Autore:
Giovanni Zamagni


OBBIETTIVO CENTRATO
Doveva vincere Valentino Rossi, per iniziare a recuperare punti importanti in campionato e per ribadire ai suoi avversari che è sempre lui il più forte. E Valentino ha vinto, conquistando una delle gare più combattute di sempre, con i primi quattro piloti al traguardo racchiusi in soli 307 millesimi di secondo. Dopo le prove, però, sembrava impossibile per Rossi riuscire a ottenere il quarto successo stagionale, ancora una volta costretto a scattare dalle retrovie, con un deprimente undicesimo tempo. Ma il passo gara, la costanza di rendimento alla distanza era buono, anzi, addirittura il migliore e così, anche su un circuito dove a detta di tutti è "impossibile superare", Valentino ha compiuto un'altra delle sue imprese straordinarie, transitando sesto al primo giro, quarto al nono, terzo all'undicesimo e primo al tredicesimo, poco prima di metà gara. Da lì fino al traguardo, il GP di Germania è vissuto su una straordinaria sfida a quattro, nella quale solo Melandri, per un attimo, è riuscito a mettere le sue ruote davanti a quelle di Rossi.


MACIO DAVVERO
Doveva ottenere un grande risultato Marco Melandri, per dimostrare che la scelta di cambiare capo tecnico, sostituendolo con quello del compagno di squadra Toni Elias, non era stato un semplice capriccio e perché Marco, come Valentino, aveva l'obbligo di cominciare la rimonta nel mondiale. E Marco ha disputato una grande gara, che non è riuscito a vincere soltanto perché sulla strada ha trovato un Rossi in forma straordinaria. Finalmente velocissimo fin dai primi giri, Melandri non ha commesso alcun errore e nell'ultimo giro ha provato in tutti i modi a battere il rivale della Yamaha, anche con un impossibile sorpasso all'esterno. Non ha nulla da rimproverarsi e ha dimostrato di potersela giocare fino all'ultimo centimetro con Valentino.


NICKY MEGLIO DIETRO
Doveva disputare una gara convincente Nicky Hayden, per palesare che il primato in classifica non è casuale e dare torto a chi sostiene che è un buon pilota, ma non un campione. E Nicky non ha tolto i dubbi, al di là di un terzo posto a un niente dalla vittoria. Hayden è stato in testa alla gara nei primi dieci passaggi, guarda caso nella fase del GP nella quale si è girato più piano, dimostrando ancora una volta di avere per il momento qualche limite se deve imporre l'andatura. Poi, una volta alle spalle di Rossi e, a turno, di Melandri e Pedrosa, ha confermato di saper guidare bene con un punto di riferimento davanti. Ma, nell'ultimo giro, non ha nemmeno pensato di tentare un sorpasso.


DANIEL NON LOTTA
Doveva conquistare almeno il podio Daniel Pedrosa, per dare un'ulteriore botta psicologica ai suoi rivali e candidarsi sempre più prepotentemente a pretendente al titolo. E Daniel è arrivato quarto, pur scattando dalla pole, dopo prove esaltanti. Il suo è un risultato comunque buonissimo, ma, come è giusto che sia, lo spagnolo deve ancora crescere e nel corpo a corpo non è a livello di Rossi e Melandri. E' comunque un grande pilota e non bisogna dimenticarsi che è al debutto in MotoGP: come dire che, da qui alla fine del campionato, può solo migliorare.


LORIS SENZA GOMME
Doveva ottenere un buon risultato Loris Capirossi, per tornare a essere competitivo dopo tre gare difficilissime per il terribile incidente di Barcellona. E Loris ha ottenuto un discreto risultato, quinto e primo dei piloti Bridgestone al traguardo. Il pilota della Ducati, come sempre, ha fatto il massimo, ha guidato bene, ha lottato, ma nulla ha potuto quando le gomme hanno ceduto di schianto a metà gara. Non è fuori dalla lotta per il titolo, ma quasi.


CASEY OUT
Doveva tornare protagonista Casey Stoner, dopo cinque gare non del tutto convincenti. E Casey, invece, non è nemmeno partito, perché dopo un terribile volo nel warm up, i medici locali non gli hanno dato il permesso di correre, per il trauma cranico subito nella caduta, nonostante la Tac avesse dato esito negativo.