Autore:
Giovanni Zamagni


DOMINATORE
Dopo quanto aveva fatto in prova, Casey Stoner non poteva perdere. E infatti ha vinto dominando dal primo all'ultimo giro, come tante volte gli era riuscito nella passata stagione. Un successo significativo, perché rappresenta il ritorno della Ducati ad altissimi livelli, dopo un inizio di stagione obiettivamente al di sotto delle aspettative. Qatar a parte, dove Stoner aveva vinto compiendo un mezzo miracolo, nei successivi GP la GP8 aveva mostrato parecchi limiti, che nemmeno la classe del campione del mondo aveva potuto colmare.

GRANDE REAZIONE Le grandi difficoltà a Jerez e all'Estoril, la sconfitta della Cina, su una pista particolarmente favorevole alla Ducati, la rottura del motore a Le Mans avevano dimostrato che la GP8 era inferiore sia alla Yamaha sia alla Honda, con prospettive per il futuro poco esaltanti. Ma a Borgo Panigale non si sono persi d'animo, hanno reagito alla grande e in poco tempo hanno messo a punto un nuovo sistema elettronico della gestione del motore, che Stoner ha subito promosso dopo averlo provato a Barcellona il giorno dopo il GP.


MAGIE ELETTRONICHE
Galvanizzato da questa evoluzione, l'australiano è arrivato a Donington in grandissima forma, sorridente e tranquillo come non si vedeva da tempo. E i risultati si sono subito visti, con Casey imprendibile in ogni turno di prove, con l'asciutto e con il bagnato, nel warm up e, infine, in gara. Non è stato un bel GP, come purtroppo accade sempre più spesso, con pochi sorpassi e posizioni cristallizzate fino al traguardo. Soltanto all'inizio c'è stato un po' di spettacolo, per merito di Andrea Dovizioso, velocissimo nei primi giri, e di Valentino Rossi e Daniel Pedrosa, che si sono scambiati la seconda posizione per quattro volte.


LA SPAGNA PERDE (ALMENO IN MOTO...)
Ma ancora una volta, lo spagnolo ha preso paga, mostrando tutti i suoi limiti nella sfida ravvicinata. Partito dalla terza fila, Pedrosa ha rimontato alla svelta e una volta in scia a Rossi sembrava addirittura averne di più, tanto da passare per due volte alla fine del rettilineo dei box. Ma poi Daniel ha commesso un errore in frenata alla chicane, confermando di subire la pressione di Valentino, decisamente più a suo agio nel corpo a corpo.

MONDIALE A TRE Adesso la classifica generale dice: primo Rossi, secondo Pedrosa a 11 punti, terzo Stoner a 45. Il mondiale si giocherà probabilmente tra questi tre piloti, con Jorge Lorenzo nel ruolo di quarto incomodo. Una situazione molto equilibrata, con Valentino che ha vinto più gare (tre contro le due dei rivali) e costantemente sul podio da sette gare, a conferma che è competitivo su ogni circuito. A suo favore c'è il fatto che mentre lui è sempre lì a giocarsi la vittoria, i suoi avversari si alternano: a Barcellona era stato Pedrosa a essere imbattibile, a Donington è toccato a Stoner. Tra i due, il campione del mondo appare più ostico da battere, specie se la sua Ducati si confermerà a questi livelli, ma il distacco è pesante e non è facile da recuperare.

PEDROSA SOTTO TONO Da parte sua, lo spagnolo è più vicino in classifica, ma in Gran Bretagna ha parzialmente deluso, avvalorando la tesi che lo vuole vincente solo se riesce a partire in testa.


LORENZO CON CALMA
Dal prossimo GP, già in programma sabato prossimo ad Assen, il terzetto delle meraviglie potrebbe tornare un quartetto, perché Jorge Lorenzo sembra nuovamente pronto per essere protagonista. Le cinque cadute in quattro gare, con l'ultima che lo ha costretto a saltare il GP della Catalunya e a passare due giorni in ospedale, lo hanno segnato, tanto che a Donington, per sua stessa ammissione, ha cambiato totalmente atteggiamento, diventando piuttosto prudente. Perlomeno in prova e nei primi giri. Ma lo spagnolo non ci ha messo tanto a ritrovare gli automatismi sulla M1 e con un finale esaltante ha chiuso al sesto posto, alle spalle di uno splendido Dovizioso.


GRANDE DOVI
Con una moto privata e sicuramente inferiore a quelle di chi gli è arrivato davanti, Andrea ha disputato un altro GP da applausi, addirittura sbalorditivo nei primissimi giri, quando il Dovi ha fatto sorpassi senza alcun timore referenziale, anche nei confronti di Rossi. Poi, inevitabilmente, ha dovuto rallentare, ma le sue potenzialità sono ormai evidenti e inconfutabili.


BEN PIACE
Ha qualità anche Ben Spies, che in Gran Bretagna ha sostituito l'infortunato Loris Capirossi in sella alla Suzuki: al debutto nel motomondiale, su una pista sconosciuta, Spies ha conquistato l'ottavo tempo in prova sul bagnato e il quattordicesimo in gara con l'asciutto, con la soddisfazione di mettersi alla spalle De Angelis (caduto e ripartito), Melandri e Toseland, anche lui finito a terra all'inizio della gara.

MELANDRI SENZA SCUSE Ha deluso l'inglese, ma più di lui ha deluso Marco, che se ci fosse stato un giro in più sarebbe stato doppiato dal compagno di squadra. Fa veramente tristezza vedere un pilota del suo livello in questa situazione, bastonato anche da Toni Elias e Sylvain Guintoli. Melandri tiene duro, forte di un contratto biennale da tre milioni a stagione: ma, diciamo la verità, se avesse un po' di dignità, farebbe meglio a farsi da parte.


TAGS: gran premio di inghilterra il 2008 gara per gara