Autore:
Alessandro Codognesi

SOTTO LA PROSSIMA Diamo a Cesare quel che è di Cesare: l’asticella era stata alzata dalla prima Aprilia Tuono V4, lanciata nel 2010, la prima vera naked da corsa. Seguita solo recentemente da KTM con la sua 1290 Super Duke R, ora la cerchia delle supernaked è pronta ad accogliere la nuovissima BMW S 1000 R. Direttamente derivata dalla sorellastra S 1000 RR, la nuova supernaked ha numeri da paura: 160 cavalli per 207 chili, elettronica da superbike e linee da vera streetfighter. Eccola in dettaglio.

SI PARTE DAL CUORE Partiamo dal cuore della nuova BMW S 1000 R. Tanto bestiale ma allo stesso tempo gestibile era il motore della RR, che andarlo a toccare pesantemente poteva significare un autogol pazzesco. Detto, fatto: il 4 cilindri in linea da 999 cc (80 x 49,7 mm sono alesaggio e corsa) raffreddato a liquido è cambiato poco, molto poco. In particolare, sono nuovi i condotti di testa e il profilo delle camme (cambia l’alzata), con il risultato che ora il propulsore eroga 160 cavalli a 11.000 giri e 112 Nm a 9.250 giri. Tutto qui? Certo che no: quello che importa infatti è che, grazie anche a sapienti ritocchi alla centralina, la naked eroga costantemente 10 Nm in più della supersportiva dal minimo fino a 7.500 giri. Regime che, su strada, è ampiamente il più utilizzato.

CUORE E OSSA Come il motore, anche la ciclistica non ha ricevuto stravolgimenti epocali a meno di qualche quota. Il telaio infatti è lo stesso doppia trave in alluminio con motore inclinato in avanti di 32° a svolgere funzione portante. A cambiare sono le quote come l’angolo del cannotto, ora a quota 24,6°, di conseguenza l’avancorsa è salita a 98,5 mm (+5 mm) e l’interasse a 1.439 mm (+22 mm). Anche il resto è pressochè identico: forcella upside-down da 46 mm davanti, completamente regolabile e corsa da 120 mm, e monoammortizzatore posteriore (anche questo completamente regolabile) infulcrato allo stupendo forcellone bibraccio in alluminio, con corsa sempre 120 mm. Anche i cerchi sono identici alla supersportiva: dei bellissimi 10 raggi in alluminio fucinato che calzano gomme da 120/70-17 davanti e 190/55-17 dietro. Dulcis in fundo, alla frenata ci pensano le pinze Brembo radiali che lavorano dischi da 320 mm.

ELETTRONICA A GOGO Ovviamente, ruolo principale sulla BMW S 1000 R lo recita l’elettronica. Di serie infatti, la supernaked esce con controllo di stabilità ASC, Race-ABS e due modalità di guida (Rain e Road). Ovviamente, in base alle due modalità di guida cambiano gli interventi di ASC e Race-ABS (più invasivi in Rain, meno in Road), ma anche la risposta al gas e la potenza, con la modalità Rain tagliata a 136 cavalli. L’optional “Modalità di guida Pro” amplia l’equipaggiamento con le due modalità di guida Dynamic e Dynamic Pro. In entrambi i casi, il sistema ASC è sostituito dal DTC con sensore d’inclinazione integrato.

La modalità di guida “Dynamic” è prevista per l’utilizzo sportivo su strada asciutta. Il motore è tarato per una risposta diretta, l’intervento del Race-ABS avviene con ritardo, e il DTC è tarato per essere meno invasivo. Infine, nella modalità di guida “Dynamic Pro” (attivabile con spina di codifica) il Race-ABS funziona senza il riconoscimento di sollevamento della ruota posteriore, il DTC interviene solo in casi estremi e si può anche impennare…Di serie, infine, il cambio elettronico con tanto di frizione antisaltellamento.

THE FUTURE IS COMING BACK Altro gingillo elettronico optional è il DDC (Dynamic Damping Control), il sistema di sospensioni semi-attive. Il sistema adatta compressione ed estensione in base alla modalità di guida selezionata e ai parametri che gli arrivano dai vari sensori. Scendendo nel dettaglio, il DDC reagisce automaticamente a segnali come la frenata, l’accelerazione o la guida in curva, nonché alle irregolarità del fondo stradale e varia l’idraulica istante per istante attraverso le valvole a controllo elettrico. Il settaggio di base è collegato alle varie modalità di guida selezionabili dalla strumentazione. La regolazione delle sospensioni può avvenire sia quando la moto è ferma sia durante la guida.

WAITING FOR…Infine, due paroline sull’ergonomia della BMW S 1000 R. Ovviamente, rispetto alla supersportiva da cui deriva, tutto lo stile è improntato sull’essenzialità, anche se la parentela è netta soprattutto nella parte posteriore. A livello di ergonomia, cambia l’altezza della sella, abbassata fino a 814 mm, il manubrio che ora è più largo ed è in alluminio e infine la posizione delle pedane, definita ex novo per una guida raccolta ma più rilassata. La S 1000 R la vedremo al Salone di Milano, dove farà bella mostra di sé assieme alle altre novità del gruppo BMW nei colori Racingred pastello, Frozen Darkblue metallizzato e Lightwhite pastello.


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