Autore:
Alessandro Codognesi

ESPECIAL Esagerata. Questo il primo aggettivo che viene in mente guardando le foto della R1 by Sesto Cycles, una special su base R1. Ed è ben più special che normal: il componente in comune pare essere il motore (anche se la bombola a mo’ di NOS suggerirebbe il contrario), per il resto, nulla è rimasto di serie. Non per nulla la moto ha vinto il premio Custom Showdown Pro Builder Contest, un concorso del Salone di Long Beach, dove la R1 di Sesto ha fatto la sua prima apparizione.

COME TI DESCRIVO Tanti e tali sono i particolari inediti di questa R1 by Sesto Cycles, da poter parlare di una nuova moto. Il preparatore californiano, infatti, ha optato per rimuovere completamente la forcella in luogo di uno sterzo indiretto, una sorta di forcellone monobraccio che comanda una ruota da 240, esattamente come quella posteriore. La lista comprende anche cerchi lenticolari e livrea dedicata, suggerita dalla divisione strumenti musicali della Casa di Iwata. Si continua con il logo, il primo di Yamaha fatto da una fenice e un solo diapason, e i cornetti d’aspirazione a vista, che ricordano le canne di un organo.

DOMANDE? Non è solo un bell’oggetto la R1 by Sesto Cycles, ma a quanto pare si lascia anche guidare. Se non ci credete, sappiate che Tony Sesto, proprietario dell’officina, ha personalmente cavalcato la moto dall’officina alla fiera, in totale circa 36 chilometri, e pare ne sia rimasto più che soddisfatto. Genio o follia? Ai posteri l’ardua sentenza.