Autore:
Simone Coggi

Che, tradotto, significa linee da racer anni 70, con un bel cupolino allungato e arrotondato, i due scarichi neri sovrapposti sul fianco destro, con un forcellone in acciaio molto tradizionale, sostenuto però da un monoammortizzatore solitario sulla sinistra. Un modernissimo Ohlins, tra l’altro.

Il telaio è un classico traliccio in acciaio che ricorda molto quello della serie Supersport, e anche il motore unisce sapientemente tradizione e modernità. E’ infatti il ben noto 1000 a doppia accensione due valvole raffreddato ad aria che equipaggia la Multistrada.

Qui eroga 84 cavalli a 8000 giri: potenza certo non da supersportiva moderna, ma quello che hanno cercato i tecnici di Borgo Panigale è stato di sicuro più il gusto che la prestazione massima, per piacere a chi cerca un certo tipo di immagine piuttosto che a quelli che devono limare secondi nel tempo sul giro.

Cosa che, d’altra parte, faceva – bene – Paul Smart, al quale la moto è dedicata. Fu il primo a portare in gara il bicilindrico a 90 gradi: successe ad Imola, nel 1972, e la gara era una 200 Miglia. Vinta da lui, appunto. Qui trovate un suo racconto di quella storica vittoria, e speriamo sia di buon auspicio…

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