Autore:
Giulio Scrinzi

LA PROVA DEL NOVE L'ultimo fine settimana è andato in scena il test finale per il nuovissimo pneumatico da off-road della Metzeler, quell'MC360 che sarà commercializzato solamente ad aprile. Montato sulle Honda CRF1000L Africa Twin (con misure sperimentali) e sull'unica Honda CRF450RX del test team del brand dall'elefante blu, è stato sottoposto ad una spedizione tra Argentina e Cile con lo scopo di avvicinarsi il più possibile a quota 6.000 metri in 24 ore (senza l'ausilio di ossigeno) scalando il vulcano Nevado Ojos del Salado. L'intenzione è stata quella di verificare le performance, l'usura, la versatilità e la resistenza alla lacerazione della nuova copertura da fuoristrada in condizioni estreme, dai 40 gradi del deserto di Copiapò ai -15 gradi delle altitudini andine.

PREPARAZIONE METICOLOSA La sfida è iniziata il 24 febbraio da Copiapò, la capitale della regione di Atacama (Cile), con un acclimatamento forzato di cinque giorni a quote crescenti da parte del test team Metzeler, composto da Salvo Pennisi (Direttore del Reparto Sperimentazione Pirelli), Carlo Fiorani (Direttore Comunicazione Racing di Honda), i giornalisti Francesco Catanese e Karsten Schwers insieme a Fabio Mossini, campione di enduro del team Honda Sud America. Poi, la partenza in data 3 marzo alle ore 13:20, dalle rive del Pacifico a Bahia Inglesa: un avvicinamento al vulcano che è terminato con il raggiungimento del campo base Laguna Verde (4300 metri), passando per terreni di ogni tipo.

IMPREVISTO NON CALCOLATO Il giorno seguente, all'alba e con una temperatura di -5 gradi, il gruppo ha iniziato l'attacco al vulcano, rigorosamente a tappe calcolate con quote sempre più elevate: dal rifugio Murray a quello Atacama (5.200 metri) fino a quello chiamato Tejos (5.837 metri). Proprio qua, però, ecco un imprevisto che non ci voleva: le temibili “penitentes”, formazioni di ghiaccio impenetrabili tipiche di queste zone.

ED È RECORD! Ma i nostri eroi non si sono lasciati impensierire ed hanno proseguito a testa bassa per portare a termine un'impresa che, alla fine, ha regalato alla spedizione ben tre record del mondo. Il primo è stato il raggiungimento, partendo dal livello del mare, dei 5.900 metri di altitudine in meno di 24 ore (per la precisione 22 ore e 30 minuti). A seguire è arrivato quello della conquista dei 5.960 metri come altitudine massima per una moto bicilindrica, record individuale di Fabio Mossini in sella alla Africa Twin. L'ultimo, infine, l'arrivo alla più elevata altitudine mai raggiunta da una moto entro le 24 ore: l'autore di questo primato è stato Salvo Pennisi, in sella alla monocilindrica CRF450RX che ha raggiunto quota 5.977 metri in 22 ore e 40 minuti.


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