Autore:
Luca Cereda

GLOCAL Si chiama “Sbirluscenta” – dal dialetto milanese: “sbrilluccicosa” – l’ultima versione della CR&S DUU, in mostra da domani all’Eicma di Milano. La special home-made realizzata dalla griffe meneghina che ha come  ne sono capofila Roberto Crepaldi continua così la propria carriera con una nuova release, dopo che delle precedenti ne sono state prodotte 200 pezzi. Pezzi che, in buona parte, hanno sconfinato per infilarsi nei garage di clienti di tutto il mondo: americani, australiani, giapponesi, cinesi, arabi, russi e perfino malesiani.

AD HOC Destino curioso per una moto come CR&S DUU, così radicata alle sue origini e fiera della propria milanesità. Tuttavia, non si tratta di un caso: le moto di fattura artigianale vanno forte nei mercati più ricchi e, inutile dirlo, non c’è pezzo delle DUU che non venga assemblato nelle officine di Cusago, spesso con caratteristiche particolari commissionate dai clienti stessi. Proprio per questo motivo CR&S ha scelto di ampliare, al proprio interno, la struttura dedicata alle versioni 100% customizzate. Struttura che, manco a dirlo, prende nome dal dialetto milanese: “Lavoreri”, alias “laboratorio”.    


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