Autore:
Stefano Cordara

MISTER AMERICA Stavolta inizio dall'ultimo. Dall'ultimo arrivato, quel Ben Spies che, ammettiamolo, tutti aspettavano un po' "al varco" per capire cosa potesse fare con una Moto GP. L'americano (mai vista prima la Yamaha M1) infatti non ha deluso. Ben è uno tostissimo e sa sempre quel che fa. Non ha avuto fretta, ha preso le prove con calma, ha iniziato a spingere in prova conquistando una eccellente nona posizione e in gara è stato ancora più concreto mettendosi dietro fior di ufficiali senza avere il benché minimo timore reverenziale.

CLASSE INNATA Insomma, Spies ha preso questa gara come una opportunità in più per portarsi avanti in vista del campionato prossimo, ma ha già dimostrato che la classe non si dimentica cambiando categoria. È onesto, chiaro nelle analisi (la moto e le gomme stanno andando più forte di me), sa lavorare e combattere. Un talento (buon per Yamaha che di buoni adesso ne ha tre…) che se tutto va come deve l'anno prossimo sarà li nelle posizioni che contano, e state a vedere nei prossimi giorni di test, dopo che ha già "fatto la bocca sulla M1" dove sarà….


STONER MA CHE FAI? Alla fine però, meno male che c'era lui perché altrimenti la gara di Valencia sarebbe stata un altro capitolo noioso di questo campionato. Perso incredibilmente il mattatore Stoner (che in prova guidava in modo quasi animalesco la sua Desmosedici) per un high side nel giro di riscaldamento (!) la gara di Valencia ha avuto un copione già scritto allo spegnersi del semaforo.

CAMOMILLO FUGA SOLITARIA Pedrosa con il suo fantastico launch control è partito a razzo dopo tre curve era già in fuga una situazione perfetta per lui che quando non deve combattere a fa la sua strada è sempre incredibilmente efficace. Poi dietro gli altri, con Valentino che ha ancora una volta ribaltato una situazione grama in prova, conquistando un secondo posto che non servirà a niente ma fa sempre bene, anche perché dietro c'è Lorenzo, giusto per ribadire chi è che comanda in Yamaha.


AMERICANI OK La gara ha confermato anche la buona vena di Hayden che ultimamente si fa vedere un po' di più davanti e di Edwards che conferma una stagione molto costante e positiva per lui. Dietro ai fantastici 4 c'è quasi sempre stato lui e la conferma è il quinto posto in campionato davanti a un Dovizioso che qui a Valencia proprio non c'era. Gli altri come sempre hanno fatto le comparse, c'era chi era già in vacanza come Vermeulen o Toseland e chi era già con la testa sulla Honda (Melandri) e chi, forse si impegna ma ha i suoi limiti.

DUE GARE IN UNA Il risultato è che le gare sono sempre divise in due tronconi, davanti i quattro superuomini, dietro tutti gli altri con distacchi abissali (anche oggi Edwards è arrivato a 30 secondi). Speriamo che le forze nuove che da domani prenderanno posto sulle moto del 2010 cambino un po' le carte in tavola. Altrimenti a vincere sarà solo la noia.

CONTRADDIZIONI HONDA Chiudiamo facendo i complimenti ad Aoyama e alla Honda per aver vinto il titolo nell'ultimo anno della 250. Curioso il fatto che sia stata proprio la Casa che ha voluto affossare il 2 tempi e che è riuscita a imporre i suoi motori per la Moto 2 ad essere l'ultima vincitrice di una categoria che l'anno prossimo non ci sarà più...


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