Autore:
Stefano Cordara

IL RITORNO DEL CORSARO Dice bene un euforico Giovanni Sandi al termine di gara 1. Con un Biaggi e un'Aprilia così sarà dura… per gli altri. Il Corsaro domina Portimao con una doppietta perentoria cancellando in un colpo solo tutti i problemi che a Phillip Island avevano relegato l'Aprilia Alitalia più indietro di quel che tutti si aspettavano. Gare bellissime quelle di Portimao che ci hanno mostrato come quello che ci si attendeva dal Mondiale Superbike stia, in effetti, avvenendo.

LIVELLO ALTISSIMO Partito Spies, si temeva di vivere un po' un senso di vuoto; invece il livello si è alzato ulteriormente. Lo spostamento di alcune pedine (vedi Haslam in Suzuki e Checa in Ducati) hanno dato una bella rimescolata e il risultato è che in quattro manche abbiamo visto tre vincitori differenti. Questo 28 marzo però è una giornata che in Aprilia non dimenticheranno facilmente, la prima doppietta in Superbike è arrivata pulita, netta, con tutti i migliori in pista. Niente da dire.


UN MESE SPESO BENE È evidente che a Noale hanno impiegato molto bene il mese passato dalla gara australiana a quella portoghese. La RSV4 a Phillip Island pareva l'ombra di se stessa. A Portimao è tornata la moto da battere, come del resto si era visto nei primi test. La pista piace alla moto e piace a Biaggi che ha guidato alla grande tenendo a bada un arrembante Haslam che però sarà un serio problema per chiunque volesse il mondiale. Al contrario dei conterranei Rea e Crutchlow, il giovane Leon va fortissimo e non sbaglia niente, è sempre a posto fin dal venerdì. Insomma fa paura.

V4 IMBATTIBILE Se a Portimao è stato battuto da qualcuno, quel qualcuno è stato… il motore dell'Aprilia. L'imbarazzante superiorità meccanica del V4 italiano nulla toglie alla prestazione di Biaggi, anche se è un dato di fatto che il romano poteva permettersi di prendere qualche rischio in meno nel guidato visto che passava gli avversari sul dritto come niente fosse (12 km/h di differenza con Haslam in gara 2). Merito dell'ingegner Dall'Igna e al suo staff, quindi, che sono riusciti a creare un mostro.


CAMIER NEI PRIMI L'Aprilia va fortissimo, e per capirlo basta guardare anche alle prestazioni di Camier (che non è Nakano, e si vede), due volte quinto e capace di arrivare a tre secondi da Biaggi in gara 2 girando più forte del suo caposquadra e mancando il giro più veloce della gara per un centesimo di secondo. Zitto zitto l'inglesone si sta facendo avanti, scommettiamo che tra un po' sarà anche lui della partita? In un campionato sempre più "british" Jonathan Rea è invece quello che sta raccogliendo meno. Troppi errori di irruenza e anche una certa dose di sfortuna (motore rotto in gara 2) lo stanno togliendo dai protagonisti anche se il nordirlandese sembra aver trovato il bandolo della matassa con l'assetto.

DUCATI CHE SUCCEDE? Un bandolo che invece la Ducati Xerox pare aver perso del tutto: due piloti fuori alla prima superpole e scelte strategiche sbagliate (come quella di non montare la gomma da tempo a Haga) hanno portato ad una gara assolutamente opaca. La mancanza di feeling con l'anteriore e l'assetto non perfetto suonano un po' come una scusa per gli alfieri del team Xerox perché le altre Ducati a Portimao sono andate forte. Fabrizio, in effetti, è stato veloce in qualifica ma la caduta in superpole lo ha evidentemente condizionato.


SPINE GIAPPONESI Per Haga invece il discorso è diverso, il giapponese sembra in confusione, non è incisivo in prova ma soprattutto non lo è nemmeno in gara dove di solito si trasforma. Che la botta del campionato perso l'anno scorso sia troppo forte da assorbire? A Valencia, dove Haga storicamente va fortissimo, potremo capire qualcosa di più.

PRIVATO DI LUSSO Così a tener alto l'onore di Borgo Panigale pensa il Team Althea che ha in uno strepitoso Carlos Checa, la sua punta di diamante. Perché strepitoso? Perché con una moto semi-clienti (in evidente crisi velocistica rispetto alle factory che aveva davanti) è riuscito a restare aggrappato al gruppo di testa. Non sembra un fuoco di paglia, la sua costanza è premiata con un bel terzo posto in campionato.


TORNA LA YAMAHA Risolleva la testa, almeno in parte, anche la Yamaha. Cal Crutchlow l'ha riportata in pole con un giro stratosferico dove ha abbattuto il record della pista del suo predecessore Ben Spies. Poi però due partenze così così lo hanno messo in difficoltà. In Gara 1 è anche caduto, ma in Gara 2 il podio non gliel'ha tolto nessuno. La R1 pare ancora un po' carente in velocità massima, ma il podio sembra comunque alla sua portata. Del resto non va dimenticato che Crutchlow (sempre più veloce di Toseland) è pur sempre un esordiente e non tutti gli esordienti sono Spies…

BMW PASSIN PASSINO Se l'Aprilia è avanzata a passi da gigante, la BMW fa passi più piccoli, ma progredisce anche lei. La moto appare decisamente migliorata, va forte in qualifica e Corser è ormai abbonato alle prime posizioni nei primi giri. Poi la S1000RR mangia le gomme e le posizioni scendono. Ma l'impressione è che la cura Tardozzi stia iniziando a dare i suoi frutti e che non ci sarà da attendere molto per vedere anche una S1000RR a dare battaglia davanti. Come se davanti non fossero già abbastanza…

ESORDIO VINCENTE In BMW si potranno consolare con l'esordio vittorioso nella coppa del Mondo Stock. Ayrton Badovini l'ha portata subito sul gradino più alto del podio confermando che la moto di serie è incredibilmente competitiva e che le Superbike sono davvero un'altra cosa. Complimenti anche a Michele Pirro per la prima volta sul podio del Mondiale Supersport in una gara combattutissima vinta dal suo compagno di squadra Sofuoglu davanti a Lascorz.


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