SEGUE L’… HONDA Il mercato parla chiaro: le moto con il manubrio alto, meglio se un po’ sportiveggianti piacciono sempre di più. Di conseguenza il ferro va battuto finché è caldo e se si possono conquistare nuovi clienti, allargando la gamma senza troppo sforzo, è ancora meglio. Lo sa bene Honda, che di sport touring in gamma ne ha già un bel po’, non ultima la Crossrunner, che abbiamo potuto provare proprio in questi giorni.

NELLA RETE Dopo un’indigestione di prestazioni e cavalli, la gente sembra quindi voler moto “normali”, versatili compagne quotidiane da utilizzare un po’ per tutto, dal commuting al viaggetto fuori porta. Non che non ce ne siano nei vari listini; tuttavia il problema è che spesso queste moto (che una volta si chiamavano intelligenti ma che adesso definirei “furbe”) non hanno un appeal tale da convincere il potenziale acquirente all’acquisto. Magari il cliente entra anche nel concessionario armato di buone intenzioni (e pochi soldi) con l’idea di prendere un mezzo completo ma non così costoso.  Poi, però, preso nella rete dal venditore abile, finisce spesso per scegliere qualcosa di più appariscente e meno in linea con le sue esigenze.

MANCA IL GUIZZO Prendiamo ad esempio la CBF1000: è una moto eccellente da tutti i punti di vista, ha un motore eccezionale, si guida benissimo su strada, protegge il giusto e consuma poco. In un momento come questo in cui i clienti sono molto attenti a come spendono i loro soldi, moto come la CBF dovrebbero vendersi come il pane. E invece? Invece fanno fatica perché mancano di quel pizzico di fascino in più, di quel guizzo estetico capace di conquistare il cliente fino in fondo. Ecco perché Honda avrebbe pensato di rilanciare e ampliare ulteriormente la gamma sport touring con la versione FII della sua CBF.

MISTO HONDA La sigla FII non è nuova in casa Honda venne usata negli Anni 80 a indicare versioni completamente carenate di moto che nascevano con il solo cupolino (esempio la VF500F, poi derivata anche nella VF500FII). Qui di carena completa non si parla ma di un passo avanti nella tecnica sì. La base, lo avrete capito, è quella della CB1000R che con la CBF condivide il motore e parecchi particolari. La gestione del progetto CBF1000FII è stata infatti affidata a Masao Maccoyii, progettista di diverse moto Honda, in passato anche racing, e prevede una specie di trapianto di organi tra la CBF e la CB1000.

LA MANO DI MUSHI Della CB1000R la CBF1000FII prende telaio forcella, cerchi e soprattutto il forcellone monobraccio che dona decisamente più appeal al progetto. Qualche cavallino in più non guasta per cui pur non avendo in mano alcun dato (i giapponesi si sa sui nuovi progetti hanno sempre l’acqua in bocca..) potremmo ipotizzare che dai 108 cv della CBF ai 125 della CB1000 ci si possa accomodare la FII con i suoi 115 cavalli. Il designer Chawan Mushi ha provveduto al leggero lifting della coda che pur derivando dalla CBF1000 è in realtà più alta e slancia di più la moto regalandole maggiore sportività.

DITE LA VOSTRA Non si sa ancora nulla della eventuale data di presentazione della moto, che è stata mostrata al Salone regionale di Tsukiji in questi giorni e, a quanto pare, destinata per ora al solo mercato giapponese. In Europa potremmo anche non vederla affatto. Sicuramente con un certo rammarico: quanto sarebbe bella una CBF fatta così?

 

NOTA DEL 2 APRILE ok dai abbiamo scherzato, come molti di voi si sono accorti commentando (ma i commenti li abbiamo pubblicati solo oggi ci perdonerete) la CBF1000FII era un bel pesce d'Aprile confezionato con l'aiuto del bravissimo Luca Bar (www.bardesign.net) che è intervenuto con sapienti pennellate di photoshop su una CB1000 per vestirla da CBF 1000. Poi noi ci abbiamo messo del nostro con l'ingegner Maccoyii (che è una razza di tonno) e il salone di Tsukiji che altro non è che il mercato del pesce di Tokio, il resto però potrebbe essere tutto vero. La verità (e la cosa ci fa molto piacere) è che ormai i lettori abituali di MotorBox sono talmente preparati che ingannarli con un pesce è davvero molto difficile. La moto quindi non esiste, ne, forse, esisterà mai. La provocazione però ci sta perché, come abbiamo chiesto ieri, quanto sarebbe più bella una CBF fatta così?