non si tratta però di un trapianto puro e semplice: sono nuovi i pistoni, più leggeri, i cilindri, le candele all’iridio, i profili degli alberi a camme (ottimizzati per avere più coppia in basso), il corpo farfallato (molto simile a quello del Gixxer 1000 K7), gli iniettori e il filtro aria, più efficienti, e infine lo scarico, completamente nuovo. Dulcis in fundo, sono nuovi anche il radiatore dell’acqua e dell’olio. Potenza e coppia non sono dichiarati.

CAPITOLO ELETTRONICO A tenere a bada l’esuberanza del motore della Suzuki GSX-S1000F penserà il Traction Control. Quest'ultimo, dialogando con la centralina, controlla ogni 4 millisecondi la velocità delle ruote, anteriore e posteriore, la manopola del gas, la posizione dell’albero motore e la marcia inserita. Tramite un algoritmo, regola l'iniezione per evitare problemi. Tre sono i livelli di intervento (più la modalità off): 1 è il livello più sportivo, 3 invece è consigliato su fondi bagnati e irregolari. L’ABS invece, sviluppato da Bosch e particolarmente leggero (solo 640 grammi), sarà optional.

QUI CICLISTICA Fronte ciclistica, la Suzuki GSX-S1000F condivide il nuovo telaio introdotto con la supernaked. Classico schema doppia trave, perimetrale in alluminio, è più leggero di quello che utilizza l’attuale GSX-R1000. Il cannotto di sterzo è inclinato di 25° e l’avancorsa è di 100 mm, numeri che dovrebbero garantire una guida stabile e intuitiva. Dietro c’è un forcellone, sempre in alluminio, strettamente derivato dalla sportiva GSX-R. Capitolo sospensioni: davanti c’è una forcella Kayaba upside-down con steli da 43 mm completamente regolabile, mentre dietro fa capolino un mono regolabile nel precarico e nell’estensione, non in compressione.

TO BE CONTINUED Sui freni della GSX-S1000 non ci si è risparmiati: davanti ci sono due dischi da 310 mm lavorati da pinze Brembo monoblocco con pistoncini da 32 mm di diametro (lo stesso impianto della GSX-R1000). La posizione di guida è quanto più possibile street-oriented, grazie al manubrione Renthal in alluminio e alla sella bassa: solo 815 mm. Chiudono il lotto i nuovi cerchi in alluminio pressofuso con disegno a 6 razze con pneumatici Dunlop Sportmax D214 in misura 120/70-17 all’anteriore e 190/50-17 al posteriore. Da notare i nuovi fari, studiati per avere un look sportivo ma senza eccessi, le luci di posizione a Led (stessa tecnologia per i fari posteriori) e il parabrezza rialzato.


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