Autore:
Alessandro Codognesi

NOMEN OMEN Nomen omen, dicevano i latini, e gli spagnoli di Radical Ducati sembrano saperlo piuttosto bene. Scorrendo la scheda tecnica della Ducati 1198 Matador Racer, infatti, si intuiscono facilmente le sue intenzioni bellicose nei confronti delle più sportive carenate odierne, in strada ma anche in pista. Oltre ai canonici componenti estetici, infatti, la Matador Racer pullula di go-faster parts, pezzi realizzati al solo scopo di rendere il mezzo più performante.

ROBA BUONA Per abbattere il peso drasticamente, la ciclistica della Ducati 1198 Matador Racer è stata stravolta: tutto il gruppo telaio-telaietto-forcellone è opera di Radical e ora è tutto in allumminio. Stesso discorso per le piastre di sterzo, sempre in alluminio, mentre le sospensioni sono Ohlins pluri-regolabili. Infine, per non farsi mancare nulla, sono nuovi pure i cerchi, in alluminio forgiato e griffati ITX, l’impianto frenante, che ora utilizza dischi Discacciati, e le pedane, firmate Rizoma. Ovviamente, tutta la carenatura è scomparsa a meno dell’esile cupolino in carbonio (comprensivo di strumentazione Aviacompositi), del sebatoio in alluminio e del gruppo parafanghi-puntale-codone in carbonio, tutto realizzato ad hoc dagli specialisti di Radical Ducati. In totale, la moto ora pesa solo 138 chili a secco, quasi 30 chili meno della 1198 SP da cui deriva.

BATTITO DESMO Il motore della Ducati 1198 Matador Racer non ha subito interventi profondi come la ciclistica ma ha comunque ricevuto modifiche degne di nota. I condotti sono stati lavorati, l’airbox è nuovo, in carbonio e maggiorato rispetto a quello di serie, e il volano è più leggero. Si continua con la frizione antisaltellamento EVR, il radiatore più grosso della Febur e lo stupendo scarico, realizzato dagli stessi spagnoli. È un 2-in-1 con finale a fetta di salame, ed è chiamato Super Mario (non si sa bene perché…). Se non l'avete ancora fatto, godetevi la gallery.