Autore:
Luca Cereda


La gallery delle moto
Le ragazze degli stand

CAMBIO-CASA Da casello a casello, Padova-Verona conta un'ottantina di chilometri. Tanti quanti ne ha percorsi una parte della vecchia fiera "Bike Expo" per aggiungere la parola "Motor" al proprio nome e debuttare in una cornice fieristica più ampia e internazionale, quella di Verona appunto (a Padova nel frattempo e negli stessi giorni se ne è tenuta un'altra). Lungo la strada, però, l'evento non ha perso il suo spirito. Mura più ampie hanno abbracciato la gente di sempre, le moto di sempre e riproposto la solita doppia anima del Bike Expo: un effetto Dottor Jekyll e Mr Hyde che si coglie saltando da un padiglione all'altro, dalle "pianure delle forcelle lunghe e cromate" alla "Beverly Hills" dove alloggiano le firme.

SHOPPING ONIRICO Questione di numeri (dei padiglioni) e questione di gusti, insomma. Anche se poi l'appassionato non sta a far selezione, passa da un mondo all'altro in un pellegrinaggio onirico tutto suo. Supera l'ingresso e comincia a deambulare, perso nei colori del tuning e nelle forme di qualche bellezza un po' piccante. Di tanto in tanto butta l'occhio su una chicca che sulla sua moto non può certo mancare; e allora si ferma, apre il portafoglio, magari contratta il prezzo, e piano piano, di bancarella in bancarella, si carica di borse come un "vu cumprà".

GUINNES DEI PRIMATI Nel frattempo, consumando le suole sul pavimento dei padiglioni 1, 2 e 3, si rende conto di un fatto: che gli anni passano e di moto ne ha viste, ma ancora non ha ancora finito di scoprire quanto lunga possa essere una forcella o quanto bassa possa diventare una sella. Il tuning impera ed esalta la creatività dei bikers: c'è arte nella personalizzazione, tanto nella mano di chi intreccia cilindri,  quanto in quella di chi aerografa carene. E la fantasia sconfina: c'è la moto-serpente, la moto di superman, perfino la moto con la colonna vertebrale!

PRANZO SALATO Nelle casse gli AC/DC danno il cambio ai Metallica, i Metallica agli Iron Maiden, e via così. Uno sguardo all'orologio basta e avanza per decidere di trascurare temporaneamente le moto e concedersi una scappatella con salamelle e patatine fritte. Crisi o non crisi, in queste fiere la pausa-panino continua a presentare un conto salato; tra panino, birra e caffè partono una decina di euro come fosse "argent de poche". Qualcuno osa lamentarsi, ma senza insistere troppo; infondo ha macinato chilometri per venire a divertirsi, e da vedere c'è ancora molto. E fuori - dove fanno la salamella - fa freddo, c'è nebbia e ci sono poche moto.

GUARDARE, TOCCARE, NON ACCENDERE Si riprende con gli stand più patinati (sparsi tra i pad. 4, 5, 6 e 7), dove le Case appagano l'altra vena della passione: quella per le moto gioiello, belle e, in qualche caso, impossibili. L'appassionato ci sale su per un giro virtuale; non la può accendere, ma intanto valuta se la seduta gli va a genio e scatta qualche foto in posa plastica. Le grandi firme ci sono tutte, o quasi: Ducati, Honda, Suzuki, Kawasaki, Harley, Triumph, Yamaha, Aprilia, Bmw, ecc. In sostanza, ripropongono tutte alcune delle anteprime 2009 sfoggiate in occasione dell'Eicma, salvo qualche allestimento speciale.

INGORGHI ORMONALI Il filorosso tra il mondo delle custom, delle sportive e delle moto da turismo resta il corredo delle standiste, in taluni casi audaci quanto basta da creare ingorghi per il capannello che si forma attorno a certe moto e relative "pilote". Nel complesso, rispetto alle scorse edizioni padovane, gli spazi più larghi (72.000 metri quadri coperti) agevolano parecchio l'"idraulica" del traffico e la fiera calza più comoda alla struttura che la ospita.

ARRIVEDERCI ALLA PROSSIMA In compenso, si disperde un pochino di quell'atmosfera acquattata che mescolava i colori dei diversi modi di interpretare la passione motoristica, che stringeva chi progetta moto a chi traffica in pezzi di ricambio, affiancava muri di pellame (tute, stivali, borse) e banchi di ingranaggi più disparati. Il pubblico, quest'anno costretto a dividersi (o a sdoppiarsi) tra Verona e Padova, nonostante tutto dimostra di gradire; ruspante e entusiasta, in una fiera ancora fuori dagli schemi.