Autore:
Stefano Cordara

HYPERNUOVA In Ducati si coccolano (a ragione) le moto che vendono di più. Ecco perché appena presentata la Hypermotard piccola è toccato anche alla sorella maggiore subire numerosi interventi. Interventi seri, che hanno indotto i vertici di Borgo Panigale ad aggiungere l'appellativo "EVO" dopo il nome. Si, perchè per questa nuova edizione della Hypermotard in Ducati hanno messo mano praticamente a tutto dal telaio (alleggerito di 1,8 kg grazie a una razionalizzazione dei tubi e di alcune parti forgiate) al motore che Claudio Domenicali ha descritto come il Desmodue più evoluto mai prodotto da Ducati.

DESMODUE Di fatto questo è lo stesso motore che da quest'anno equipaggia la Monster 1100, quello con i leggerissimi carter realizzati con il procedimento Vacural, con i coperchi in magnesio nuovi pistoni, un rapporto di compressione più elevato e doppia sonda lambda per una gestione ottimale dell'erogazione. Di pari passo arriva anche un airbox più ampio che migliora la respirazione.


PIÙ POTENZA, MENO PESO Il risultato è una Hyper sensibilmente differente dalla precedente e ancora più sportiva, visto che il bicilindrico passa a 95 cv e il peso a soli 172 kg a secco, molto vicino quindi a quello della leggerissima 796.

ANCHE SP Non bastasse, Ducati ha allestito anche una versione SP (ulteriormente alleggerita) che non ha solo cerchi forgiati o sospensioni più pregiate, ma ha anche una attitudine pistaiola più evidente, perché è stata modificata per avere più luce a terra (ben 30 mm in più) grazie a un mono più lungo e a una forcella rivista.

DIVERSA DALLA SELLA Per quel che riguarda la SP, cambia anche (finalmente) la posizione di guida grazie a riser più alti che alzano il manubrio di 20 mm. Una Hyper che siamo curiosi di provare, perché messa così sarà davvero un'altra moto. Novità di contorno, i nuovi blocchetti e la strumentazione ereditati dalla Streetfighter.


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