Autore:
Luca Cereda

CORPO A CORPO Parliamoci chiaro, attualmente il confronto resta impari. Perché, per quanto crescenti, i numeri del movimento Superbike restano inferiori, in diverse voci e di troppe cifre, a quelli della MotoGP. Non si tratta solo dei milioni di euro degli sponsor - che, a dirla tutta, in MotoGP stanno confluendo nelle casse dei soliti pochi e noti - ma anche di "cultura" e visibilità. E' appurato che molti, soprattutto tra il pubblico meno esperto, peccando di grossolana superficialità, considerano la Superbike un ripiego dei piloti che non trovano gloria nella classe regina del motomondiale. Se poi si pensa alla ridondante eco mediatica dei botta e risposta, verbali e su pista, dei vari Rossi e Stoner, chi se la ricorda l'ultima ripresa "in piega" di Biaggi o Bailyss passata in un servizio televisivo? Fortunatamente, però, non è tutto qui.

PROSPETTIVE Guardando al futuro, c'è ragione di pensare che gli equilibri possano cambiare. Anche se, per ora, il gruppo Flammini e tutto il "dietro le quinte" della Superbike pensa a far fruttare bene il proprio orticello senza lanciare sfide alla Davide contro Golia. Così, mentre la MotoGP perde pezzi alla griglia di partenza (quest'anno mancherà il team di Kenny Roberts), in Superbike si sfregano le mani pensando che, alle 28 moto già presenti (9 Honda, 6 Ducati, 6 Yamaha, 4 Kawasaki, 3 Suzuki) nel 2009 si aggiungeranno sicuramente le BMW, quasi sicuramente Aprilia e KTM, e probabilmente anche le MV Agusta.

I GUSTI CAMBIANO? Più Case, più moto e più protagonisti, dunque: prospettive decisamente rosee. Cosa servirebbe, ancora, per ottenere quel travaso mediatico - e, conseguentemente, di sponsor - che ancora manca? Qualche altro nome trascinante e un cambio di gusti, verrebbe da dire. Non è per forza detto che la maggioranza continuerà a preferire il confronto tra prototipi sofisticati e costosi alla sfida tra moto quasi di serie, messe in pista con interventi di elaborazione controllati e contenuti e date in mano a fuoriclasse del mestiere. Soprattutto quando, tra i "ricchi", l'elettronica la fa da padrona e la bravura di polso sembra destinata al ruolo da comprimaria. Tant'è che qualche illustre della MotoGP - ogni riferimento è puramente casuale - da qualche tempo "malumoreggia" a riguardo. Che possa decidere di cambiare aria, visto l'andazzo?

BACK IN THE USA Intanto il circo della Superbike allarga il proprio tendone, allungando il calendario e inglobando due nuovi circuiti. Le gare, da 13 che erano lo scorso anno, passano con tutta probabilità a 15 (si attende l'ufficialità della penultima, quella in Indonesia di Sentul). Gli appuntamenti inediti sono a Salt Lake City (Utah, USA), sul circuito di Miller Park, e al Nurburbring in Germania. Primo ruond in Qatar, il prossimo 23 febbraio.

PILOTI Si diceva che alla SBK mancano uomini-immagine? Beh, qualcosa si sta muovendo. Se i duri e puri cercano con gli occhi "la leggenda", Troy Bayliss, che quest'anno tenterà l'impresa del terzo titolo con la terza diversa generazione di Ducati, ma parte con l'handicap di una clavicola malconcia, Biaggi catalizza telecamere, microfoni e taccuini. Si destreggia con fare sorridente e pacioso, abbandonando l'aria schiva di altri tempi; dichiara simpatia per la categoria (la Superbike) e dispensa ottimismo per la stagione incombente. Di sicuro è un Max che piace. Guardando ai nomi nuovi, invece, sarà interessante valutare l'impatto di Carlos Checa (al debutto assoluto da queste parti) e di Kenan Sofuoglu, fresco del titolo di campione Supersport 2007 e primo turco nella storia della SBK.

TELE(POCO)VISIONE Per finire, se l'eco mediatica è ancora un aspetto che in qualche modo ridimensiona la Superbike, la valorizzazione dei diritti televisivi sta diventando una priorità per l'organizzazione. Per quest'anno ancora, le dirette delle gare verranno trasmesse in esclusiva da La7, con uno spazio il giorno prima riservato alla Superpole. Ma cosa succederebbe se l'anno prossimo trovassimo il Mondiale su altre frequenze, con ben altri bacini d'utenza?


Le moto in gara: pro e contro secondo noi


 
  HONDA CBR 1000 RR - Team Ten Kate Hannspree
Tutta nuova per cui tutta da scoprire e per di più
con due piloti nuovi anche loro, che non hanno riferimenti
con la moto precedente. Non è il massimo
per difendere il mondiale, ma dopo la cura di Gerrit
Ten Kate le Honda sono sempre molto competitive
Qualche gara di studio (forse), poi dovrebbe essere della
partita, come al solito
Piloti: Carlos Checa, Kenan Sofuoglu
 
 
  KAWASAKI NINJA ZX-10R - Team PSG-1
Altra moto completamente rinnovata per cui da
sviluppare. La Ninja nei test del prodotto stradale
ha impressionato per i passi avanti fatti sia dal
motore sia dalla ciclistica. Il PSG-1 gode del
supporto ufficiale. Laconi è ormai uno degli
anziani, Tamada torna al primo amore.Vista
la base di partenza potrebbe essere
l'anno del definitivo salto di qualità.
Piloti Regis Laconi, Makoto Tamada
 
 
  DUCATI 1098 F08 RS - Team Sterilgarda
La moto di max Biaggi parte sulla carta perfettamente
alla pari con quella ufficiale, ma la 1098 RS è anche
lei una moto completamente nuova per cui da scoprire
circuito dopo circuito. Qualche di sofferenza all'inizio è da prevedere, ma Biaggi punta al titolo e Xsaus è in palla.
Piloti Max Biaggi, Ruben Xsaus

 
 
  YAMAHA YZF R1
Un titolo costruttori vinto, uno piloti sfiorato, una moto con un anno di sviluppo alle spalle, due piloti in palla e ulteriori evoluzioni per il motore... La Yamaha parte con tutti i favori del pronostico. Quest'anno non ha scuse il titolo è l'unico
obbiettivo.
Piloti: Noryuki Haga, Troy Corser
 
 
  DUCATI 1098 F08 FACTORY - Xerox Ducati
C'è chi la vede già come la moto da battere, e in effetti i primi
test hanno già dato risultati convincenti. Tuttavia saranno le
prime gare a farci capire se le restrizioni decise dal regolamento saranno sufficienti troppe o troppo poche.
Bayliss vuole chiudere in bellezza ma si è fatto male, Fabrizio
ha talento. Se partono bene saranno sempre tra i primi.
Piloti: Troy Bayliss, Michel Fabrizio
 

 
  SUZUKI ALSTARE
Come la Yamaha arriva da un anno di sviluppo per cui
è lecito attendersi che vada subito forte. Oltretutto
pare aver migliorato nella guidabilità. I piloti sono forti ma
forse manca il vero nome di spicco. Resta uno dei team
meglio organizzati del mondiale.
Piloti: Yukio kagayama, Max Neukirchner, Fonsi Nieto






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