Autore:
Michele Losito


GOMME PER TUTTI
La Casa francese è all'avanguardia nella ricerca sull'accoppiamento di due mescole su una stessa carcassa di un pneumatico. Dopo aver utilizzato con successo questa tecnica nelle gare di più alto livello, infatti, nel 2005 ha messo in commercio la prima gomma racing a doppia mescola omologata per la strada: la Pilot Power Race. Nel 2006 è stata la volta della Pilot Power 2CT (che sta per Two Compound Tecnology) adatte soprattutto alle moto sportive di grossa cilindrata. Adesso arriva sul mercato la nuova Pilot Road 2, un prodotto anch'esso bi-mescola ma sviluppato per un più ampio spettro di utenti, quelli che hanno scelto come propria moto una delle tante sport tourer sul mercato o una naked di medio-grossa cilindrata.

DANZANDO SOTTO LA PIOGGIA Da studi svolti dalla Michelin è emerso che gli utilizzatori di questo tipo di moto, tra le diverse doti richieste alle proprie gomme, danno particolare importanza alla tenuta sul bagnato. Per ottimizzare il comportamento in questa situazione specifica è necessario, però, utilizzare mescole particolarmente morbide. Il rischio è quello di compromettere così la resa chilometrica della gomma, a causa della minore resistenza all'usura di una mescola meno dura. Era quindi necessario trovare il grip voluto nelle condizioni di scarsa aderenza senza accorciare eccessivamente l'"aspettativa di vita" del pneumatico, un altro parametro a cui i motociclisti tengono molto.

QUADRATURA DEL CERCHIO Partendo da queste due esigenze contrapposte, tenuta sul bagnato e durata, i tecnici francesi hanno trovato una brillante soluzione accoppiando due tipi di mescole con caratteristiche di durezza diverse sullo stesso pneumatico. Il Pilot Road2 utilizza quindi questa tecnologia per garantire la migliore tenuta possibile su asfalto a scarsa aderenza e al tempo stesso la più alta resa chilometrica della categoria. Per non farsi mancare nulla, inoltre, le mescole sono differenziate anche tra anteriore e posteriore, dato che alle due gomme sono richieste prestazioni diverse.


VERBA VOLANT
Siccome però non sta bene dichiarare di essere i migliori senza dimostrarlo in qualche modo, il colosso francese per questo prodotto strategico ha deciso di mettersi davvero alla prova, chiedendo ad un Ente indipendente (il francese C.E.R.M) di confrontare il loro nuovo nato con i suoi diretti concorrenti. Il test comparativo si è concentrato su due soli parametri: tenuta sul bagnato e durata del battistrada, quelli cioè considerati più importanti in sede di progetto. Il risultato mostratoci alla presentazione stabilisce che il Pilot Road 2, nella classica misura 120/70 anteriore e 180/55 posteriore, ha raggiunto lo scopo posizionandosi in testa alle classifiche stilate in entrambe le situazioni.

MORBIDA SOLO DOVE SERVE Per raggiungere questo importante risultato, le Pilot Road 2 utilizzano la carcassa delle conosciute Pilot Road che viene ricoperta secondo uno schema differente tra pneumatico anteriore e posteriore. Sono tre le mescole utilizzate sulle Road 2: il posteriore utilizza la più dura delle tre per la fascia centrale del pneumatico e la media per le spalle, l'anteriore invece utilizza la media per la zona centrale e la più morbida per la parte più esterna dei fianchi.


DUE GOMME IN UNA
Sono differenti anche le percentuali di ripartizione delle mescole sull'anteriore e il posteriore. Mentre il primo utilizza sul profilo una distribuzione percentuale del tipo 20-60-20 tra mescola morbida e intermedia, dietro la suddivisione è al 40-20-40 per cento tra mescola intermedia e dura. In questo modo, a moto dritta si viaggia utilizzando principalmente la mescola più dura dietro - a favore quindi della resa chilometrica - e solo l'intermedia davanti. Già dai primissimi angoli di piega, invece, entrambe le gomme poggiano sulla stessa mescola intermedia, ottimizzando quindi la neutralità di comportamento in questa fase critica. Quando poi si ha voglia di divertirsi, si può contare anche sulla mescola più morbida dei fianchi dell'anteriore, per avere il massimo grip nelle pieghe più accentuate.

PROFILO APPUNTITO Mentre il posteriore come forma ricalca quella del corrispondente Pilot Road, il profilo dell'anteriore del Pilot Road 2 è stato modificato per ottenere una maggiore reattività della moto. Adesso si pone a metà strada tra il Pilot Power e il Pilot Road, con spalle più verticali e una maggiore velocità di caduta in curva rispetto al pneumatico da cui deriva. È nuovo anche il disegno del battistrada su entrambi gli assi: in questo caso l'obbiettivo era quello di espellere la maggior quantità d'acqua possibile mantenendo inalterata la quantità di gomma a terra. Per ottenerlo, la larghezza degli intagli cresce progressivamente dal centro verso i bordi della gomma e gli intagli sono alternati lungo la circonferenza. In questo modo, tra l'altro, si riesce ad evitare usure squilibrate della gomma stessa.


PIEDI AL CALDO
Il tempo di riscaldamento di una gomma e la sua tenuta sotto i forti stress termici sono un dato significativo per giudicarlo positivamente o meno. Da tempo viene utilizzata la polvere di silice per ottenere le migliori prestazioni da questo punto di vista e Michelin è stata antisegnana anche in questo, dato che risale ai primi anni 90 la sua sperimentazione delle mescole al silice nelle gomme rain da GP. Le Pilot Road 2 utilizzano una silice di seconda generazione, la cui polvere è più fine e si amalgama in maniera più uniforme nella mescola. Il risultato è una maggiore velocità di riscaldamento e una maggiore stabilità termica sotto sforzo. Nel caso del pneumatico posteriore, inoltre, il fatto che una parte di mescola intermedia tocchi il suolo anche in rettilineo contribuisce al più veloce raggiungimento della temperatura di esercizio.

TEST SPRINT Per il test su asfalto asciutto siamo stati portati sulle vertiginose curve delle Gorges du Verdon, in Francia, dove ci aspettava un folto gruppo delle più recenti sport tourer e delle più vendute naked. Le indicazioni erano semplici: seguire su un anello di un centinaio di chilometri l'apripista Michelin per conoscere il comportamento della gomma nel misto. Da nessuna parte però c'era scritto che avremmo tenuto un passo da "prova speciale"... L'efficacia del nuovo profilo all'anteriore e la velocità di riscaldamento sono le caratteristiche che più sono uscite esaltate da questo campo di prova. Alla maneggevolezza già nota delle Pilot Road, quindi, lenuove Road 2 aggiungono una velocità di discesa in piega e una comunicativa in percorrenza sconosciute alle gomme da cui derivano. In più, queste prestazioni sono ottenibili dopo un tratto di "riscaldamento" eccezionalmente breve.


IMPERTURBABILI
La grande sensazione di grip offerta da queste coperture permette quindi di tenere un passo sostenuto anche con moto di notevole stazza, come la Yamaha FJR 1300 o le BMW K1200 S e R che ho provato durante il test, potendo contare su capacità di trazione notevoli anche a fronte di coppie e pesi elevati (solo sulla K1200 a fine giro il posteriore mostrava segni di affaticamento) e su una rassicurante neutralità di comportamento quando si passa con le ruote su un'alternanza di zone di asfalto asciutto e umido. Non male anche la scarsa tendenza a raddrizzare la moto quando si è costretti a pinzare in curva, cosa che ho dovuto sperimentare più di una volta nel tentativo di non perdere troppo il contatto con il nostro indiavolato apripista nel toboga lungo il Verdon...


PIOVE? POCO IMPORTA
Dopo il test su strade normali è stata la volta di provare queste gomme per quello che sono state progettate, cioè offrire prestazioni particolarmente buone su asfalto a scarsa aderenza. Per l'occasione Michelin ci ha portato su un circuito di prova allagabile a piacimento e ci ha messo a disposizione una coppia di moto identiche ma gommate una con le Pilot Road e una con le Pilot Road 2.

A PROVA DI TELEMETRIA Per sostenere le sensazioni provate in questo test con dati oggettivi, le moto erano dotate di telemetria della 2D e a fine giornata è stato possibile commentare i risultati della prova. Non bastasse, per commentare i dati della telemetria raccolti sul circuito di test allagato Michelin ci ha fatto la sorpresa di portare nientemeno che Colin Edwards e il tecnico telemetrista che lo segue in MotoGP per spiegarci come la corrispondenza che esiste tra dati matematici e sensazioni di guida. Come dire, anche noi giornalisti ci siamo sentiti piloti ufficiali per qualche minuto...


SULLE UOVA
Il test sul bagnato approntato dalla Casa francese è stato volutamente estremizzato, tanto è vero che prima di entrare in pista ci è stato detto che il grado di aderenza sarebbe stato prossimo allo zero. In una condizione assimilabile, quindi, a quella di asfalto non solo bagnato ma anche sporco o ghiacciato: concludere il test con le Pilot Road tradizionali in queste condizioni è stata un'esperienza abbastanza terrorizzante, che ha fatto ancor di più risaltare i risultati raggiunti con le nuove coperture. Con le quali le perdite di aderenza in accelerazione non venivano annullate, ma diventavano molto più progressive; la direzionalità era molto più precisa, dando tanta sicurezza in più al pilota e fluidificando molto la sua azione nel passaggio dalla condizione di moto dritta a quella in piega. Non ultimo, anche in frenata ci si poteva fidare molto di più a stringere la leva, ricevendo dalla gomma informazioni più precise sul grado di aderenza.


DATI ALLA MANO
Dopo aver sperimentato dal vivo quanto conti fidarsi di una gomma quando c'è poca aderenza, è stato interessante verificare con i dati della telemetria come si trasformassero in risparmio di tempo sul giro le migliori doti di grip delle Pilot Road 2. Confrontando i grafici dei due giri migliori fatti con le due gomme diverse si nota come è più intensa la forza applicata alla leva del freno, è più decisa l'azione sull'acceleratore ed è più alta la velocità di ingresso in curva e di percorrenza. Tutto questo è valso un differenziale di 6/7 secondi sul giro, un'infinità, tenendo conto di quanto era corto il tracciato di prova e del numero limitato di giri fatti con entrambe le gomme.

GAMMA AMPIA Infine, uno sguardo all'offerta di misure per queste gomme che, lo ricordiamo, sono adatte a tutte le sport tourer - anche non recentissime - e nude del mercato. Le misure disponibili sono numerose e vanno dalla 110/70 ZR 17 alla 120/70 ZR 18 per l'anteriore e dalla 150/70 ZR 17 alla 190/50 ZR 17 per la posteriore. Per il momento le Road 2 affiancheranno le Road tradizionali in mescola singola, che rimangono anche come gomma di primo equipaggiamento, mentre le nuove gomme esistono per ora solo come ricambio.

Tutte le misure
Anteriore:

110/70 ZR 17
110/80 ZR 18
120/60 ZR 17
120/70 ZR 17
120/70 ZR 18

Posteriore:
150/70 ZR 17
160/60 ZR 17
160/60 ZR 18
170/60 ZR 17
180/55 ZR 17
190/50 ZR 17