Autore:
Andrea Rapelli

RITORNO DI FIAMMA Lord Hesketh non era affatto un Lord qualunque. Sì, certo, disponeva di una gran quantità di sterline. E, nondimeno, amava la bella vita. Ma aveva anche una smodata e incontrollabile passione per i motori. Fu lui ad ingaggiare il ribelle James Hunt per la Formula 1 – abbiamo imparato a conoscerlo meglio grazie a Rush – e fu sempre lui a buttarsi nel mondo delle due ruote. Oggi, con la Hesketh 24, si perpetua una tradizione motociclistica lunga oltre 30 anni.

ORIGINI CERTE La Hesketh 24 si chiama così proprio in onore di James Hunt che, con quel numero sulle fiancate, vinse il GP di Olanda del 1975. I più attenti conoscitori di monoposto d'epoca si saranno poi già accorti che la livrea della moto riprende in toto il bianco con strisce blu e rosse della F1 del pilota inglese. Non tralasciando nemmeno, sui fianchetti, la pianta del circuito di Zandvoort (dove Hunt vinse), la bandiera inglese e quella scozzese. L'omaggio al vintage, insomma, è ricercato fin nei minimi dettagli.

TANTA CICCIA Il cuore della Hesketh 24 pare arrivare dritto dritto da una custom: si tratta di un bicilindrico a V di 56° dalla mirabolante cilindrata di 1.950 cc e circa 120 cv. Decisamente ottima e abbondante anche la ciclistica, targata Ohlins e condita con cerchi in carbonio e freni Beringer con pinze ad attacco radiale. Quello che molti avranno scambiato per serbatoio, in realtà, è un banale coperchio per l'airbox: i 22,7 litri di benzina che servono ad alimentare il vorace bicilindrico stanno tutti sotto il motore. La Hesketh 24 arriverà, in soli 24 esemplari numerati, a febbraio.


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