Autore:
Stefano Cordara

SOTTO I RIFLETTORI Se ne parla ormai da così tanto tempo che sembra essere già una moto vecchia, in ogni caso oggi è venuto il momento di sapere tutto di lei. La Ducati Diavel si mostra ora ufficialmente in tutte le sue sfaccettature e, per l'occasione, mette a nudo anche la tecnica.  

DIVERSA DA TUTTE Come avevamo già accennato parlandone negli articoli precedenti, questa Ducati vuole proporre la sportività intrinseca del marchio da un'altra angolazione. Se le supersportive faticano da matti, occorre cambiare direzione e offrire al proprio cliente qualcosa che consenta di soddisfare il proprio ego senza per forza doversi spezzare la schiena su due semimanubri. Un po' come fanno la Yamaha VMax o la Harley VRod moto che, seppur velatamente, la Diavel vuole sfidare.

FIGLIA DEI NOSTRI TEMPI La Diavel è una di queste moto, ed è una moto figlia dei nostri tempi (10 anni fa qualsiasi Ducatista sarebbe inorridito al pensiero di una Multistrada o di una moto come questa Diavel), strapotente, molto tecnologica, inconfondibilmente Ducati ma "diversa" da tutte le Ducati che abbiamo guidato fino ad oggi.

162 CAVALLI Una moto che dice chiaramente quanto Ducati tenga al mercato americano (la conferma di Hayden alla guida della Desmosedici ufficiale non è casuale) in cui si vuole espandere con decisione. La Diavel appare decisamente muscolosa (petto gonfio, molto gonfio, coda corta), molto italiana, ma perfetta per piacere agli "sparoni" americani che con questo tipo di moto vanno a nozze. Il telaio riprende lo schema già lanciato da Ducati con la Multistrada ovvero è un traliccio in tubi unito a due piastre laterali in alluminio ma qui è tutto nuovo e il telaio ha un andamento molto orizzontale.

RADIATORI LATERALI Al suo interno lavora il Testastretta 11° derivato dalla Multistrada ma pompato (grazie al nuovo scarico con collettori enormi) fino ai 162 cv a 127 Nm di coppia che scarica la sua rabbia attraverso ciclopici collettori di scarico e due "tromboni" sovrapposti sul lato destro. Particolare cura è stata dedicata alla finiture, basti pensare che ogni carter esterno è stato riprogettato per dare un look completamente diverso al motore. Inedita per Ducati anche la collocazione dei radiatori in posizione laterale che hanno consentito di montare il motore in posizione molto avanzata e che hanno richiesto di rivedere la pompa dell'acqua che adesso ha una portata incrementata del 62%.

MULTIMAPPA Resta ovviamente il Ride By Wire e con lui tutte le chicche introdotte dalla Multistrada come controllo di trazione le multimappature e i il sistema Keyless per l'avviamento della moto senza chiave. Ovvio che anche in questo caso ci siano i vari riding mode (ovviamente la voce enduro è sparita, restano Urban, Touring e Sport) che consentono di cambiare carattere alla moto secondo le esigenze (risposta del motore, cavalli da 100 a 162 e livello di controllo di trazione, comunque personalizzabile su 8 livelli). Inoltre sulla Diavel è presente il sistema ABS Bosch di nona generazione. Un deciso passo avanti rispetto a prima, visto che pesa solo 0,8 kg.

LANCIAMI I COMPONENTI! Certo che come power cruiser questa Diavel è davvero esagerata. Da notare le pinze freno monoblocco (su dischi da 320 mm), il mastodontico e lunghissimo (675 mm!) monobraccio, e il pneumatico posteriore da 240/45-17  (Pirelli Diablo Rosso Corsa II) che non pochi grattacapi ha portato alla Pirelli ma che, pare, dia una guidabilità sorprendente, grazie a un profilo molto simile a quello dei gommoni da MotoGP .

CRUISER La Diavel ha misure da cruiser (28° di cannotto e ben 130 mm di avancorsa e 1590 mm di interasse), e dalle cruiser prende anche la sella bassa (77 cm, ma si scende a 75 con la sella bassa offerta in optional). Inoltre anche la strumentazione è in tema con un display sul cruscotto che funziona da contagiri e tachimetro e il resto sul serbatoio con un altro display TFT a colori per le indicazioni di servizio (Yamaha VMax vi dice niente?). Ma, a parte questo tutto su questa moto appare sovradimensionato, a partire dalla forcella Marzocchi pluriregolabile con steli da ben 50 mm. 

O SPORTIVA? Elementi sportivi che sottolineano come in Ducati abbiano tenuto molto in considerazione anche la guidabilità della moto. La sua sportività non è fatta solo di sparate semaforo semaforo ma anche da una bella guida sulle curve dove la Diavel (che ferma la bilancia a 210 kg, questo si un record per la categoria) promette di fare la differenza con tutte le altre concorrenti (se ce ne sono...) offrendo una luce a terra mai vista prima su questo genere di moto.

SI PARTE DA 16.900 La Diavel sarà in commercio dal prossimo gennaio in due versioni, Diavel e Diavel Carbon. La Carbon, come da nome, sarà caratterizzata dalla presenza di componenti in carbonio (al posto di quelli in alluminio della versione standard) e dagli esclusivi cerchi Marchesini forgiati e spazzolati a mano. Prezzi: 16.900 € per la Diavel "standard" 19.900 per la Carbon.

L'AVEVAMO DETTO Se dunque la parola d'ordine per sopravvivere alla crisi è differenziare, Ducati la rispetta appieno. E per chiudere una curiosità, guardate cosa scrisse MotorBox nel 2004 a proposito della creazione di un designer americano (Mark Savory della Moto Creation) che realizzò una specie di V-Rod su base Monster... Stai a vedere che Ducati ci ha dato ascolto..


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