FAVORITO? MEGLIO DI NO! Pare proprio che ultimamente essere i vincitori annunciati di una gara motociclistica non porti così bene. È successo a Lorenzo giusto la settimana scorsa, quando era dato come sicuro vincitore del Gp del Portogallo MotoGP. È successo a Biaggi questa settimana a Monza. Il romano, forte di un’Aprilia veloce come un Concorde (335 km/h di velocità massima) era atteso a una doppietta. Doppietta che si aspettava anche lui in verità, visto come era scuro in volto il dopo il secondo posto in Gara1.

OCCASIONE PERSA Figuriamoci come potrà aver mal digerito il ride trough che gli è stato comminato dopo il dritto in prima variante, quando era primo con ampio margine. Il fatto che Biaggi abbia rallentato troppo poco traendo quindi vantaggio, non direttamente ma indirettamente, sui suoi avversari gli è costato la vittoria, che poteva essere la prima dell’anno. Invece dopo 4 appuntamenti e 8 gare disputate, dopo aver stracciato tutti in qualifica segnando il nuovo record assoluto di Monza (con un fantasmagorico 1.41.7), quello che era annunciato come il mattatore della stagione, è ancora a secco di vittorie ed ha perso anche la seconda posizione in campionato.

ANCORA A SECCO Ora è terzo dietro a un coriaceo Checa che digerisce Monza peggio di una peperonata ma ha limitato i danni per quanto possibile, e soprattutto a Melandri che era un po’ in difficoltà in qualifica ma che in gara ha tirato fuori gli artigli. Certo si discuterà per giorni sulla penalizzazione comminata dalla direzione a Biaggi (giusta? Ingiusta?), ma il regolamento c’è ed è stato applicato, così come è stato applicato con Haga in Gara1. Quello che mi sento di dire è che forse più che il regolamento Biaggi si è penalizzato da solo. Era in testa con oltre 5 secondi di margine su Melandri non doveva tirare staccate a nessuno, e in quelle condizioni un pilota esperto come lui dovrebbe gestire la gara, insomma in quelle condizioni non si dovrebbe proprio andar dritti.

MACIO DI ORGOGLIO Alla fine chi esce meglio da Monza è la Yamaha. Melandri ha patito l’autodromo lombardo per tutto il week end cercando assetti estremi per riuscire a trovare agilità. Talmente estremi, che la R1 di Macio non andava, faticava ad andar dritta. Laverty, il suo compagno di squadra (che fin dai test invernali si è dimostrato molto efficace, poi nelle prime gare si è perso un po’) invece aveva una moto perfetta e ne ha approfittato partendo dalla seconda casella in griglia e vincendo di autorità entrambe le gare. Nella prima ha approfittato dei bisticci tra Biaggi, Haslam e Melandri e producendosi in staccate furiose; nella seconda è partito da dietro rimontando e vincendo di astuzia all’ultimo giro.

CHECA RINGRAZIA E ASPETTA GLI USA Un regalone, questo per Checa. Laverty ha fatto bottino pieno, ma è molto indietro e classifica e ha portato via punti preziosi sia a Biaggi sia a Melandri, che sono i due principali avversari in campionato. Per lo spagnolo del team Althea una gara corsa in difesa, in attesa di tornare davanti a Salt Lake, la pista dove negli ultimi anni è sempre andato fortissimo, e dove si presenta con ancora 27 punti di vantaggio. La lo spagnolo è dato per favorito, ma occhio a fare certe dichiarazioni. Come abbiamo visto, a Monza essere favoriti la vigilia non è sempre garanzia di vittoria la domenica, anzi…

BMW A METÀ A Monza erano atttese le BMW e Haslam non ha mancato l’appuntamento, almeno per metà. Velocissimo per tutto il week end ha però steccato la superpole mancando la prima fila (che invece ha conquistato Corser). Le S1000RR sembrano soffrire sempre dei cronici problemi di usura precoce delle gomme che le affliggono da quando sono nate. I primi giri sono davanti, velocissime, poi pian piano retrocedono, soprattutto quella di Corser, mentre Haslam ci mette del suo guidando da autentico talento. In Gara 1 “cuor di Leon” ha conquistato il podio e forse poteva ambire anche a qualcosa di più se non si fosse ostacolato troppo con Melandri. La sua Gara2 è purtroppo durata solo 300 metri, quelli che separano la linea di partenza dalla prima variante che è più aperta di prima ma che ogni tanto miete ancora qualche vittima (in questo caso Haslam, Rea e Smrz). Peccato per lui e per la BMW; mancano ancora tante gare, ma per restare in alto adesso bisogna per forza cambiare passo.

BADOVINI IN RISALITA Tra le note positive segnaliamo anche l’ottima prestazione Michel Fabrizio, veloce per tutto il fine settimana e meritatamente sul podio in Gara2, e di Badovini con la BMW del team Motorrad Italia. Ayrton, che ha un feeling particolare con Monza (l’anno scorso con la Stock girava con i tempi dei migliori della SBK), ha centrato un’ottima seconda fila e soprattutto in Gara2 ha mostrato di poter stare con i grandi là davanti. Man mano che lui e il team di Casolari imparano a conoscere meglio la moto, i risultati migliorano e questo fa ben sperare per il futuro.

MONZA SBK GARA1
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MONZA SBK GARA2
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MONZA SSP600
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MONZA STK 1000
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