Autore:
Stefano Cordara

SOTTO A CHI TOCCA In Morini sono venuti a capo del problema del nome da dare alla loro motardona. Si chiamerà Granferro. Un qualcosa che suona molto bolognese, visto che con questo termine si possono indicare quei mezzi a motore che emozionano in modo particolare. 

AL TOP DEL SEGMENTO La motardona di Casalecchio si inserisce senza mezzi termini ai vertici del segmento maximotard, che vuole dominare quanto a prestazioni grazie al bombardone che si trova nel telaio. Il 1200 Morini (V2 di 87°) si trova perfettamente a suo agio anche in questa configurazione in cui si trova a erogare 126,5 cv a 8500 giri con una coppia di 11,4 kgm a 7000 giri. Numeri da leader del segmento che confermano l'esuberanza del V2 Morini.


GRANPASSO, RUOTE PICCOLE La Granferro deriva ovviamente dalla Granpasso con cui in pratica condivide la ciclistica (telaio a traliccio e forcellone) e anche l'inclinazione del cannotto di sterzo (26°5') oltre che la forcella con steli da 50 mm, che ha anche la medesima escursione (175 mm). Calano invece l'interasse (-1 mm, da 1.505 a 1.504), la corsa del monoammortizzatore (da 200 a 185 mm) e anche l'avancorsa (da 135 a 112 mm) a causa dell'arrivo della ruota anteriore da 17 pollici. Anche il peso scende da 210 a 198 kg (anche grazie ai cerchi leggeri) il che fa della motardona Morini una delle più aggressive sul mercato, in diretta concorrenza con la KTM SM 990 R, leader prestazionale del segmento.

TANTA BENZINA, FRENI RACING Di stretta derivazione Granpasso anche il serbatoio, che si stacca nettamente dalla filosofia motard che vuole serbatoi piccoli con autonomie risicate. Qui ci sono ben 27 litri a disposizione, attorno ai quali Morini ha disegnato una linea aggressiva, spigolosa, con gli scarichi "sparati" verso l'alto. In linea con le concorrenti più aggressive anche l'impianto frenante, con dischi da 320 mm e pinze radiali monoblocco Brembo.


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