Autore:
Stefano Cordara

LA MOTOCICLAO Se in Europa, USA e Giappone si sta vivendo una crisi nera, ci sono mercati che stanno conoscendo un momento d'oro, anzi, sono proprio questi mercati che al momento stanno dando sollievo alle sofferenze dei costruttori di auto e moto. Uno di questi è il Brasile che sta vivendo un momento economico felice e di grande espansione e che per questo è molto considerato dalle case soprattutto motociclistiche, poiché comunque nel 2008 è stato un mercato da poco più di 1.700.000 pezzi venduti. La mobilità brasiliana a due ruote verte comunque ancora su veicoli di piccola cilindrata, moto da 250 cc soprattutto una cilindrata da noi poco considerata.

COME CAMBIANO I MERCATI? Ma siccome le grandi crisi industriali portano sempre anche grandi cambiamenti dei mercati ecco che le moto di piccola cilindrata potrebbero diventare interessanti anche per chi vive al di qua dell'oceano. Non è la prima volta che ne parliamo, le piccole cilindrate fino a poco tempo fa quasi sparite dai listini, stanno invece tornando anche da noi e la cosa ha anche un senso se si osserva il mercato sempre più ormai dominato da scooter 125 e 150.

SALTO NEL VUOTO? Troppo spesso chi vuole passare da un automatico (magari proprio uno di quelli di piccola cilindrata che ha usato per qualche anno) ad una moto deve fare un salto troppo consistente. Ormai le cilindrate sono lievitate a dismisura, un po' per ovviare al calo delle prestazioni dovuto alle norme antiinquinamento, un po' perché gli stessi costruttori hanno buttato benzina sul fuoco facendo della cilindrata e delle prestazioni un motivo di appealing. Sta di fatto che al giorno d'oggi una 600 da 110 cavalli e 250 all'ora è considerata una moto d'accesso… Insomma forse è anche il caso di tirare un po' il freno a mano, forse è anche giusto prendere in considerazione moto come questa Honda CB 300 R che però per ora resterà in Brasile…

ECONOMY APPEALING Di pari passo con il benessere dei brasiliani sono cresciute le aspettative, le moto "occidentali" piacciono anche li, ovviamente, e se la vecchia (e bruttina) Honda 250 andava bene per il trasporto puro e semplice ora è necessario avere anche un certo appeal estetico. Che ha fatto quindi Honda? Ha migliorato il suo monocilindrico bialbero raffreddato ad aria/oilio portandolo a 291 cc, ma soprattutto ha disegnato una moto che sembra una Hornet in miniatura. Il risultato è molto interessante, perché la CB 300 R è davvero ben riuscita e bilanciata nelle forme.

PICCOLA E LEGGERA È una moto compatta, leggera (poco più di 140 kg a secco), perfetta quindi per un pubblico che vuole qualcosa di semplice da guidare e poco impegnativo da mantenere. Il motore alimentato a iniezione elettronica eroga 26,3 cv a 7500 giri (5 in più del precedente 250) con una coppia di 29 Nm a 6.000 giri, quanto basta per vedere i 140 km/h veri. Sospensioni tradizionali, impianto frenante misto disco (276 mm)/tamburo (130 mm) e pneumatici da 110/70 e 140/70 chiudono il quadro ciclistico. La CB 300 R è anche ben dotata quando a strumentazione che davvero non ha nulla da invidiare a quella delle sue sorelle maggiori.

PREZZO? Purtroppo quello che frena il successo delle piccole cilindrate dalle nostre parti è sempre stato il prezzo, poco allineato con il mercato, che ormai propone moto da 600 cc a prezzo di saldo e di fatto mette fuorigioco le piccole cilindrate che costano poco meno. Se il prezzo fosse adeguato, però, siamo sicuri che moto come queste potrebbero avere un seguito anche da noi. O no?


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