Autore:
Alessandro Codognesi

ALEA IACTA EST È fatta: dal primo novembre 2012, a Roma, i motoveicoli Euro 0 e Euro 1 non potranno più circolare all'interno dell'anello ferroviario. A stabilirlo è la delibera 242 dell’Amministrazione Comunale, che comprende moto e ciclomotori, senza fare distinzione tra motori a due o a quattro tempi. La notizia è abbastanza agghiacciante, anche considerato il fatto che, a quanto ci risulta, non è stata presa in considerazione nemmeno la lettera di protesta del CIM (Coordinamento Italiano Motociclisti). E non ci sono sconti: se avete un motoveicolo Euro 1, dal prossimo 1 novembre non si entra più nella cerchia ferroviaria, nessuno escluso.

DICIAMO LA NOSTRA Francamente, non possiamo che affiancarci alle proteste avanzate dalla FMI, la Federazione Motociclisti Italiani, che ha tentato di persuadere l’Assessore Marco Visconti a modificare la delibera. Purtroppo, con scarsi risultati. Nella lettera, tra le altre cose, si sottolineava come le moto Euro 1 contribuiscono all’inquinamento globale per una percentuale infinitesimale: ricordiamo infatti che, a differenza delle auto, le moto catalogate Euro 1 sono prodotte dal 1999 al 2004. Altro punto fondamentale è che oltre 90 mila pendolari saranno obbligati a rinunciare al proprio mezzo, e non parliamo di motociclisti ma anche scooteristi. E vista la delicata situazione economica in Italia, difficilmente questo sarà uno stimolo a cambiare mezzo. Piuttosto, a svenderlo.

NON SOLO, MA…Altro punto: non è affatto detto che la delibera 242 sia la panacea di tutti i mali per il traffico, anzi potrebbe addirittura peggiorare la situazione, qualora i motociclisti ostracizzati dall'anello decidessero di passare all'auto. Si è stimato infatti che se tutti riuscissero a muoversi con mezzi a due ruote, il traffico (decisamente congestionato in quel di Roma) potrebbe ridursi di circa il 40%; andando a colpire i mezzi a due ruote, invece, il risultato potrebbe essere di aumentare e il traffico, e l’inquinamento, con più auto circolanti. Oltre ad accrescere disparità tra chi può ancora permettersi un veicolo a due ruote e chi, al giorno d’oggi, non può più.

DOVE ANDREMO A FINIRE D’altronde, città come Milano o Londra, hanno lasciato libero l’ingresso ai motoveicoli (non si paga il ticket), visti i molteplici benefici: abbattimento dei gas, più parcheggi liberi e traffico inferiore. A Roma, invece, vanno controcorrente, forse per rialzare il mercato delle due ruote, negli ultimi tempi sempre più nero? Ma se così fosse, vietato sottovalutare l'effetto rebound, che invece di alimentare le vendite finirebbe col deprimere ulteriormente il mercato. Se ne renderanno conto in comune a Roma?


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