Autore:
Stefano Cordara

DOPPIA VITA Ultimamente ci troviamo sempre più spesso a parlare di contaminazioni tra i mondi di auto e moto. Se fino a qualche anno fa, infatti, questi due mondi viaggiavano su binari paralleli e ben distanti tra loro, sembra che oggi non sia più così: i grandi colossi industriali dell’automotive hanno capito che il mondo delle due ruote può essere molto remunerativo. Al punto da giustificare corposi investimenti in ricerca e sviluppo per nuovi prodotti e destinati alla mobilità urbana e non solo.

A SEI RUOTE Moto piccole, magari, ma destinate alla mobilità in Paesi dove la motorizzazione di massa è in grande sviluppo. Parliamo di tutti i paesi del Sudest asiatico e poi di India, Cina, Brasile. Mercati che insieme valgono decine di milioni di pezzi. Insomma sembra proprio che lo scenario della mobilità su ruote futuro sia destinato a cambiare in modo ancora più radicale. Al momento solo Honda, Suzuki e BMW, Peugeot e (in piccolissima parte) KTM producono sia auto sia moto, ma tranquilli che in futuro i marchi a “sei ruote” aumenteranno di sicuro.

ARRIVANO GLI INDIANI Intanto rompe il ghiaccio l’indiana Mahindra, nome che in Italia leghiamo a prodotti “utility” e off road, tutti rigorosamente a quattro ruote. Da noi è un marchio piccolo, ma Mahindra è in realtà una multinazionale da 7,1 miliardi di Dollari, una delle prime 10 aziende al mondo, che dà lavoro a un milione di persone.

DAI TRATTORI AI RAZZI Il gruppo indiano è “leader” nei settori dei fuoristrada, delle trattrici agricole e dell’informatica e vanta una sempre maggiore e significativa presenza in quelli dei servizi finanziari, dell’aerospaziale, dell’after-market, delle vacanze e della logistica. Insomma si parla di un autentico colosso industriale che quando si muove lo fa in grande.

LA PRIMA MOTO Dopo essere entrata in punta di piedi nel segmento delle due ruote lo scorso anno acquistando dall’azienda Kinetic (con base a Pune sempre in India) e iniziando a produrre uno scooter, la Mahindra ha fatto un ulteriore passo verso le moto con la Mojo 300, roadster stilosa destinata al mercato interno. Monta un motore 300 cc 4T da 26 cv in India è una moto di lusso (da quelle parti si viaggia sui 110 cc in media) e costa 175.000 Rupie l’equivalente di 2.900 €.

ANCHE NEI GP Ma a parte la nuova Mojo 300, la vera notizia è invece rappresentata dal debutto del marchio Mahindra nel mondiale GP. Importante perché si tratta del debutto assoluto di un marchio indiano nel Motomondiale, un segnale importante che sottolinea come il cosiddetto “terzo mondo” sia in realtà l’unico dove, a certi livelli, ci sono i soldi. La Mahindra ovviamente, parte dal basso, dalla 125, la migliore per sponsorizzare il proprio marchio fatto di moto “piccole”, ma la notizia è comunque importante e sottolinea l’interesse dell’India per la MotoGP (si parla anche della costruzione di un nuovo circuito Indiano destinato a ospitare una tappa del campionato).

MADE IN ITALY Il progetto Mahindra ha comunque cuore e anima italiani: dietro alla GP 125 indiana c’è, infatti, la Engines Engineering, azienda emiliana che dal 1979 progetta moto e scooter di tutti i tipi e collabora con molti marchi Italiani (dalla Malaguti alla Ducati). Nel 2008 e 2009 una moto della Engines Engineering ha corso con il marchio della cinese Loncin e ora torna in pista con il marchio Mahindra. Un altro marchio di auto che s’innamora delle moto. Avanti il prossimo.


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