Autore:
Paolo Sardi

PAROLA D'ORDINE Il concetto di versatilità è diventato negli ultimi tempi un leitmotiv nei settori più disprati, compreso quello delle moto da fuoristrada. Lo dimostra, tra le altre cose, anche la nuova Montesa 4Ride, con cui la Casa spagnola torna, dopo quasi un quarto di secolo, a cimentarsi con una proposta diversa da una trial specialistica. Quanto basta per riportare alle memoria dei nostalgici il concetto di motoalpinismo.

VIA DI MEZZO Lasciando nel cassetto l'album dei ricordi, la Montesa 4Ride è una sorta di incrocio tra una enduro e una trial. Della prima prende soprattutto la posizione di guida eretta mentre dalla seconda arriva buona parte della base meccanica. La parente più stretta della 4Ride è infatti la Montesa Cota 4RT 260, da cui la nuova nata eredita - con gli aggiustamenti del caso -  il motore monocilindrico 260 a quattro tempi e il telaio in alluminio. Le sovrastrutture sono invece inedite, studiate per trovare il miglior compromesso tra abitabilità e comfort, da una parte, e snellezza e libertà di movimento in sella, dall'altra.

BOTTE PIENA E MOGLIE... ALTICCIA Ogni singolo componente è progettato con in testa due obiettivi: prestazione offroad e godibilità. Ecco allora una cambio con rapporti allungati, utili a rendere più agevoli e veloci gli spostamenti su strada senza perdere fluidità d'azione nei sentieri impervi. Stessa scena anche per il serbatoio, che, con i suoi 4,4 litri di capacità, garantisce un'autonomia fino a 120 km, pur lasciando la parte centrale della moto incredibilmente snella. Sulla 4Ride spunta anche un pratico vano sottosella, mentre fa storcere un po' il naso l'assenza dell'avviamento elettrico. Protagonista annunciata dell'Eicma 2015, la Montesa 4Ride arriverà sul mercato nei primi mesi nel 2016.


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