Autore:
Paolo Sardi


DISTILLATO
La Honda presenta sotto i riflettori dell'Intermot una nuova 125 destinata a chi vuole avvicinarsi alle due ruote senza troppi grilli per la testa. La nuova nata appartiene alla stirpe CBF, sigla che all'ombra dell'Ala dorata è sinonimo di moto pratica e funzionale. Anche l'aspetto esteriore tradisce una stretta parentela con le due sorelle di maggior cilindrata, le quattro cilindri 600 e 1000.

UNA FACCIA, UNA RAZZA Il protagonista principale della linea della CBF125 è il cupolino nasuto, che prende le mosse dal serbatoio e culmina in piccolo trasparente fumé. Tra i segni particolari spiccano anche la sella su due piani, ispirata a quella delle sportive Doc e posta a solo 792 mm da terra per favorire chi non ha zampe da trampoliere, e l'esile codino. A dare corpo al tutti provvedono invece estesi fianchetti neri.


BADA AL SODO
Sotto una carrozzeria di gusto moderno c'è un'ossatura di stampo molto tradizionale, con un telaio in acciaio di forma romboidale e sospensioni dall'aria un po' gracilina, che badano soprattutto al sodo. All'anteriore c'è una forcella con steli da 30 mm mentre al posteriore c'è una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico molla. Anche l'impianto frenante è basic, con davanti un disco da 240 mm e dietro un tamburo da 130 mm.

BEVE POCO Quanto poi al motore, alla Honda hanno deciso di puntare ancora una volta sul monocilindrico ad aria con distribuzione a due valvole, che ha però il pregio di essere alimentato a iniezione elettronica. Grazie a un attento lavoro di messa a punto, i tecnici parlano di una potenza massima di 11 cv e una coppia di 10,5 Nm, messe a terra attraverso un cambio a cinque marce. Più che le prestazioni, della CBF impressionano tuttavia i consumi annunciati: vertici della Casa gonfiano il petto fieri di poter annunciare un'autonomia fino a 600 km con soli 13 litri di serbatoio.