Autore:
Alessandro Codognesi

BACK TO THE FUTURE Ormai comincio a credere che i corsi e ricorsi storici esistano anche nella storia del motociclismo. In un momento critico per il mercato delle moto, Kawasaki decide che, per la sua supersportiva media, è il momento di tornare indietro, almeno nel tempo, fino al 2006, ultimo anno di produzione della mitica 636. Aggiungendoci però un pacchetto decisamente all’avanguardia, che rende la Ninjetta più adatta alla guida su strada. Ecco in sintesi la nuova Kawasaki Ninja ZX-6R 636 anche in video, protagonista dei prossimi saloni.

UN CUORE NUOVO Si parte da qui, dal motore. Le modifiche all’attuale propulsore sono tali e tante, da poter parlare di un nuovo propulsore. Chiaramente, il punto fondamentale è l’aumento di cilindrata, che passa dai precedenti 599 agli attuali 636 centimetri cubi. La maggiorazione è avvenuta grazie all’aumento della corsa di 2,6 millimetri (si passa da 42,5 a 45,1), inseguendo così la coppia ai regimi medio-bassi. Chiaramente, l’aumento della corsa ha portato con sé tutta una serie di accorgimenti, come la nuova fasatura, i condotti di aspirazione più larghi, il rapporto di compressione diminuito (12,9:1 contro 13,3:1), bielle più tozze e più robuste: tutto è cambiato nella ricerca di un motore più corposo ai regimi medio-bassi.

SON DETTAGLI Altre modifiche riguardano la scatola del filtro, ora dal volume maggiorato, nuovi iniettori e sistema di scarico aggiornato e adattato. Il risultato in termini di potenza massima è sì notevole, ma comunque simile al modello precedente: si parla infatti di 131 cavalli (137 con Ram Air in pressione) a 13.500 rpm, quindi tre in più rispetto al 600, ma anche 71 Nm a 11.500 rpm contro i 66,7 Nm dell’attuale versione. Tutto fa pensare a un’erogazione più piena e corposa, che venga incontro anche alla guida su strada, troppo spesso trascurata dalle supersportive.

HI-TECH Fin qui, però, pare di sentire sempre la solita solfa: due cavalli in più, nuovi pistoni, nuovo scarico, ecc ecc…Ma la vera novità della Kawasaki Ninja ZX-6R 636 è la pesante introduzione dell’elettronica: si parla infatti della prima supersportiva 600 4 cilindri dotata di controllo di trazione KTRC; per intenderci, lo stesso che monta la sorellona ZX-10R, quindi dotato di tre livelli d’intervento, dall’1 al 3 in ordine ascendente. Seguono a ruota le due modalità di potenza disponibili, Full e Low, con la seconda che limita la potenza all’80%, avvalendosi così di una risposta al gas più delicata.

FRENO CERVELLONE Si continua a parlare in lingua nerd con la Kawasaki Ninja ZX-6R 636, dato che la Ninjetta adotterà il KIBS, il sistema ABS Supersportivo intelligente che, grazie a sensori che fanno dialogare centralina ABS e centralina ECU, consente di regolare gli aumenti di pressione, riducendo la tendenza del retrotreno a sollevarsi da terra. È la prima volta che in una moto di serie l’ECU del motore e l’ECU dell'ABS comunicano tra di loro. Last but not least la nuova frizione servoassistita anti-slittamento F.C.C., sviluppata in collaborazione con il settore corse. La nuova frizione impiega due tipi di camme: una camma servoassistita che migliora la morbidezza alla leva, e una antislittamento, che invece si occupa di limitare la coppia trasmessa nel caso sia eccessiva.

OSSA SIMILI A livello ciclistico, le modifiche sono meno evidenti: se infatti il telaio rimane pressoché invariato (unica modifica degna di nota è la riduzione dell’angolo del cannotto, che passa da 24 a 23,5°) a cambiare realmente è la forcella. Se già sulla precedente versione la rinomata BPF svolgeva egregiamente il suo lavoro, qui si è andati oltre, arrivando alla SFF-BP (Separate Function Fork – Big Piston): riunendo i concetti di Showa SFF e BPF, la nuova forcella è dotata di molle su entrambi i lati, ma la regolazione del precarico è nello stelo sinistro, mentre lo smorzamento è affidato allo stelo destro. Il vantaggio è doppio: in primis, tutte le regolazioni si trovano nella parte superiore degli steli della forcella; in seconda battuta, ogni componente richiede una sola regolazione e non una per lato, come nelle normali forcelle. Al posteriore, invece, sono nuovi la molla e i leveraggi, entrambi più lunghi.

PREGO, SI FERMI Per fare le cose fatte bene, ad Akashi hanno deciso di montare sulla Kawasaki Ninja ZX-6R 636 pinze radiali monoblocco della Nissin, per aumentare la potenza frenante e diminuire il peso (-90 g). Anche lo stile si è evoluto e ora è più in linea con lo standard tracciato dalla ZX-10R.

A RIVEDERCI La Kawasaki Ninja ZX-6R 636 sarà tra le protagoniste dei prossimi saloni, e, come accadde anni fa, si affiancherà nel listino alla normale Ninja 600, che continuerà a esistere per permettere a Kawasaki di partecipare alle corse. Nulla si sa ancora riguardo al prezzo, che tuttavia ci immaginiamo un po’ più alto a causa delle innovazioni tecnologiche. Basterà tutto questo a rilanciare il settore delle supersportive?


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