Autore:
Alfredo Verdicchio

Dal Gruppo Piaggio ci si poteva aspettare la X9 500 Evolution ABS, qualche colorazione stravagante per l’ultima Vespa o un bicilindrico in versione definitiva magari incastonato in telaio e vestito da maxi scooter anti Burgman 650. Ma una moto vera era l’ultima delle ipotesi.

E invece eccola qua. E non una moto qualsiasi, ma, anche se solo in forma di prototipo, la prima moto veramente automatica, marchiata, naturalmente Gilera. Effetto Colannino!? Chissà. Certo è che il ritorno in grande stile del Marchio  dei due anelli fa ben sperare per il motociclismo nostrano.

Il nome non è forse di quelli più azzeccati, perché "Ferro 850", potrà certo far scattare una serie di battute facili dalle malelingue, ma va ammesso che questa volta la Gilera l’ha fatta proprio bella, visto che questo prototipo, perdonate il gioco di parole, è proprio un bel ferro, di quelli che non passano certamente inosservati.

Design ricercato, aggressivo, pulito, con le poche cose giuste al posto giusto, senza strafare, come si confà ad una vera naked di carattere. La tecnica non è da meno.

Basta guardare le foto per notare la soluzione monobraccio per il forcellone in alluminio, forcella da Superbike a steli rovesciati da 51 mm, freni a disco "Margherita" accoppiati con pinze Brembo, scarico 2-in-1-in2 sottocoda, compatto e poco invasivo e telaio "minimalista" in tubi stampati di acciaio con motore portante in funzione di elemento stressato per una maggiore rigidità.

Quest’ultimo, poi, da buona tradizione italiana, non poteva che essere un bicilindrico, nella versione a V di 90° da 850 cc che, secondo trattative passate e mai concluse, doveva destinarsi alle moto prodotte insieme al Gruppo MV. Per darvi una idea un po' più chiara della moto, vi diamo anche qualche dato come i 189 kg a secco, i 1.450 mm d'interasse e i 2.080 mm di lunghezza.

Quindi, nulla di nuovo su questo fronte se non per quella piccola chicca tecnologica del cambio automatico. Sì, perché alla fine è vero, la moto non se l’aspettava nessuno, ma è la trasmissione servoassistita elettronica la vera novità. E la Gilera affronta l’argomento "automatico" in modo intelligente, senza rotture drastiche con la tradizione (più conservatore del motociclista non c'è nessuno) dando la possibilità al pilota di gestirsi la cambiata a piacimento.

Così, sulla Gilera 850 "Ferro" la gestione elettronica del cambio, con i suoi molteplici asservimenti rispetto ad un cambio tradizionale, permette una maggiore velocità di azionamento e maggiore incisività in staccata, insieme al controllo elettronico del freno motore. Insomma, il pilota dovrà solo guidare perdendo il gusto della doppietta in staccata?

A detta degli ingegneri dell’R&D Gilera, il pilota potrà ritoccare numerosi parametri, inclusa la spaziatura dei rapporti e l’incisività del freno motore. Oppure, decidere se inserire la cambiata automatica (come sugli scooter normali) o darci dentro con la leva del cambio, che c’è, ma in veste "sequenziale". In poche parole, il sistema del cambio sarà simile a quello utilizzato dalla Suzuki sul Burgman 650.

Non ci resta che sperare che il prototipo diventi realtà, e a quanto pare quel momento non è nemmeno troppo lontano...


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