Moto e storia:
Milano Taranto 2006

Milano Taranto 2006

Da Milano a Taranto in moto (d'epoca), vivendo oggi i problemi dei mezzi di allora. Una "pazzia" che sta contagiando sempre più appassionati, tanto che la ventesima edizione ha festeggiato il record di iscritti. Ci siamo tornati anche noi, con il solito spirito goliardico che caratterizza queste spedizioni: tra rotture, olio motore e mangiate colossali ecco perchè, se siete appassionati di moto d'epoca ma non solo, non potete non andarci.
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Autore:
Alvaro Cecotti


IL RITORNO DEI "CADREGUNI"
 E rieccomi, per il quarto anno consecutivo, a raccontare a Motorbox le mie avventure alla leggendaria Milano-Taranto. Non so se ve ne siete accorti, ma quest'anno come non mai, la recensione ve la passo "leggermente" in ritardo: cinque mesi. Ancora un po' ed è ora di parlare dell'edizione 2007. Spero non me ne vogliate: l'estate e il dopo estate 2006 sono stati per me un po' impegnativi, più che altro nella mia principale occupazione attuale, che è quella di nonno.

MEGLIO TARDI... Ora ce l'ho fatta, meglio tardi che mai. Anche all'edizione 2006, con la scusa di accompagnare la compagnia dei "cadregùni" (che quest'anno si è pure rinfoltita) ho partecipato in qualità di "Motoassaggiatore". Si tratta, per coloro che avessero perso i precedenti miei racconti, della categoria notoriamente più gettonata dai mototuristi che privilegiano la buona forchetta e i bei paesaggi da poter osservare in santa pace senza l'assillo del cronometro, piuttosto che alla competizione vera e propria.


IN SELLA ALL'ITALIANA
Anche quest'anno ho avuto la fortuna e l'onore di condurre una moto italiana, che più italiana non si può: una Guzzi. Quale miglior marchio, che tra l'altro quest'anno compie 85 anni, per poter vivere da protagonista una rievocazione motociclistica? Come modello, la mitica California, moto che in trent'anni di produzione ha mantenuto inalterato il suo fascino planetario su più generazioni. Ebbene, con la nuova proprietà da parte del Gruppo Piaggio e di Daniele Bandiera, suo entusiasta Presidente, il marchio dell'Aquila sta definitivamente riprendendo quota. Lo dimostra la carrellata di fiammanti novità sfornate da Mandello del Lario nell'annata motociclistica che si avvia a concludersi. Tra questi, la stupenda e inimitabile Griso, laBreva 850, la granturismo Norge e la versione Vintage della California. Proprio questa è stata la moto che ho guidato nell'ultima mia cavalcata a Taranto.  

L'ITALIA PIU BELLA Di "Lei", la mia compagna di viaggio italiana, vi parlerò a seguire. Passiamo a noi, nel senso del nostro racconto e soprattutto dei personaggi della combriccola con cui ho viaggiato "corpo a corpo" per un'intera settimana, andata e ritorno. Il percorso, più o meno, è sempre lo stesso alla Mi-Ta. Prima parte fissa, fino a Imola, per intenderci, con varianti dal centro Italia in poi. Bello, che più bello non si potrebbe inventare, il percorso scelto dall'organizzazione per attraversare lo stivale italiano. Un itinerario che vale la pena (e che consiglio vivamente) di percorrere anche in altri contesti, per turismo, per viaggi di cultura, di pura guida sportiva. O anche solo per le sane (si fa per dire) e sacrosante "magnate"! Ma non mi addentrerò ora nei meandri del viaggio, del quale potrete comunque trovare un resoconto dettagliato alla fine del testo.


DOVE ERAVAMO RIMASTI?
 Questo articolo si riallaccia a quello della scorsa edizione (2005), ancora on line su Motorbox, per chi volesse curiosare. Penso che sia più interessante parlare dei personaggi, piuttosto che descrivere le tappe, che se non sono vissute in prima persona, potrebbero annoiare. Quest'anno si raddoppia, da cinque Cadregùni siamo diventati dieci, anzi nove. Questo perché Guidone (ve lo ricordate?) ha dovuto dare forfait a causa di un virus, la cosiddetta "maledizione di Montezuma". Per chi non lo sapesse, trattasi di una tremenda dissenteria. Gli amici gli hanno dato dei buoni consigli, del tipo: "Metti un tappo!" . Il povero tapino, in quei frangenti, non ha avuto neanche la forza di replicare; ci ha soltanto salutato malinconicamente e via, verso casa. E pensare che aveva sostituito il suo "plasticone" (Honda Silver Wing 600) con un bel BMW GS 80 ben conservato, comprato apposta per questa manifestazione. Anche perché l'anno scorso l'avevamo "massacrato" di critiche: viaggiava troppo comodo sullo scooter vasca da bagno, rischiando di appisolarsi.

 
I NUOVI PERSONAGGI
 
NOTE E COLORE

 
L'ITALIA IN CALIFORNIA


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I NUOVI PERSONAGGI

FABRIZIO VALENTI detto "FABRI", ma anche "Va...Lentino" nel senso che è lento come una lumaca. (Anche se non è così vero...). Altra new entry del gruppo: ha diverse moto nel box, tra le quali una bella, comoda, paciosa BMW R1150GS recente, che sarebbe l'ideale per la bisogna e proprio per questo gli avevamo suggerito di usare. Neanche parlarne, preferisce complicarsi la vita e si presenta con una Lambretta 175 TV del '62 "appenarevisionata." 

PRIMA NOTTE, PRIMI GUAI Noi del Team dei Cadregùni ci siamo messi d'accordo già dalla partenza di fare il viaggio di notte insieme: io con il mio Guzzone California Vintage, provvisto di due fari alogeni supplementari che sembra un albero di natale, faccio da apripista, seguito dal resto della banda. Viaggio sui 70/80 orari; dietro di me, il Fabri con la Lambretta, con il naso sul manubrio. Dopo un po' gli chiedo come va; "Bene, pòta, gira come un violino! Puoi anche aumentare, chec'ho ancora un po' di manetta!" Così aumento lievemente la velocità. Arriviamo al primo controllo/ristoro di Soresina, e mi dice: "Senti un po', non senti un rumore sospetto?" Infatti, più che sospetto è una certezza: ha sbiellato.


I sintomi sono gravi, i rumori sono quelli di una betoniera, meglio ricoverarla "in ospedale"
, ovvero la sede del M.C. Soresina (Cremona). È un po' deluso, sembra un bambino a cui hanno portato via il giocattolo. Ma non si perde d'animo. Salta sul Laverdone dell'amico Marco e insieme tornano in quel di Bergamo a prendere la più affidabile GS. Tutto questo, alle 2 del mattino della prima notte di viaggio; beh, alle 5 me li ritrovo al controllo di Panzano dopo Modena, come se niente fosse, freschi come rose, dove tra l'altro c'è il bellissimo museo Righini. Dimostrano di essere belli tosti.


ALBERTO detto "BIGLIARDINO"
. Ovvio... E' un commerciante di bigliardi. Moto posseduta: BMW F650 Scarver. Sembra uscito dal cabaret diZelig: spara barzellette a raffica, con una mimica da attore consumato. E' stato la nostra salvezza alle cene, nelle attese tra una portata e l'altra, intrattenendoci alla grande. Incallito estimatore del marchio di Monaco, è griffato BMW dalla testa ai piedi. 



LIVIO detto "IL BARONE"
  Moto posseduta: "Plasticone" Honda Silver Wing 600.  Concorrente del grande Niki (Nicola) in quanto a eleganza; tutte la sere una camicia nuova, ha una borsa brevettata per non stropicciarle. Il suo look tipo: di giorno porta un foularino di seta e una tuta da sci da discesa super leggera (completamente fuori luogo sulle due ruote), camicia bianca di lino e guanti a mezze dita per auto d'epoca. Sono gli stessi che usa quando fa le sfilate con sua la MG spider degli anni '60. I tedeschi, con le loro tute di pelle nera un pelino più vissute e unte, lo guardavano con un misto di stupore, compatimento e... Forse anche di invidia .


MARCO detto "BARBECUE"
  Moto possedute: una ventina. Mezzo con cui ha partecipato alla Mi-Ta 2006: Laverda 750 del '74. Professione: indefinita, ha un bar /Trattoria /... Con la cucina confinante con l'officina, dove è più facile trovarlo, a Bagnatica in provincia di Bergamo. Come biglietto da visita, all'ingresso del suo locale, ha appeso al muro a mo' di quadro, una Guzzi Stornello Sport degli anni '60, che gli ricorda la giovinezza.

Qui si mangia dell'ottima carne ai ferri, cucinata da lui (quando c'è). L'aspetto curioso è che cucina solo per gli amici, che devono essere rigorosamente motociclisti e non con la puzza sotto il naso! Anche perché passa direttamente dall'officina alla cucina portandosi appresso qualche manciata di bielle e valvole. Poi passa con assoluta disinvoltura al "secondo" lavoro. Porta le bisteccone ai tavoli, con una bottiglia di Barbera "riserva speciale" e si siede a mangiare insieme ai clienti amici. Con lui si conversa solo in dialetto bergamasco stretto. La prima volta che sono capitato nella trattoria/officina mi sono chiesto se ero  in un'altra nazione. Esempio di un cliente tipo, che in mia presenza chiede: "Marcooo! Dam un kalis da chis kos da fort da biv". Alla mia timida richiesta di traduzione vengo assalito. "Oh, pòta, ghè chè uno straniero!" A me, che sono milanese doc! Traduzione, per chi non avesse capito: "Dammi un bicchiere di qualcosa di forte da bere". Per fortuna, nell'attività di ristorazione, la moglie e la sorella rimediano con la loro simpatia e maggior diplomazia, così fanno quadrare meglio i conti.


AMBROEUS (L'ENTRENEUS,
lo ricordate nell'edizione 2005?). Ebbene, il Chia (meccanico di poche parole), gli ha finalmente sistemato quel "ciospo" del suo vecchio Kawa 440. Tanto che se prima non superava i 100 km/h, adesso arriva a toccare la velocità folle di 140! Lui, tutto gasato, la domenica della partenza della Mi-Ta, ha fatto una scappatina a Terracina per trovare dei parenti e ci ha raggiunti a Imola il lunedì, (saltando a piè pari la partenza), sciroppandosi qualcosa come 1200 km. All'incontro, tutto soddisfatto, "Non ce n'é per nessuno, quest'anno! E l'anno prossimo come minimo vado al Tourist Trophy. Oppure faccio una puntata a Capo Nord". Gli amici: "Non allargarti troppo, cerca intanto di arrivare a Taranto e poi tornare a Milano, che in tutto saranno quasi 3000 km".


Morale: all'andata nessun problema, anche perché è tutto un misto e di dritto se ne fà ben poco
; in più la moto respira alle frequenti soste per i ristori. Ma al ritorno, l'aspetta la prova del fuoco: 1000 km d'autostrada, senza una curva.  Alle otto del mattino della domenica si parte per il ritorno, alla volta di Milano, con l'intenzione di fare una tirata sola. Li ritroviamo all'altezza di Foggia; viaggiano a una buona velocità. Mi affianco all'Ambroeus e lui, con un sorriso soddisfatto, mi fa segno con il pollice in su: tutto ok! Noi andiamo avanti, ci fermiamo a Porto S.Giorgio. Telefoniamo per proporre di mangiare un panino insieme.



Ma l'Ambro, risponde malinconicamente che il la moto ha perso un po' d'olio; ha fatto un "rabbocco" di 2 Kg (praticamente è rimasto senza) ma la moto s'è ammutolita. Carro attrezzi e via, noi lo seguiamo come a un funerale, "la salma" la lasciamo in garage. L'Ambroeus la copre con una coperta e raccomanda al guardiano di non farsela rubare! Non abbiamo il coraggio di infierire: l'Ambroeus non ha parole, mesto mesto, sale come passeggero sul mio fido Californione e rientriamo a casa per le ore 20. Non male: 12 ore per fare 1000 chilometri, compresa la sosta per il recupero della "defunta". Devo dire che la Guzzi California è una grande divoratrice di autostrada, non stanca mai. Anzi, in due diventa persino più stabile in velocità.

PILOTI VERI Quest'anno hanno partecipato due piloti che hanno fatto quella vera nel 1953! All'epoca, per la cronaca, la Mi-Ta era una gara vera e si faceva tutta in una tappa. Vale la pena di conoscerli:


COSIMO VACCARELLI
, da Massafra (Ta), classe 1929, vale dire ben 77 anni portati benissimo.  Cosimo è risultato il più anziano partecipante alla rievocazione 2006. Guida una moto Morini settebello 175 del 1956; prego ammirare che stile vanta ancora oggi! Mi ha raccontato della sua gara del1953 quando si è rotto il motore della sua MV 125 a soli 20 km dal traguardo.



Sapete cosa ha fatto? L'ha spinta fino all'arrivo
. Vabbè, magari si sarà anche un po' confuso e i chilometri saranno stati 2 invece di 20. Anche perché altrimenti non sarebbe qui a raccontarcela ma sarebbe schiattato sulla moto. Ad ogni modo si tratta pur sempre di una bella impresa, difficile da replicare ai tempi odierni.




VITO CIRACI'
, da Villa Castelli (Ta), classe 1935. Anche lui c'era nell'edizione 1953 (e pure nel '55), in sella alleParilla 125; sempre con risultati più che onorevoli. Quest'anno si è esibito con una MV Agusta 125 un po' "personalizzata"; la carenatura è di sua invenzione: non assomiglia a nessuna moto, né del passato né del presente (per fortuna!). Che sia fin troppo avveniristica?

Comunque è incredibile l'entusiasmo e la passione che hanno dentro, questi due personaggi, se continuano così non invecchieranno mai; chiaramente il merito è del motociclismo e delle emozioni che possono rivivere grazie a una manifestazione unica come la Milano-Taranto.


BENZINA CON LO SCONTO
Come si fa a dimenticare il benzinaio Moretti, di Schiavo, in provincia di Perugia? Appassionatissimo, ci ha fatto lo sconto sulla benzina (col margine che ha, praticamente ce l'ha regalata), in più ci ha offerto un buon caffè e regalato una bandana, che indossiamo subito.




LA MOTO CON IL PETTINE
Altro personaggio degno di nota è il bresciano Claudio Ider, restauratore "maniacale": quest'anno si è presentato con una spettacolare Guzzi Falcone versione Quirinale. Particolare curioso, dietro al parabrezza ha ricavato un vano in radica uso barbiere: spuntano il pettine, il rasoio da barba il pennello il sapone... La fantasia non gli manca certo! Da notare anche l'abito che si è fatto confezionare appositamente per essere in tono con la moto.


E cosa dire di Romano Cornale, che ha comprato un Guzzi Cardellino 75cc perché è della sua "leva" (1957), ha montato delle pedane posteriori per guidare disteso. Immediatamente è stato sopranominato il fachiro.



ROBERTO PATRIGNANI
 Il famoso giornalista "d'epoca" ha partecipato con una Moto Guzzi Nevada 750: all'apparenza voleva fare il turista, anche perché aveva la moto adatta. Poi alcuni "amici" lo hanno ripetutamente affiancato con i "ferri" d'epoca (tipo Ducati 350 Desmo): punzecchiato a dovere, all'opinionista del settimanale Motosprint,nonché autore di racconti indimenticabili, è toccato rispondere per le rime, lasciando forse perplesso qualcuno dei provocatori, ma con la proverbiale e consueta educazione.

INTRODUZIONE
  
CURIOSITA' E COLORE

 
L'ITALIA IN CALIFORNIA

 

NOTE DI COLORE, FATTI E CURIOSITA'


Quest'anno, in occasione del ventennale della manifestazione il buon Sabatini
(patron organizzatore della Mi-Ta) ci ha riservato un cena colossale (foto 1447a-1449a) nel suo paese S. Martino in Colle (Perugia), con tanto di torta raffigurante l'Italia e il percorso. (foto 1460a-1461a): veramente una serata magica. L'edizione 2006 della Mi-Ta ha segnato il record storico di partecipanti: ben 265, di cui 113 italiani e 25 donne .

Le partecipanti in gonnella meritano comunque di essere menzionate, perché guidare moto di 40-50 anni fa non è propriamente una passeggiata! Purtroppo, non c'è spazio per tutte, anche se lo meriterebbero:


- Marlyna Schulz, Olandese su Gilera Saturno 500.





- Giulia Eirale
, di soli 13 anni! su sidecar Guzzi Galletto guidato dal super nonno Attilio.

- Claudia Hartkopf, tedesca su Motobi 250.

- Ombretta Bonvicini su Honda cb 750





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I NUOVI PERSONAGGI
 
L'ITALIA IN CALIFORNIA

 


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L'ITALIA IN CALIFORNIA


E ora passiamo alla mia compagna di viaggio di quest'anno
. La Guzzona è un bel bestione viaggiante che offre comfort, posizione di guida ottimale, buon riparo aerodinamico, adeguata capacità di carico. Chiaramente, non bisogna aspettarsi le caratteristiche delle moto precisine giapponesi o tedesche: i comandi, in generale, e la trasmissione sono un po' "maschi", altrimenti che Guzzi sarebbe? In compenso, a dispetto dell'impronta estetica mite, la California si concede volentieri a una guida briosa, dove emerge il cuore e lo spirito della moto italiana d.o.c. Bisogna prendere le misure con il cambio a bilanciere insieme alla sua "corsa lunga" e con la frenata integrale, che per altro ha un comportamento più che onesto.

CUORE GENEROSO Il motore, dal canto suo, è forte e frulla bene: ha sempre un bel carattere, forte ma non cattivo,abbastanza brillante ma mai scorbutico. Sul veloce innesta qualche piccolo ondeggiamento dovuto alla mole e alla ciclistica da viaggio, ma con passeggero e bagagli diventa incredibilmente quasi perfetta. In curva, conviene comunque non esagerare con le pieghe (di cui la moto sarebbe tranquillamente capace) onde salvaguardare ipedanoni un po' troppo vicini all'asfalto. Ciò, ovviamente, emerge solo in caso di guida sportiva. Diverte, questa moto e fa venire voglia di partire, anche senza meta; ti consente di ammirare il paesaggio senza essere troppo impegnati.


TANTO PESO MA IN BASSO Il peso e gli ingombri sono importanti: per il primo (263 chili a secco), sono d'aiuto il baricentro e il piano sella (780 mm) bassi oltre all'ampia leva offerta dal manubrio (815mm)
, che consente di manovrare con discreta disinvoltura la moto. Per gli ingombri, vabbè, qui c'è poco da fare. Ma se volete una motona, questo è il prezzo da pagare.

QUESTIONE DI CUORE A proposito di prezzo: oltre 16.000 euro non sono noccioline, soprattutto considerando che la concorrenza tedesca, giapponese e americana in questo campo è a dir poco valida. Ma la scelta di una Moto Guzzi California non si fa paragonandola alle rivali sul mercato. Si fa con il cuore e con la passione: e in quanto a cuore, sfido chiunque a trovare una due ruote che ne abbia uno più grande. Qualche difettuccio? Pronti: cavalletto laterale, comodo da estrarre, ma scomodo da far rientrare: il punto di aggancio è abbastanza lontano e se non si hanno gambe da cestista non si raggiunge l'appiglio. Poi, una volta "arpionato", si chiude con eccessiva violenza (molla reattiva). Parabrezza: sarebbe preferibile regolabile sia in altezza che in inclinazione: non siamo alti tutti uguali!


Manca anche l'orologio: una volta si rimediava togliendolo dal polso e allacciandolo al manubrio, ma oggi mi sembra un anacronistico, anche perchè durerebbe un millisecondo al primo autogrill. Vedrei bene un analogico anche con funzione cronometro, con stile retrò e grafica dell'epoca dei marchi storici legati al mondo dello sport, come Breitling, Veglia, ecc.

ELETTRICHE Anche le belle borse laterali potrebbero essere corredate da chiusure elettriche comandate a distanza. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che queste modernità mal si adattano a un modello Vintage; io non sono d'accordo, l'importante è mantenere lo spirito e lo stile, ma la comodità e la funzionalità possono e si devono integrare sui mezzi moderni, come d'altra parte sono riusciti con la meccanica. Non credo che il cliente tipo di questo modello Guzzi, pur legato alle tradizioni, sia infastidito da migliorie traducibili in comfort, specialmente nei lunghi viaggi. Ad ogni modo è una moto che la gente, a tutte le età, continua ad ammirare. Per la cronaca, guasti o anomalie da segnalare sulla Vintage non ne ho.  

Non rimane altro che rimandare l'appuntamento all'edizione 2007, con l'invito per tutti a partecipare: sicuramente è più bello viverla la Milano Taranto, piuttosto che soltanto leggere una storia raccontata. Il mezzo non conta, va bene qualsiasi due o tre ruote. Conta esserci. E con lo spirito giusto. www.milanotaranto.com


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