Autore:
Alessandro Codognesi

GUERRA DI FORMICHE Una volta era il tempo delle mele, oggi invece è tempo delle medie. Riferito alle cilindrate, chiaramente, perché, lo dice il mercato, il fattore X oggi è spendere poco offrendo molto. È il caso della Ninja 300, della Honda CB500 (presentata a EICMA) e così via discorrendo. Nel filone si inserisce anche la Casa arancio vestita, che al Salone di Milano porta la KTM 390 Duke, naked a metà tra la timida 200 e la più prestante 690.

BIG FAMILY D’altronde, la KTM 390 Duke si inserisce in una cerchia già pluricollaudata. Fin dal suo esordio, infatti, la Duke 690 ha riscosso notevoli apprezzamenti da parte del pubblico, in particolare quello più esigente in termini di sostanza e dinamica di guida. L’arrivo della 125 poi ha fatto innamorare parecchi sbarbati, inserendosi a gamba tesa in un mercato in cui la qualità e l’appeal erano piuttosto scadenti (salvo qualche rara eccezione). La KTM 390 Duke invece punta nel mezzo, nel settore in cui navigano mezzi dai bassi consumi, prestazioni decorose e comodità da commuting urbano.

FUROR DI MECCANICA Fattore chiave della faccenda KTM 390 Duke è ovviamente il nuovo motore che, come per tutti i modelli della Casa, è stato pensato in ottica di prestazioni, leggerezza e... bassi consumi. Monocilindrico, doppio albero a camme in testa, quattro valvole, pistone forgiato e un cilindro con riporto al Nikasil sono solo alcune delle soluzioni adottate, per un totale di soli 36 chili di peso. Non solo, ma con 375 centimetri cubi vengono erogati 44 cavalli, più che sufficienti a muovere agilmente in città i 150 chili di peso col pieno. Il reparto ciclistico invece è ben più collaudato: traliccio in acciaio ultraleggero (derivato dalla Duke 200), forcellone in alluminio e sospensioni WP. Non solo motore e telaio ma freni, e anche qui, nessuna rinuncia: impianto frenante Brembo a disco singolo e ABS Bosch 9MB disinseribile, per non farsi mancare nulla. 


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