Autore:
Paolo Sardi

AVANTI UN'ALTRA La domanda potrebbe sorgere spontanea: quando si hanno già a catalogo moto come le KTM Duke e RC nelle versioni 125, 200 e 390, che senso ha realizzarne una ulteriore variante, la 250? In teoria nessuno ma liquidare come "inutile" la presentazione delle nuove KTM Duke 250 e RC250, avvenuta al Salone di Tokyo, sarebbe frettoloso e - a ben vedere - sbagliato. A Mattighofen ragionano infatti ormai da tempo in ottica globale e, su alcuni mercati, come per esempio in Giappone, è fuori di dubbio che una moto 250 possa avere più seguito di una 200 (per le prestazioni superiori) o di una 390 (per un fatto di costi di gestione legati anche a un diverso regime di revisioni periodiche).

I PUNTINI SULLA... K Detto ciò (e premesso che non è ancora chiaro se queste moto arriveranno o meno in Italia), è doverso precisare che le KTM Duke 250 e RC250 sono in realtà delle 390 con un motore ridimensionato (alessaggio e corsa sono di 72 e 61 mm, per una cilindrata totale di 248,8 cc) e non delle 200 ipervitaminizzate. La parentela, tra l'altro, vale non solo a livello meccanico ma anche per quanto riguarda telaio, sospensioni e freni, perché i 31 cv promessi iniziano già a giustificare il ricorso a una ciclistica più evoluta.