Autore:
Alessandro Codognesi

MISSIONE COMPIUTA Missione compiuta. Gianclaudio Aiossa, 33enne di Caserta, è riuscito nella sua mission: in soli 13 giorni ha percorso tutta la Transiberiana in sella a una Yamaha MT-09 Street Rally, un percorso che come punto di partenza aveva la sede di Yamaha Italia (Gerno di Lesmo) e come punto di arrivo Vladivostok, all’estremo oriente della Russia. Tradotto in numeri fa 12.188 km, con una pazzesca media di quasi 938 km al giorno.

TAPPE Il suo chiaramente non è stato un viaggio improvvisato ma una missione progettata nel tempo, pensata e ragionata. Ma d’altra parte, Gianclaudio Aiossa è specializzato in traversate in moto, e più estreme sono e più gli piacciono. Partito lo scorso 15 luglio da Gerno è arrivato il 28 luglio a Vladivostok (Russia) sul Mar del Giappone, attraversando 7 Paesi (Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia e Russia) in 13 tappe in totale (Cracovia, Ludza, Mosca, Cheboksary, Ufa, Ishim, Novosibirsk, Kansk, Irkutsk, Chita, Skovorodino, Khabarovsk e Vladivostok). Un'impresa resa ancora più ostica dai diversi fusi orari (per esempio +3 ore Mosca, +9 ore Vladivostok). A "vegliare" su di lui, come una sorta di Grande Fratello, l'occhio del portale "Le strade italiane più belle da percorrere in moto" e una mappa interattiva aggiornata direttamente da Aiossa tramite un app chiamata Youposition (e trasformata in cartina sul portale) che ha reso possibile seguirlo da vicino (qui il link della mappa interattiva con un sacco di foto nelle varie tappe).

L'AIOSSA PENSIEROSono davvero emozionato per aver concluso questa grande impresa" ha dichiarato Aiossa al termine della sua Odissea, per poi spendere qualche parola di elogio per la sua fedele compagna di viaggio: "Dopo le tante settimane passate su Google Maps alla ricerca delle vie migliori per raggiungere la meta, esserci arrivato rispettando i tempi e soprattutto senza particolari intoppi mi sembra un sogno. La Yamaha MT-09 Street Rally è stata grandiosa rispondendo sempre alle mie richieste su strade complicate e ovviamente a me sconosciute. Le sospensioni impostate fin dall’inizio più morbide hanno fatto il loro dovere su tutti i tipi di asfalti incontrati, così come il motore, sempre pronto, che mi ha dato grande fiducia: ho guidato praticamente sempre con la mappatura B, più soft e gestibile in caso di imprevisti. Per non parlare dell’ABS, fondamentale per rimanere in piedi malgrado tratti di strada più simili al ghiaccio che al cemento. Un lungo viaggio, durante il quale ho potuto incontrare, anche se per pochi istanti, luoghi, persone e paesaggi che mi rimarranno per sempre nel cuore”.