Autore:
Michele Losito

NEL SEGNO DELLA "Z" In tempi di crisi, chi si ferma è perduto. Per cui, non stupisce che un'azienda come Kawasaki abbia in serbo per il 2010 così tante novità come quelle mostrate in questi giorni. Fra tutte, la naked Z1000 è sicuramente quella che ha subito l'evoluzione più marcata, dato che il modello previsto per la prossima stagione può vantare una ciclistica inedita, un motore di cilindrata "anomala" che supera la soglia dei 1.000 cc e un'estetica che sicuramente farà molto parlare.

ABBASSO LE ROTONDITA'
Sarà curioso, infatti, sentire cosa ne penseranno i detrattori delle linee taglienti (quelle alla KTM-Kiska, per intenderci) che troveranno sulla nuova Z1000 tutto il compendio di spigoli, sfaccettature e tagli tanto cari ai disegnatori giapponesi e così poco "allineati" al gusto europeo più classico. Ad ogni modo, la Z1000 si presenta con un look decisamente incattivito e "macho" che sicuramente dividerà gli appassionati fra detrattori e ammiratori.

PROTESA IN AVANTI Visto che il gusto è soggettivo, però, sospendiamo il giudizio sull'estetica della "Zetona" a quando la si vedrà (a novembre, all'EICMA) e a quando sarà possibile verificare dal vero l'equilibrio delle sue forme e delle proporzioni. Nel frattempo, gli argomenti alla nuova super naked giapponese non mancano, e vanno molto al di là dell'estetica. Fra le particolarità dell'allestimento, tuttavia, vale la pena di citare il nuovo cupolino "aggettante", che contiene una strumentazione ridisegnata e regolabile nell'inclinazione.

CITAZIONE D'OBBLIGO Anche il lato più riconoscibile della Z1000, quello laterale, con i quattro terminali che puntano al cielo, nasconde delle novità. La nuova linea di scarico è infatti completamente nuova e, pur presentando un andamento simile a quello della moto che conosciamo, utilizza l'accorgimento di una precamera nascosta sotto al motore per ridurre di un terzo il volume dei silenziatori, che vedono calare anche il loro peso da 5.100 g a circa 3,5 kg.

COME TI SPOSTO IL BLOCCO
Il peso complessivo della linea di scarico, tuttavia, rimane allineato a quello precedente, anche se la nuova disposizione va nella direzione del massimo accentramento delle masse, al quale contribuisce anche l'inedito motore da 1043 cc e alcuni accorgimenti utilizzati sul telaio e sugli accessori. Primo fra tutti il "pesante" blocchetto di accensione, che si vede spostato dal manubrio alla zona di fronte al serbatoio, proprio per migliorare il baricentro della moto.

CUORE NUOVO
Parlando del motore, l'aumento di cilindrata non è l'unica novità introdotta. Intanto, il quattro cilindri in linea Kawasaki è stato completamente riprogettato (come si vede dai dati di alesaggio e corsa diversi rispetto all'unità Z1000 '09), in più è stata completamente modificata l'alimentazione e gli attacchi al telaio, cui il motore si aggancia con funzione portante.

AAA: COPPIA CERCASI
Il nuovo motore ha, quindi, misure caratteristiche di 77,0 x 56,0 mm (prima l'alesaggio e corsa erano di 77,2x50,5mm) che assieme ad altre soluzioni hanno portare a un motore più ricco di "schiena" rispetto al passato. La cilindrata effettiva, come detto, è di 1.043 cc, per una potenza di 138 cv a 9600 giri e una coppia di 110 Nm a 7800 giri, dati interessanti di sicuro, visto che per la vecchia moto si parlava di 125 cv e solo 98 Nm perdipiù ottenuti a un regime superiore. Quello che conta, però, è che nelle dichiarazioni ufficiali si parla di una moto molto più street-oriented che in passato. C'è da aspettarsi che lo scarso carattere in basso della Z1000 diventerà presto un ricordo...

FARFALLE E OVALI
Il motore ha, inoltre, un nuovo impianto a doppia farfalla per l'iniezione, con quelle secondarie dotate di collettori ovali. Questa soluzione, per quanto non inedita (già usata da Kawasaki per le Ninja ad esempio), è una novità nel segmento delle naked stradali e a Kawasaki ha permesso di annunciare per la sua nuova Z1000 una erogazione particolarmente corposa, oltre che un'ergonomia della posizione di guida del pilota ottimizzata, dato che il corpo farfallato è proprio fra le sue ginocchia.

CAPACITA' OTTIMIZZATA
Questo significa che il serbatoio non è solo nuovo nella forma - ora molto più ingobbita che in passato - ma anche nella sostanza: ha un volume ridotto di ben 3 litri (da 18,5 a 15,5), cui corrisponde una capacità effettiva ridotta di soli due litri (da 17 a 15). Inoltre, sotto le sue forme si celano due condotti per l'aria di aspirazione (uno per lato) che, fra l'altro, permettono di godere di un suono più coinvolgente alla guida.

TELAIO DA SUPERBIKE Coinvolgimento a cui contribuirà sicuramente il nuovo telaio, sviluppato con in mente l'esperienza fatta con la supersportiva ZX-10R. Spariscono, quindi, le due forti braccia che in precedenza abbracciavano la testa del motore, per lasciar spazio a un telaio bitrave in alluminio (prima era sostanzialmente un monotrave superiore in acciaio), nel quale i punti di ancoraggio al motore salgono da tre a quattro.

CODA ALLEGGERITA
In questo modo la rigidità torsionale sale del 30% rispetto alla "vecchia" Z1000, pur a fronte di un telaio è più leggero di qualche chilo e di una rigidità laterale invariata. Per migliorare ulteriormente la centralizzazione delle masse, inoltre, il telaietto posteriore ora è in alluminio in soli 3 pezzi e la sua forma ha permesso di eliminare i fianchetti laterlai, a favore della massa complessiva della moto.

MONO ORIZZONTALE
Massa complessiva che comunque aumenta, rispetto alla vecchia versione (siamo a 218 kg in ordine di marcia) mentre l'interasse diminusce di 5 mm passando da 1445 a 1440. Quello che è certo, invece, è che la scelta fatta per lo scarico ha imposto di riprogettare completamente la sospensione posteriore, che ora utilizza un monoammortizzatore montato orizzontalmente nel telaio, sopra il forcellone stesso con uno schema che dalle foto appare una sorta di leveraggio progressivo "rovesciato". Nulla si può ipotizzare sulla funzionalità, anche se la corsa utile scende da 150mm della Z1000 '09 ai 135mm di quella 2010.

SEZIONE VARIABILE La motivazione di tale scelta è sempre relativa alle masse in gioco, mentre l'obiettivo finale è dare alla moto la massima maneggevolezza. Allo scopo, sono stati modificati anche il manubrio - a sezione variabile, più largo e riposizionato più in alto e più avanti - e la forcella, che ora è del tipo completamente regolabile (compressione ed estensione). Invariato, invece, l'impianto frenante che utilizza i dischi "a scalini" d'ordinanza e un'accoppiata radiale per pompa e pinze. Come sulla moto dello scorso anno, poi, è prevista una versione dotata di ABS, mentre, per tutte le Z, le "scarpe" sono di nuova generazione: Dunlop D210, oppure Pirelli Diablo Rosso.


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