Autore:
Stefano Cordara

VOGLIA DI NOVITÀ La ricerca di soluzioni alternative al classico motore quattro tempi procede senza sosta in ogni parte del mondo. In effetti, la complessità del motore a ciclo otto è tale da invogliare più di qualche "capoccione" ad inventarsi qualcosa di diverso. Moti alterni che si trasformano in rotatori, valvole, catene, molle, tutta roba che pesa, che fa attrito e che fa perdere un sacco di rendimento. Non è, infatti, una novità che il motore endotermico (il normale motore a scoppio) sia una delle macchine meno efficienti che ci siano in circolazione (ha un rendimento di circa il 35%). Purtroppo però finora nessuno è riuscito a fare di meglio. Vuoi perché i costi industriali per linee di montaggio di motori differenti avrebbero costi insostenibili, vuoi perché, spesso, le soluzioni alternative guadagnano da una parte e perdono dall'altra.

MENO PEZZI Questa presentata dalla RCV Engines (Rotating Cylinder Valves) è però un'idea molto interessante. Perché senza stravolgere completamente il progetto base di un normale motore endotermico, si propone di ridurre il numero dei componenti, semplificarne il funzionamento, abbassarne i costi di produzione ma, soprattutto, aumentarne la potenza specifica diminuendo consumi ed emissioni. Non è un'utopia, ma la realtà, anzi soluzioni simili sono già state utilizzate in aeronautica con i motori a valvole a fodero. A Wimborne (Dorset, Inghilterra) sono assolutamente convinti del fatto loro. È dal 1997 che lavorano al sistema RCV  e hanno già applicato la loro tecnologia a piccoli motori per aeromodelli o per uso agricolo (quelli dei decespugliatori, per intenderci) ottenendo ottimi risultati per potenza e pulizia di emissioni. Soprattutto se comparate con le emissioni dei fumosissimi concorrenti a due tempi.

PRONTO AL DEBUTTO E' di questi giorni, infatti, il debutto di un nuovo motore da 125 cc già completo di trasmissione e pronto per essere installato su qualsiasi scooter. Un motore a cilindro rotante, sviluppato per l'azienda Taiwanese MPI (importante costruttore di motori del Far East) che rappresenta solo il primo di tanti altri che verranno realizzati prossimamente. Avete capito bene, cilindro rotante, perché è proprio questa la caratteristica peculiare di questo tipo di motore. La base di partenza è quella di un normale propulsore per scooter, e anche all'interno di un motore RCV ci sono tutte le cosette che siamo abituati a trovare: un albero motore, una biella un pistone con tanto di fasce elastiche.

MI GIRA LA TESTA La differenza sostanziale (e che differenza!) la fanno testa e cilindro. Sul motore RCV il gruppo termico è montato su cuscinetti a sfere, dotato di un ingranaggio alla sua base e messo in rotazione dallo stesso albero motore per mezzo di un ingranaggio frontale simile a quelli che usano gli elicotteri per trasmettere il moto dalla turbina alle pale.

APRI LA FINESTRA Non ci sono valvole, catene di distribuzione o alberi a camme: sul motore RCV è lo stesso cilindro a farne le veci. Nella sua rotazione una "luce" (il nome tecnico della finestrella ricavata sulla testa, usato anche nei motori a due tempi) va ad aprire e chiudere i condotti di aspirazione e di scarico realizzando così i quattro classici tempi del motore endotermico: aspirazione (mentre il pistone è in fase discendente la finestra sulla testa è in corrispondenza del condotto d'aspirazione), compressione (tutto chiuso), scoppio, scarico (il pistone risale e spinge fuori i gas dal condotto di scarico che nel frattempo è stato aperto dalla luce).

TUTTO RUOTA Il risultato è che ci sono molti meno pezzi in movimento (anche alternato, tipo valvole e bicchierini), meno attriti e meno dispersioni di potenza. Per questo il motore RCV sarebbe in grado di offrire un rendimento maggiore e pertanto una potenza specifica altrettanto maggiore (il motore 125 avrebbe una potenza di 100 cv/litro).

UNO DENTRO L'ALTRO Per realizzare la tenuta tra cilindro, condotti ed ambiente esterno il sistema RCV utilizza un secondo cilindro piazzato esternamente al cilindro rotante e realizzato con lo stesso principio delle fasce elastiche (la pressione dello scoppio contribuisce alla tenuta). Il cilindro "sigillante" sarebbe in grado di seguire le deformazioni dovute al calore generato nella camera di scoppio, mantenendo quindi sempre la tenuta.

FINE DELLE VALVOLE? Resta da valutare quanto dell'olio utilizzato per lubrificare questo particolare se ne andrà dalla luce di scarico, anche se i signori della RCV giurano che il consumo di lubrificante sarebbe limitatissimo. Così come giurano che presto saranno in grado di far crescere ulteriormente di cilindrata il motore RCV e di applicare il sistema anche ai pluricilndrici. È il definitivo tramonto delle valvole? Ancora è presto per dirlo, per il momento però occorre prendere atto che a qualche scooter, presto girerà il cilindro.


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