Autore:
Stefano Cordara

STONER IL FENOMENO C’è ben poco da dire sulla gara di Silverstone e quel poco lo possiamo riassumere così: Stoner e la Honda non lasciano scampo a nessuno. Pioveva a dirotto in Inghilterra, per tutti tranne che per il fenomeno di Kurri Kurri, che guidava la sua RC212 come fosse sull’asciutto. Mai una sbavatura, mai un mezzo lungo, sempre perfetto. L’impressione è che Stoner, pur girando più forte degli altri piloti in pista, non avesse mai realmente spinto al limite. Per lui sul bagnato c’è solo una parola: impressionante.

SPROFONDO ROSSI Impressionante, ma al contrario, era invece Valentino Rossi. Da che mi ricordi non ho mai visto il Pesarese partire così indietro (tranne quando era stato retrocesso in Qatar) e stavolta nemmeno il bagnato lo ha aiutato. Se per Stoner la pista era asciutta, per Valentino pioveva di più che per gli altri. Guidava letteralmente sulle uova una Ducati instabile che metteva paura anche a vederla in TV.

DISTACCHI DA TROFEO Stavolta Rossi non è riuscito mai a trovare il bandolo della matassa, mai incisivo, indietro con distacchi abissali, tipo quelli che si trovano nei trofei dove i primi sono fortissimi e gli ultimi sono amatori che vanno lì per divertirsi. Rossi ha penato sia con l’asciutto sia con il bagnato, messo dietro in prova perfino da Karel Abrham (oltre che da Hayden che invece guidava decisamente meglio e ha fatto anche il giro più veloce della gara). La pista inglese ha detto davvero male al binomio italiano che qui è apparso in crisi nera. Alcune considerazioni di Guareschi riportano all’anno nero di Melandri: Rossi e il suo staff non sono mai riusciti a far lavorare bene le gomme sulla Desmosedici, a farle andare in temperatura, e quando le gomme non si scaldano c’è poco da fare, non vai avanti.

SESTO MA A UNA VITA Le cadute degli altri hanno salvato la situazione in gara; il sesto posto è stato preso come manna dal cielo e così il quarto in Campionato. Ma stavolta, a parte l’insperato quarto posto in Campionato, il bicchiere mezzo pieno non c’è, prendere un minuto dal primo è francamente troppo.

ERRORI A GO GO È stata la gara degli errori, anche se su un fondo insidioso come quello di Silverstone (ci ho girato ed è insidioso anche sull’asciutto) non si può certo colpevolizzare nessuno per le scivolate. Lorenzo le ha provate tutte per limitare i danni e restare nella top 3, ma è volato via alla prima curva dopo il traguardo. Spies ha fatto lo stesso e poco dopo è toccato a Simoncelli in piena bagarre con un bravissimo (se lo merita proprio) Dovizioso che staccava da paura e ha guidato in modo eccellente la sua Honda.

DOVI LA FORMICA ATOMICA Andrea la formichina continua a racimolare punti preziosi, è terzo nel mondiale e nemmeno così lontano da Lorenzo. Per essere uno che si sta giocando il posto in HRC Andrea sta lavorando benissimo. Simoncelli invece continua la sua serie negativa. Marco sembra un po’ il Lorenzo di qualche anno fa. Velocissimo sempre, vicino ai migliori sempre, riesce sempre a rovinare in gara il buon lavoro fatto durante le prove. Una volta è la pioggia, una volta l’errore, alla fine il potenziale è grande e i punti portati a casa pochissimi.

GRANDE EDWARDS Per gli altri che dire? Edwards eroico si prende il podio in un giorno difficilissimo, in cui era più facile cadere che stare in piedi e con una clavicola scassata; Bautista ha fatto vedere buone cose con la Suzuki, poi il buio. Vedere gente doppiata in MotoGP quando si è in pista in 11 dovrebbe far riflettere…


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