Autore:
Alessandro Codognesi

HIPSTER CHE FISSA! Prima di venire flagellato verbalmente da chicchessia faccio una doverosa premessa: tutto quello che ho scritto nei paragrafi che seguono è a carattere scherzoso, non leggeteci nessun tipo di offesa. Ma bando alle ciance: che abitiate nella desolata pianura dell’Oltrepò pavese come nel centro di Milano, di sicuro avrete avuto a che fare con un hipster. Vestiti in modo quantomeno bizzarro, con una cura maniacale del dettaglio deliberatamente non curato, gli hipster hanno preso possesso da un paio di anni anche del pianeta moto. Parlo di Milano perché io vivo qui: a loro è dedicato addirittura un intero quartiere, il famigerato quartiere Isola, ormai tempestato di negozietti a tema cafè racer, tavole da surf, bici a scatto fisso e così via. Ma non è solo questo: ecco una lista dei 10 dettagli che il motociclista hipster non può proprio farsi mancare. E state attenti: basta possederne più di 3 per rientrare nella categoria!

1 LA BARBA Primo accessorio irrinunciabile del motociclista hipster è la barba lunga. Ma attenzione, non una barba qualsiasi: apparentemente incolta e tenuta a casaccio, la barba hipster riceve più cure e attenzioni di un pechinese nano. La peluria folta il giusto, il colore uniforme e anche la consistenza stessa, tutto è sottoposto a ore di check-up e revisioni per raggiungere il volume corretto e la forma perfetta. Arte topiaria applicata al pelo, manco fosse un neonato da allattare ogni 3 ore. Non è tutto: la maggior parte degli hipster indossa magliette con frasi a effetto tipo “C’è un nome per gli uomini senza barba: donne”, giusto per farvi sentire degli sfigatelli se non l’avete. E niente paura: se sulle vostre guance cresce un pelo ogni quarto di miglio, oggi esistono prodotti per avere una barba folta e rigogliosa come un campo da golf. Non scherzo!

2 I TATTOO Avere i tatuaggi per un motociclista hipster è un dovere ancor prima che un diritto. E sono tutti a tema “uomo rude”: ancore, rose rosse e danzatrici balinesi. Anche se a Bali, nella maggior parte dei casi, non ci sono mai stati, difficile vederli al di fuori della provincia, a Voghera. Ma fate attenzione: se osservate bene, magari sulla caviglia o sulla schiena, nascosti tra le spennellate artistiche si celano tribali, ricordi di un’altra epoca o, peggio, inni alle moto sportive tipo “Honda CBR 4 life”, quando la moda erano la moto carenata e le decal tamarre. Bei tempi ahimè…

3 LA MOTO SPECIAL La moto ce l’hanno, i motociclisti hipster. Ma non hanno una moto qualsiasi: loro conoscono solo le special. Significa prendere una moto vecchia e semplice, pagare 50 euro ogni battito di ciglia del meccanico, rigorosamente vestito old-school con tanto di baffoni, e renderla unica e inimitabile, una sorta di ibrido cafe racer/scrambler/bobber/salsa, crauti e cipolla. Andate voi a spiegar loro che, oltre a non essere unici e inimitabili, l’ibrido con cui vanno in giro non frena, non curva e non accelera. In sostanza, girano con carrelli della spesa a motore. Però stilosi!

4 MAI FARSI ACCOMPAGNARE Dite quello che volete ma io, un motociclista hipster, non l’ho mai visto arrivare all’aperitivo in dolce compagnia. Sarà per il sellino monoposto della sua special, sarà perché lui, ai locali, ci arriva quasi annoiato da quanto cucca (almeno a quanto racconta…), sta di fatto che, al bar, l’hipster ci arriva sempre in solitaria e col broncio dell’uomo rude. Però la sua special è sempre rigorosamente parcheggiata in prima fila. Questione di priorità!

5 ATTENTO AI CAPELLI Sopra la barba la chioma campa, per il motociclista hipster. Una chioma di capelli che, durante le riprese del film Troy, Brad Pitt si sognava. Un mix tra il biondo pompeiano e il moro perlato, se osservate con attenzione scoprirete di potervi specchiare nelle onde del suo capello fulvo. Sfoltiti con il cesello e allineati con la dima, tuttavia l’hipster se li nasconde sempre sotto a un cappellino di dubbio gusto che non perde occasione di indossare. O sotto il casco jet, aerografato da un artista hippie. E comunque, c’è una soluzione a tutto: agli hipster che lottano con tutti i mezzi contro il diradamento dei bulbi piliferi è consentito rasarsi a zero (o non levarsi mai il cappellino di dubbio gusto). Pur sempre con la barba, of course.

6 FUMATI 'STA SIGA Sigarette Marlboro? Commerciali e costose. La pipa? Non male, ma è da poeta dialettale. Il sigaro? Gustoso ma sembri il capo di un cartello colombiano. Per essere un vero motociclista hipster puoi fumarti solo il drum. E non di una marca qualsiasi: tabacco Golden Virginia rigorosamente rollato dentro cartine Rizla+. Mentre fuma, l’hipster vaga nel vuoto con lo sguardo, le gambe accuratamente accavallate sulla sua special, cercando di risolvere l’eterno dilemma “È nato prima l’uovo o la gallina?”. Non provate a disturbarlo mentre spipetta.

7 LA TAVOLA DA SURF Uscendo dal pianeta due ruote, c’è un’altra cosa che il vero motociclista hipster non può farsi mancare: la tavola da surf, usata come soprammobile in salotto. Sulla punta, solchi di scogli brasiliani. Appese al muro ai lati della tavola, artificiose foto vintage di surfisti impegnati in onde di 15 metri. Ma non fatevi ingannare: l’unica tavola con cui ha confidenza è quella che si apparecchia, le onde più grosse che ha visto sono quelle di Varazze. La tavola da surf, beh, quella l’ha comprata a un mercatino sui navigli di Milano.

8 FIXED BIKE Altra chicca che l’hipster non si nega è una bella passeggiata con la sua bicicletta a scatto fisso. Più pericolose di un cobra sotto anfetamine, più costose di un gioiello di Bulgari, le fixed bike (o a scatto fisso) sono bici con un solo rapporto e nessun meccanismo di ruota libera, ossia la pedalata è solidale con il movimento delle ruote. Per lo più, sono vendute senza sistema frenante. Cosa significa tutto questo? Che in città se non si è attenti, ma anche se lo si è, il rischio di finire nella prua di un tram è lo stesso che si corre giocando a mosca cieca su un campo minato: molto alto.

9 STREET FOOD ONLY A quanto pare, anche nel cibarsi i motociclisti hipster hanno un proprio credo. Una dieta più che altro, che è solo a base di street food: non riuscirete mai a coglierli in fallo, i piatti che mangiano hanno solo nomi inglesi o americani. Hamburger (pronunciato hhham-barger), fish and chips, pancake e così via. Spaghetti all’amatriciana? Una volta li hanno visti in un film neorealista. E nelle moto come nel cibo, il dettaglio fa la differenza: mangiano in piatti ricavati dalla coppa dell’olio di una moto, il bicchiere dell’acqua è un foglio di latta arrotolato che, una volta, era la tabella portanumero di una moto da flat track. Poi però, finito il pranzo, Amuchina come se piovesse, anche sui capelli. Quando nessuno li vede, chiaramente.

10 ABBIGLIAMENTO TECNICO? NO, GRAZIE Ultimo mattoncino del muro, il motociclista hipster ha una predisposizione naturale nell’evitare l’abbigliamento tecnico da moto. Evito le solite menate da motociclista bacchettone, ma a volte sembra vogliano sfidare la morte sull’altare dello stile e della cura per i dettagli: stivale da cowboy, jeans aderenti a mo’ di muta e risvoltati, calzino in filo di scozia scelto accuratamente e camicia a quadri abbottonata fino al mento. Che se cadi così, ti conci peggio che in un corpo a corpo con Mike Tyson e un branco di piranha messi a dieta da una settimana. Indossate qualche capo protettivo ogni tanto!

STAVO SCHERZANDO, EH! Non è mai carino catalogare le persone, perché ognuno è diverso dagli altri. Detto questo, a Milano ma non solo, la moda è linfa vitale della città stessa e quello degli hipster e delle special è un fenomeno che ha ormai assunto una rilevanza notevole e che muove montagne di euro, fortunatamente. Se siete tra questi o se per caso vi rispecchiate in qualche descrizione non vi offendete, anzi, vi offrirò una birra al prossimo aperitivo zona Isola!