Autore:
Giovanni Zamagni


QUATERNA VINCENTE Quattro Honda ai primi cinque posti - e sarebbero state cinque ai primi sei se Daniel Pedrosa non fosse caduto nell'ultimo giro mentre si trovava in terza posizione - confermano che in questo momento la RC211V è nettamente la moto migliore, il punto di riferimento di una MotoGP sempre più combattuta ed equilibrata. E se la Yamaha non avesse Valentino Rossi, capace di arrivare quarto nonostante fosse partito dall'undicesima posizione e, soprattutto, nonostante un dritto al secondo giro che lo ha costretto a risalire dal quattordicesimo posto, il disastro sarebbe totale.


DIAPASON STONATO Basta vedere quello che fa Edwards con la stessa moto: nono staccato di 22 secondi, ovvero uno al giro. E' quello il valore della M1, la differenza la fa Valentino. Così come l'ha fatta nell'ultimo giro, anzi, all'ultima staccata Marco Melandri, capace di infilare prepotentemente un grande Casey Stoner e di tornare sul gradino più alto del podio su una pista per lui magica, la stessa che l'anno scorso gli ha regalato la prima vittoria in carriera nella MotoGP.

GIOCO D'ASTUZIA Ma perché la Honda va così forte, cosa è cambiato dalla passata stagione? E ancora: come mai la RC211V sembrava in grande crisi durante l'inverno e poi ha iniziato a volare? La differenza di risultati con il 2005 è abissale anche se, per la verità, anche nello scorso campionato Marco Melandri e Nicky Hayden sono andati forte, tanto da conquistare complessivamente tre GP (2 Marco e 1 Nicky) e rispettivamente il secondo e il terzo posto nel mondiale. Apparentemente in grande difficoltà durante la preparazione del campionato, la HRC ha invece sfruttato al meglio i test invernali per raccogliere più dati possibili, anche a rischio di mandare in confusione i propri piloti.


MEGLIO LA PICCOLA A marzo, ha "obbligato" Hayden, incapace di decidere, ad utilizzare l'evoluzione della RC211V, la moto piccola come viene chiamata, dimostrando di avere ragione, perché la cinque cilindri di Nicky è competitiva e vincente. Non a caso, l'americano lotta per il successo dall'inizio della stagione, con una striscia di sette podi consecutivi, comprese naturalmente le ultime quattro gare del 2005. Ma anche la RC211V clienti, quella che utilizzano Pedrosa, Stoner e Melandri (che ha un attacco del forcellone leggermente differente dagli altri) va molto bene e, soprattutto, è equilibrata, si adatta a qualsiasi pista.

ASSETTO DOVE SEI? L'esatto contrario della Yamaha, con Valentino e la sua squadra costretti a sfruttare ogni secondo per trovare una messa a punto quanto meno soddisfacente, tanto che in Turchia Rossi ha addirittura fatto una modifica importante al leveraggio della sospensione posteriore sulla linea di partenza dopo il giro di allineamento. Ma la grossa differenza con la passata stagione è, a mio avviso, nei piloti. Hayden è maturato e ormai pronto a lottare per la vittoria in qualsiasi GP, Melandri ha superato un inizio difficile e il ritorno al successo gli dà una grande carica, Pedrosa, Stoner ed Elias sono forti, i primi due addirittura fortissimi e con nessuna esperienza nella MotoGP, pensano solamente a guidare al meglio l'ottima moto che hanno a disposizione.


LARGO AI GIOVANI Tutto il contrario di quello che facevano Max Biaggi, Alex Barros e Sete Gibernau nella passata stagione. Nel 2005 Biaggi ha iniziato a lamentarsi fin dai test invernali, sicuro di chissà quale complotto alle sue spalle, come se qualcuno all'interno della HRC lo volesse danneggiare. Così, invece di sfruttare al 100% il materiale che aveva, Max si è rovinato la vita cercando una perfezione che nella MotoGP non esiste e imputandosi su sviluppi miracolosi che la Honda non gli ha mai dato. Le prestazioni dei giovani piloti di quest'anno stanno dimostrando che non ce n'era bisogno e se Biaggi avesse pensato solo a guidare, la sua stagione sarebbe stata senz'altro migliore.

OCCHIO AL COMPLOTTO Da parte sua, Gibernau, pur andando spesso fortissimo, ha raccolto poco per i troppi errori e da metà stagione in avanti ha cominciato anche lui a pensare al complotto nei suoi confronti, in questo caso della Michelin e non della Honda. Barros, infine, dopo aver vinto in Portogallo, non ha più sopportato la pressione, come peraltro gli era già successo in passato nella sua carriera, ed è scivolato nelle retrovie.

Ecco, quindi, perché la Honda sta raccogliendo di più che nel 2005: semplicemente perché ha piloti migliori. Cosa ne pensate?