Autore:
Andrea Rapelli

J125 Visto e considerato che il mercato scooter si sta orientando molto su proposte dalla cilindrata... umana, in Kawasaki hanno preso la palla al balzo confezionando il J125, fratellino del J300. Prodotto sempre in collaborazione con Kymco, questo scooter si propone di mantenere un'alta qualità costruttiva e un design curato, oltre ad un comportamento stradale da grande.

BELLOCCIO Le immagini raccontano di uno scooter belloccio, con i proiettori anteriori affilati – a mo' di Ninja – bel mix di materiali, sella (bicolore e con cuciture argentee) ben dimensionata. L'immagine sportiva è rafforzata anche dal parabrezza piuttosto basso, che slancia il frontale e dalle luci di posizione a LED, sia davanti sia dietro. Sotto agli occhi di chi guida, seduto su una sella a 775 mm da terra, c'è poi una raffinata strumentazione a due quadranti circolari, arricchiti da uno schermo LCD.

PRATICITA' Il Kawasaki J125 non trascura la praticità: alzando la sella (assistita da un ammortizzatore dedicato) si schiude un vano illuminato da una luce a LED, che può contenere un casco integrale e una valigetta 24 ore. Lo scomparto portaoggetti nel retroscudo, invece, nasconde una presa 12V. Senza dimenticare il gancio portaborse (regge fino a 3 kg) e il portapacchi posteriore: nel listino degli optional figurano tre bauletti by Givi da 30, 39 e 47 litri.

MARGHERITE A spingere il Kawasaki J125 c'è un monocilindrico a 4 valvole da 14 cv e 11,5 Nm a quota 7.000 giri mentre il serbatoio da 13 litri è posizionato sotto i piedi, per abbassare il baricentro. Per quanto riguarda la dinamica di guida, il J125 fa affidamento su ruote da 14” (davanti) e 13” (dietro), forcella con steli da 37 mm di diametro e su un doppio ammortizzatore posteriore regolabile su cinque livelli di precarico. L'impianto frenante, infine, si compone di un disco da 260 mm davanti e uno 240 mm dietro (entrambi a margherita) e può avere il sistema ABS.  


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