Autore:
Giovanni Zamagni


CONVINZIONI
Dico la verità: ero convinto, anzi sicuro, che Valentino Rossi avrebbe vinto a Laguna Seca. Per due motivi: perché il campione della Yamaha voleva prendersi la rivincita su Hayden dopo la sconfitta del 2005 e perché a Valentino non era mai passata la delusione per non essere riuscito a salire l'anno scorso sul gradino più alto del podio, con la Yamaha colorata come le 500 degli anni Settanta. Rossi considerava (e considera) quella M1 la più bella moto, dal punto di vista estetico, che avesse mai guidato e chi lo conosce bene sa che non aver trionfato con quella moto rappresenta per lui una grande amarezza.


IMPARA L'ARTE... E ancora. Dopo il GP 2005, Rossi aveva dichiarato: "Aver fatto tutta la gara dietro ad Hayden ed Edwards, mi ha fatto capire come mi bisogna guidare a Laguna Seca: sarà molto utile per l'anno prossimo". Per tutto questo, ero convinto che nessuno avrebbe potuto batterlo. E ne ero convinto anche dopo le prove, nonostante un altro turno di qualifiche da dimenticare, chiuso con il decimo tempo. Ma il passo era buono, anche se non eccezionale come al Sachsenring, e quindi le possibilità di vittoria erano ancora alte. Dopo il warm up, poi, la mia sicurezza era aumentata, perché nessuno aveva la costanza di Rossi.

SUBITO IN SALITA Ma in gara è andata diversamente. Al contrario del Sachsenring, dove Valentino era subito riuscito ad agganciarsi ai primi, a Laguna Seca ha faticato a prendere un buon ritmo e dopo due giri era già staccato di oltre tre secondi. Un distacco che è andato via via aumentando e solamente verso metà gara Rossi è riuscito a prendere un buon passo, girando come i primi, se non addirittura più forte.

SUZUKI BENE ALL'INIZIO La vittoria era ormai impossibile, Nicky Hayden e Daniel Pedrosa troppo lontani, ma il podio era comunque ampiamente alla portata del campione della Yamaha, anche perché Chris Vermeulen, autore di una gran pole e capace di girare molto forte all'inizio, era ormai alla frutta, con gomme ormai bollite dal caldo asfissiante.


IL CROLLO IMPROVVISO Ma, improvvisamente, Valentino ha dovuto rallentare, prima di un secondo, poi due, quindi tre, fino a fermarsi definitivamente. Due i problemi: al pneumatico posteriore prima e poi al motore, più precisamente all'impianto di raffreddamento secondo quanto dichiarato dalla Yamaha, anche se il fumo bianco uscito in maniera evidente dallo scarico fa pensare a qualcosa di più grosso.

NICKY X2 Così a vincere, per il secondo anno consecutivo, è stato Nicky Hayden, che avrebbe trionfato comunque al di là dei guai tecnici di Rossi. Considerato da tutti pilota bravo, ma nulla più, incapace - e questo è un dato di fatto - di imporre il suo ritmo quando è in testa, l'americano si trasforma a Laguna Seca, dove probabilmente vincerebbe anche in bicicletta.

SEMPRE PIÙ SOLO AL COMANDO Il "mostro della Laguna", come lo chiama Guido Meda in telecronaca, qui guida da campione: nessuno interpreta il famoso "Cavatappi" come Nicky, nessuno è veloce quanto lui nelle ultime due curve, nessuno sa interpretare allo stesso modo le buche dell'asfalto. Adesso Hayden ha molta più convinzione della propria forza e, soprattutto, un distacco abissale in classifica generale: +34 punti su Pedrosa, +44 su Melandri + 51 su Rossi. Il mondiale lo può solo perdere Nicky.


Pedrosa che ride??
ENFANT PRODIGE Daniel Pedrosa non è stato meno bravo del compagno di squadra e conquistare un secondo posto come ha fatto lui, al debutto su una pista così complicata, significa essere grandi campioni. Daniel lo è anche se nella valutazione va tenuto conto la grande competitività della RC211V: mentre Valentino litiga per quattro ore di prove con la messa a punto della ciclistica, i piloti Honda entrano in pista e sono subito veloci, utilizzando le regolazioni di base della gara precedente.


UN MACIO DA GARA Un bel vantaggio che Marco Melandri a Laguna Seca non ha sfruttato completamente, faticando il venerdì e il sabato più dei suoi compagni di Marca. Ma in gara Marco è sempre veloce e il terzo posto deve essere considerato un buon risultato: in fondo, anche Melandri era la prima volta che correva negli Usa, visto che l'anno scorso non aveva nemmeno finito il giro iniziale! E se non avesse un attrazione così fatale per l'asfalto sarebbe fortissimo anche Stoner, che per un bel pezzo ha battagliato con lo spagnolo prima di ritrovarsi nella ghiaia.


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I wallpaper di Laguna Seca

 
 
 
 

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