Autore:
Paolo Sardi

UNO PER TUTTE Avere una base meccanica compatta e di media cilindrata è oggi più che mai importante per una Casa motociclistica, perché permette di costruire una famiglia di modelli, sfruttando delle economie di scala e quindi con costi ragionevoli. Gli esempi più recenti vengono dalle Honda CB500 e NC750, oltre che dalle Yamaha sviluppate attorno ai motori delle varie MT-07 e MT-09. Chi non ha bisogno di lezioni in materia è Kawasaki, che negli anni ha costruito un'intera gamma partendo dal suo bicilindrico 650 parallelo, con le varie ER-6n, ER-6F, Versys e Vulcan.

FROGGIE Secondo l'eclettico mago del rendering Oberdan Bezzi, però, nel listino di Akashi ci sono ancora potenzialità inespresse. A suo avviso, partendo dalla nuda ER-6n, gli ingegneri giapponesi potrebbero sviluppare con poca spesa un paio di altre moto, una café racer e una scrambler, che ha provato a realizzare al computer. La prima, chiamata Kawasaki ER-6n Froggie, sfoggia un serbatoio old style in alluminio spazzolato e un esile codino a una piazza e mezza. Altri ingredienti immancabili sono i semi manubri, il faro tondo e le ruote a raggi, oltre allo scarico sportivo.

KOYOTE La seconda è la Kawasaki ER-6n Koyote, che sfrutta lo stesso abbinamento verde/alluminio e le medesime sovrastrutture per strizzare gli occhi a tutti coloro cui le strade asfaltate vanno strette. I suoi segni particolari sono  nuovamente le ruote a raggi, che calzano però gomme tassellate, e sospensioni con escursione più lunga, assieme a un manubrio largo da off-road e a una protezione inferiore per il motore. A me piace di più la Froggie e a voi?


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