Autore:
Alessandro Codognesi

FIRST TIME C’è sempre una prima volta per tutti e questa è la volta di Bimota. L’azienda romagnola infatti si è inventata la sua prima enduro stradale, la Bimota DbX (e non DBx come si legge sulla sella del prototipo in foto). E sono talmente sicuri di sé, che la sveleranno all’Iron Prologue del Rodeo più famoso del mondo, l’Erzberg, nella categoria riservata ai bicilindrici. E, giusto per non allontanarsi troppo, il pilota sarà Stefano Sacchini, romagnolo anche lui, che vanta una grande esperienza nell’Erzberg, vicecampione italiano moto rally e habitué delle estreme.

CHE ENTUSIASMO! Sacchini si è detto super-entusiasta della faccenda, soprattutto perché è la prima volta che ha l’occasione di affrontare l’Erzberg Rodeo in sella a una moto italiana, per giunta romagnola come lui. Ovviamente, l’entusiasmo è reciproco e anche in Bimota non vedono l’ora di scendere in campo. Parole dello stesso Massimo Gustato, capo progetto della Bimota DbX, che, in particolare, si è detto orgoglioso del risultato. Staremo a vedere se sul campo di gara le belle parole coincideranno con i fatti.

MC-CANICA C’è da dire che la meccanica della Bimota DbX sembra promettere bene. Per il motore, ci si è affidati al bicilindrico Made in Ducati della Monster 1100 Evo. 2 valvole, 1.078 centimetri cubi per 95 cavalli a 7.700 giri e 100 Nm a 6.200 giri. Anche la ciclistica è di tutto rispetto ed è farina del sacco Bimota: classico traliccio in tubi d’acciaio misto a piastre in alluminio per il telaio, collegato allo stupendo forcellone, anch’esso un traliccio di tubi. E le sospensioni, manco a dirlo, sono tutte Ohlins: davanti, forcella upside down da 48 millimetri completamente regolabile, mentre al posteriore c’è un mono sempre Ohlins ma studiato apposta per la DbX, anch’esso completamente regolabile (alte/basse velocità separate). In tutto ciò, la moto pesa 175 chili a secco. Curioso l’angolo del cannotto: ben 27°.


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