Autore:
Alessandro Codognesi

CONTAINER GIALLO Dopo video e immagini teaser, filmati simpatici e anticipazioni, finalmente è uscita dal suo container giallo: è la nuova Ducati Scrambler, la piccola di Borgo Panigale presentata al Salone di Colonia. Stile retrò, 4 diverse versioni per adattarsi allo stile di tutti e motore Desmodue derivato dalla vecchia e cara Monster 796. Ciò significa anche che, a oggi, la Scrambler è l’unica moto in listino Ducati ad avere un motore rafffreddato ancora ad aria/olio.

PORSI OBIETTIVI L’obiettivo è stato chiaro da subito: con la Ducati Scrambler si voleva riesumare un mito, realizzando però una moto moderna. Ecco il perché di scelte come la forcella a steli rovesciati, i cerchi in lega, il monoammortizzatore posteriore (qui laterale), la pinza anteriore con attacco radiale e le luci di posizione a Led. Rétro è invece il serbatoio, ricercato e ispirato all’originale design a goccia del modello degli anni 70, il faro, vintage, sì, ma con tecnologia a Led, e la ruota anteriore da 18". Curatissimi sono anche altri dettagli come il forcellone a banana, il giro degli scarichi o le maniglie del passeggero, nascoste nella parte posteriore della sella. 

4 PER TUTTI Quattro sono le versioni della Ducati Scrambler. Dopo la Icon, la base di partenza, c’è la Urban Enduro: parafango alto, griglia di protezione faro anteriore, traversino sul manubrio, ruote a raggi, la Urban Enduro strizza l’occhio al mondo dell’off-road. Non mancano parasteli della forcella e il paracoppa motore. A seguire la Full Throttle: ispirata al mondo delle flat track, ha un serbatoio di colore “Deep Black”, richiamo alla velocità. Per non farsi mancare nulla, ha la coda corta, scarico Termignoni, manubrio basso a sezione variabile e parafango anteriore corto. Avanti con la terza e ultima: la Classic è destinata agli amanti dello stile anni 70. Tratti distintivi sono i parafanghi in lamiera, il porta targa tradizionale e i cerchi a raggi, sempre nelle misure di quelle in lega, ovvero 3,00’’x 18’’ all’anteriore e 5,50’’x 17’’ al posteriore.

DESMO NON SI CAMBIA Il motore della Ducati Scrambler è un bicilindrico desmodromico a L derivato strettamente dalla cara e vecchia Monster 796, quindi raffreddato ad aria/olio. 803 cc, con misure di alesaggio e corsa di 88 x 66 mm, ha un solo corpo farfallato da 50 mm con doppio iniettore e un angolo di incrocio valvole di 11°. Dotato di frizione multidisco in bagno d’olio con sistema di antisaltellamento APTC, è capace di 75 cavalli a 8.250 giri e 68 Nm a 5.750 giri. Da notare gli intervalli di manutenzione programmati ogni 12 mila chilometri.

QUI TELAIO Anche per la ciclistica, la Scrambler fa scelte classiche: telaio a traliccio tubolare d’acciaio a doppio trave superiore. Il cannotto di sterzo è inclinato di 24°, l’avancorsa è pari a 112 mm, l’interasse è lungo 1.445 mm e il serbatoio è da 13,5 litri. Capitolo sospensioni: davanti c’è una forcella upside-down Kayaba con steli da 41 mm. Il mono, laterale, è regolabile nel precarico. Di serie la Scrambler ha ruote in alluminio a dieci razze che calzano pneumatici Pirelli MT60 RS da 110/80 ZR18 all’anteriore e da 180/55 ZR17 al posteriore. Dulcis in fundo, l’impianto frenante è Brembo, con singolo disco anteriore da 330 mm lavorato da pinza radiale monoblocco e sistema ABS a 2 canali Bosch 9.1 MP. In totale, la moto pesa 186 chili in ordine di marcia (con il 90% della benzina). La prima versione a essere commercializzata sarà la Icon (la più standard) a partire da 8.240 euro.


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