Autore:
Stefano Cordara

Oggi avreste dovuto trovare su MotorBox la prova dinamica dell'Aprilia RSV4 R, una delle moto su cui il marchio di Noale sta puntando di più per il rilancio. Milioni di euro spesi per un programma racing che è andato benissimo (basta vedere i risultati in superbike) e per sviluppare, da zero, una moto capace di mettere dietro le giapponesi battendole sul loro stesso terreno, come hanno dimostrato centinaia di prove in tutto il mondo.

La prova, invece, non c'è, rimandata a data da destinarsi a causa di problemi tecnici ai motori causati da bielle difettose. Ovviamente, in rete le voci girano alla velocità della luce e il passaparola fa sì che le notizie spesso arrivino distorte agli utenti finali che poi, alla fine, sono quelli che le moto le comprano e che le informazioni, invece, dovrebbero riceverle nel modo più corretto possibile.

Quindi ora si è creato una specie di "caso" RSV4R. Vediamo quindi di analizzare freddamente le cose cercando di chiarire alcuni aspetti della vicenda e di restare quanto più possibili aderenti ai fatti, in modo che tutti, poi, possano farsi le loro opinioni.

IL FATTO durante il primo giorno di test, riservato ai giornalisti stranieri (gli italiani erano previsti il secondo giorno) delle trenta moto messe a disposizione da Aprilia se ne rompono 5. Da controlli immediati si rivela che le rotture sono tutte dello stesso tipo, allo stesso componente (una delle quattro bielle), avvengono nello stesso punto e più o meno allo stesso chilometraggio (le moto erano tutte già state rodate per circa 300 km).

Dopo una verifica sul campo i tecnici ci spiegano che evidentemente il fornitore delle bielle, per un lotto di fornitura, non avrebbe soddisfatto le specifiche richieste da Aprilia. Le moto del Mugello sono di preserie e assemblate "fuori linea" per il press test, il lotto è già stato individuato e per questo motivo la produzione in linea della RSV4 R non subirà né arresti, né modifiche, né rallentamenti.

Spiegazione ufficiale, che ovviamente prendiamo per buona, anche usando la logica (come spieghiamo più sotto, il motore è di fatto identico a quello della Factory che non ha mai avuto problemi di questo tipo).

LE CONSEGUENZE A questo punto Aprilia decide, per tutelare la sicurezza dei tester di sospendere il test (il rischio che una biella venga "sparata" nel cambio con conseguente bloccaggio della ruota e caduta è reale). La prima giornata di prove viene sospesa dopo due sessioni in pista. Per il giorno successivo si cerca di avere altre moto ritirandole direttamente dalla linea di montaggio, ma un rapido controllo ai numeri di serie conferma che il lotto delle bielle montate sarebbe lo stesso di quelle difettose che hanno ceduto al Mugello per cui lo sforzo sarebbe del tutto inutile. Questo sempre secondo le dichiarazioni degli uomini Aprilia.

Si decide quindi di sospendere il test e rimandarlo a data da destinarsi. La conseguenza immediata è la perdita di un bel po' di migliaia euro per una presentazione finita nel nulla, pagine "bucate" sui giornali e sui siti web. La seconda conseguenza (molto più grave) è il rischio nemmeno troppo remoto che la voce del problema si sparga (come poi è successo), con una conseguente perdita di immagine per un prodotto su cui il gruppo Piaggio sta investendo moltissimo proprio per rilanciare il marchio Aprilia ai massimi livelli.

IL COMMENTO La rottura di qualche moto (di qualsiasi marca) ad un press test non è certo una novità, esperienze, anche personali, di 16 anni di test svolti sul campo me lo confermano. Nella mia carriera di pilota Endurance ho rotto e ho visto rompere motori di qualsiasi marca (giapponesi, ed europei) e che possa accadere una cosa del genere, quindi, non mi sorprende più di tanto. Un pezzo "fallato" rientra nella normalità delle cose, tanto che i richiammi sui veicoli (auto e moto) sono all'ordine del giorno.

A prescindere dal dispiacere che provo per accadimenti del genere, credo, in tutta sincerità, che Aprilia abbia preso la decisione più corretta fermando il test, tutelando quindi l'incolumità di chi le moto le doveva provare e quindi "mettendoci la faccia" ed esponendosi in prima persona. Ora, appare piuttosto evidente che essendo la "parte bassa" del motore RSV4 R identica a quella della Factory (a cambiare sono solo i coperchi e l'impianto di alimentazione) la cosa riguardi proprio un componente fuori tolleranza o con un trattamento termico effettuato in modo non conforme, e non un difetto strutturale o di progettazione.

Tanto che, da quanto ci risulta, nessun motore delle 1700  RSV4 Factory circolanti mondo fino ad oggi ha avuto problemi simili.
Ora, correttamente, da parte del Gruppo Piaggio nessuno ha chiesto ai giornalisti presenti il silenzio stampa sull'accaduto.

Sta quindi alla sensibilità e all'etica del giornalista e/o della testata la decisione sull'eventualità e sul modo di dare la notizia (che inevitabilmente è già circolata) ai propri lettori. Cosa fare quindi? Cercare il sensazionalismo a tutti i costi sparando la notizia senza dare spiegazioni o dando spiegazioni affrettate e quindi minando l'immagine del prodotto senza un motivo valido? Oppure tacere su tutto, visto che il problema è circoscritto a questi pochi esemplari preparati per la presentazione, rischiando così per passare per giornalisti "marchettari" al soldo delle Case? In rete si è letto un po' di tutto.

Dal canto mio ritengo che il lettore abbia il diritto avere accesso a tutte le informazioni e notizie possibili, ma anche che queste debbano essere date in modo corretto e quanto più possibile aderenti ai fatti. Per questo, per dovere di informazione, e non avendo la possibilità di "guardare" all'interno (del motore) abbiamo ritenuto opportuno chiarire come sono andate le cose e ci siamo limitati a riportare i fatti come sono avvenuti.

Di sicuro sparato così, in prima pagina, senza le dovute spiegazioni, questo inconveniente rischierebbe di incrinare l'immagine di una moto che con gli esemplari già circolanti ha invece già dimostrato di essere un modello riuscito sotto tutti gli aspetti.

La storia, anche recente, racconta di altri accadimenti simili anche nel mondo delle quattro ruote. Prodotti che da un "problema" arrivato all'improvviso, ma risolto sul nascere dalla Casa, ne sono usciti con un immagine addirittura rafforzata. Aprilia è una Casa seria, in questo caso bersagliata dalla sfortuna di un particolare che si è rotto nel momento sbagliato ma, per fortuna, prima che la moto arrivi dai clienti. Siamo sicuri che riuscirà a fare lo stesso, a uscirne a testa alta. La RSV4 R se lo merita, chi ci ha lavorato pure.


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